Oggi in Cina – Zhou Yongkang espulso e arrestato

In by Gabriele Battaglia

A mezzanotte, ora locale, arriva la notizia che si aspettava da quasi due anni. La tigre Zhou Yongkang, ex zar dei servizi di sicurezza cinesi, il potentissimo numero 9 che nella scorsa nomenklatura era a capo della Commissione militare è stato espulso dal Partito comunista cinese e arrestato. La batte in poche righe l’agenzia di stampa governativa Xinhua
Lo annuncia la Corte Suprea. L’ex capo della siurezza Zhou Yongkang è stato espulso dal Partito e arrestato. E’ formalmente indagato per "serie violazioni della diciplina di Partito", "ingenti tangenti", "divulgazione i segreti del Partito e dello Stato" e "adulterio con diverse donne".

Dopo il periodo di purghe che ha contraddistinto la Rivoluzione culturale, nessun membro (o ex membro) del Comitato permanente è mai stato messo sotto indagine.

In uno dei due documenti scritti da “qualcuno presente in aula” durante il processo Bo Xilai, l’imputato afferma che quando tentò di insabbiare la fuga al consolato americano del suo braccio destro Wang Lijun, avrebbe “eseguito gli ordini di un’importante agenzia di Stato”.

L’agenzia in questione era diretta da Zhou Yongkang. La notizia si aspettava da quasi due anni.

LE ALTRE NOTIZIE DI OGGI
Proposta di legge per garantire eguali diritti e accesso ai servizi di base a migranti e residenti. Primo arresto di un generale donna nella lotta alla corruzione del governo di Xi Jinping. Valutazione dei funzionari per retribuzioni più eque. Boom della borsa di Shanghai, ma nell’aria c’è parecchio scetticismo.

PIU’ DIRITTI PER I MIGRANTI

Un proposta di legge varata dal governo cinese dovrebbe dare ai migranti eguali diritti e accesso ai servizi essenziali rispetto alla popolazione residente in città.

Lo riporta Xinhua, secondo cui i migranti potranno fare domanda di hukou urbano (il permesso di residenza) – che offre pari diritti – se corrisponderanno a determinati requisiti, come quello di avere lavoro stabile e residenza stabile in una certa città e averci soggiornato per più di sei mesi.

Tra i servizi di base accessibili, l’istruzione obbligatoria gratuita, il sostegno all’occupazione, l’assistenza anziani, e i servizi sociali.

La misura appare l’ennesimo passo verso l’urbanizzazione sostenibile che dovrebbe creare un enorme ceto medio, resta da vedere come sarà attuata e se gli stessi migranti sceglieranno di beneficiarne.

ANTICORRUZIONE: ARRESTATA LA PRIMA DONNA-MILITARE

Primo arresto di un generale donna nell’ambito della campagna anticorruzione del presidente Xi Jinping, sempre più diretta anche contro l’Esercito Popolare di Liberazione.

Il/la maggiore generale Gao Xiaoyan, vice commissario dell’università militare di ingegneria informatica, è stata accusata di aver preso tangenti legate a progetti di costruzione, riferisce la rivista economica Caixin. Gao, che ha 57 anni, è nell’esercito da quando ne aveva 17 ed è originaria dello Shanxi. 

Fa anche parte della commissione di ispezione disciplinare dell’università ed è la prima donna militare di alto grado messa in detenzione.

ARRIVA LA VALUTAZIONE DEI FUNZIONARI

Un piano del Partito Comunista per creare un sistema di valutazione dei funzionari potrebbe costituire un passo avanti verso la concessione di aumenti di stipendio slegati dalla posizione gerarchica.

In Cina ci sono 7 milioni di dipendenti pubblici, negli ultimi anni hanno chiesto aumenti salariali, in particolare quelli delle regioni meno sviluppate e situati ai livelli più bassi.

Basti citare i recentissimi scioperi degli insegnanti nel nord-est del Paese. Il piano del Partito sgancerebbe la loro paga dal rango ufficiale, il che potrebbe significare che riceveranno salari più alti anche senza una promozione.

Dal punto di vista del sistema-Paese, una misura del genere potrebbe creare gli incentivi necessari a metter in pratica le politiche ambientali, sempre bistrattate perché “non fanno fare carriera”.

BOOM DELLA BORSA, MA C’E’ MOLTO SCETTICISMO

Boom della borsa di Shanghai, ma c’è molto scetticismo e diversi esperti sostengono che sia determinato dall’iniezione di liquidità decisa dal governo, dai prestiti, e che quindi non corrisponda ai fondamentali economici della nazione.

Il Shanghai Composite Index ha toccato il suo record degli ultimi tre anni e il rischio è che si prefiguri un’altra bolla guidata dagli operatori sovvenzionati.