Oggi in Cina – Pechino non cede

In by Gabriele Battaglia

Prosegue la rimozione a Hong Kong dei blocchi da parte della polizia, strategicamente lenta e il più possibile indolore per non provocare nuove proteste. Il rischio invecchiamento nella metropoli di Shanghai: non ci sarebbero abbastanza abitanti per mantenerli. I poveri sono 82 milioni. HK – PECHINO NON CEDE
Prosegue la rimozione dei blocchi da parte della polizia, strategicamente lenta e il più possibile indolore per non provocare un riacutizzarsi delle proteste. Nelle ultime ore è circolato però un video in cui si vedono alcuni poliziotti picchiare un manifestante ammanettato e inerme, risultato poi essere un membro del Civic Party. È una scintilla che potrebbe riaccendere la miccia delle agitazioni.
Intanto, da Pechino giunge indiscrezione (Reuters) che la leadership cinese avrebbe deciso la propria linea di condotta verso il movimento di Hong Kong in una riunione tenutasi a inizio ottobre. In quell’occasione, sarebbe stato deciso di non fare nessuna concessione rispetto alla riforma elettorale in vista del 2017 perché, secondo l’opinione dei leader cinesi, in passato sarebbe già stato concesso fin troppo. Si citano i casi del 2003, quando le proteste impedirono il passaggio di una legge anti-sedizione, e del 2012, quando le agitazioni studentesche bloccarono l’inserimento nei curriculum della cosiddetta “educazione nazionale”. Oggi si teme che ulteriori concessioni potrebbero scatenare un effetto domino. Nella riunione sarebbe stato anche deciso di escludere l’utilizzo della forza per reprimere le manifestazioni, a meno che si verifichi una situazione di “caos incontrollabile”.

SHANGHAI – BOMBA A OROLOGERIA
Per mantenere la sua popolazione di anziani, Shanghai dovrebbe avere nel 2050 circa 35 milioni di abitanti (ora sono circa 24 milioni). È questo l’allarme lanciato da un esperto di demografia, secondo cui la popolazione di anziani a quella data sarà di 11 milioni (4,6 milioni previsti nel 2015).

82 MILIONI DI POVERI
Anche se negli ultimi decenni circa 600 milioni di cinesi sono usciti dalla condizione di povertà, le statistiche dicono che sono ancora 82 milioni quelli che stanno sotto la soglia. Mentre si prepara a festeggiare la giornata contro la povertà (17 ottobre), Pechino riflette sul fatto che oltre a esserci un problema geografico – alcune aree del Paese sono molto più povere di altre – si pone un grande problema di diseguaglianza anche in luoghi dove la modernità delle città farebbe pensare a un benessere diffuso. E si pensa quindi ai rimedi possibili.

[Foto credit: nationalpost.com]