Oggi in Cina – HK, terza settimana di proteste

In by Gabriele Battaglia

Terza settimana di proteste a Hong Kong, dove, intanto, il Chief Executive Leung è sotto attacco e la mafia continua a infiltrare sia i gruppi anti-Occupy sia i sit-in. Livelli di smog drasticamente scesi a Pechino nelle ultime 48 ore. Verso il plenum del Pcc: rule of law o rule by law? Un nuovo attacco in Xinjiang. HK – TERZA SETTIMANA
Mentre il Chief Executive Leung dice che difficilmente le richieste degli studenti potranno essere accettate e si difende dalle accuse di coruzione, la protesta di Occupy entra nella sua terza settimana, con studenti e non solo a presidiare i tre blocchi di Admiralty, Mong Kong e Cuaseway Bay. Ma il movimento si trova di fronte a un difficile passaggio, stretto tra l’impossibilità di continuare la mobilitazione di massa, le difficoltà a darsi una rappresentanza e le voci che circolano secondo cui una repressione “soft” potrebbe avvenire entro il 15 ottobre, mercoledì.
Parliamo di questo e di molto altro con Sophia Chan, attivista del gruppo Left 21 e docente universitaria.

HK – LA MAFIA NON FA DISTINGUO
Le triadi hanno infiltrato sia i gruppi anti-Occupy sia il sit-in di Mong Kok. È questa la conclusione a cui è giunta la polizia dopo un’inchiesta sugli incidenti della settimana scorsa tra opposte fazioni. E il fatto che in quello specifico sit-in non si accetti né la rappresentanza degli studenti né di nessun altro, nel nome della cultura del lanzai (cultura di strada), sembrerebbe avvalorare tale tesi. È evidente che questo potrebbe giustificare anche eventuali azioni di forza da parte delle autorità.

L’ARIA DI PECHINO
I livelli di smog sono scesi drasticamente nelle ultime 48 ore, grazie a un vento freddo proveniente da nord e a qualche goccia di pioggia, ma i 4 giorni precedenti sono stati i peggiori degli ultimi mesi a Pechino, con livelli di polveri sottili dieci volte superiori al consentito. Perfino il Quotidiano del Popolo ha pubblicato una foto di se stesso (cioè del fallico grattacielo in cui si trova la redazione) invisibile dietro a una coltre di smog. Così, nelle prime ore di sabato, Greenpeace China ha organizzato un colpo di mano, proiettando la scritta luminosa “Blue Sky Now!” sulla Torre del Tamburo, l’antico edificio nel centro della città. Ci siamo fatti spiegare l’iniziativa dai suoi organizzatori.

XI E IL RULE OF/BY LAW
Mentre si avvicina il plenum in cui si discuterà di “Stato di diritto”, impazza il dibattito sul “legalismo” a cui fa riferimento Xi Jinping, il presidente cinese. Assumendo la distinzione anglosassone e spulciando i discorsi di Xi, pieni di riferimenti ai pensatori classici cinesi, ci si chiede: Xi parla di “rule of law” (la legge governa una nazione al di sopra dell’arbitrio umano e deve essere “giusta”, cioè basata su una sorta di legge naturale) o di “rule by law” (il governante applica la legge come strumento di governo, ma resta lui l’ultima istanza e può anche fare leggi ingiuste)? È probabile che si vada per la seconda.

ATTACCO IN XINJIANG?
Il Quotidiano del Popolo è appena uscito sul suo account Twitter con la notizia che un attacco “motociclistico” condotta da due persone in Xinjiang, nella zona di Hotan, avrebbe provocato dieci morti, tra cui una donna poliziotto. Seguiamo l’evoluzione. 

[Foto credit: dw.de]