Mondo Asean – La finanza green guida il Sud-Est asiatico verso la de-carbonizzazione

In Mondo Asean, Relazioni Internazionali by Redazione

L’Associazione Italia-Asean nasce nel 2015. La sua missione è quella di rafforzare il legame e rendere più evidenti le reciproche opportunità, sia per le imprese che per le istituzioni. Qui pubblichiamo la newsletter Italia-Asean del 21 maggio.

Il 7 maggio l’Asian Development Bank (ADB) ha annunciato l’interruzione di ulteriori finanziamenti a centrali elettriche a carbone, ad attività estrattive di combustibili fossili e a quelle di produzione ed esplorazione di petrolio e gas naturale. La notizia si inserisce nell’alveo della ADB’s Strategy 2030 pubblicata nel 2018, con la quale la banca si era impegnata a investire cumulativamente 80 miliardi di dollari in finanziamenti sostenibili tra il 2019 e il 2030.

Sin dalla seconda metà del diciottesimo secolo, l’umanità ha sistematizzato l’impiego di combustibili fossili per produrre energia. È lo sviluppo tecnologico che ha dato impulso alla seconda rivoluzione industriale in Europa, consentendo di realizzare il motore a vapore, che ha abbattuto i costi dei trasporti e iniziato a intessere le prime maglie di quella che sarebbe presto divenuta l’economia globalizzata. Il progresso umano continua ancora oggi a misurarsi in rivoluzioni: stavolta, però, tocca all’industria globale delle energie rinnovabili, e in generale a processi produttivi che limitino drasticamente il nostro impatto sul pianeta.

Per Paesi in via di sviluppo come le economie del Sud-Est asiatico si tratta di una sfida non da poco. Se da una parte sono aree particolarmente esposte ai disastri ambientali causati dai cambiamenti antropogenici del clima, dall’altra le economie del Sud-Est asiatico sono ancora in stadi di sviluppo poco avanzati, per quanto emergenti. Per questo gioca un ruolo cruciale la tensione tra scelte nazionali e imperativi internazionali di sostenibilità. Per governi e attività produttive il carbone resta infatti la fonte prediletta del mix energetico regionale. La domanda di elettricità cresce a ritmo sostenuto in mercati emergenti, per questo è prioritario per i governi garantirne l’offerta a prezzi accessibili. Esiste quindi un disallineamento tra le necessità politiche di stimolare la domanda interna rendendo al contempo competitivo il processo produttivo, e quelle di alcuni investitori stranieri che invece interrompono i finanziamenti ad attività che fanno uso di tecnologie obsolete. A questo proposito, Tim Buckley dell’Istituto per l’Economia energetica e l’Analisi finanziaria ha affermato che se queste banche smettono di finanziarlo, il carbone è morto: “Coal is not bankable without government subsidised finance”.

In effetti, l’ultimo rapporto annuale della International Energy Agency (IEA), pubblicato a inizio anno, sottolinea come l’ingente crescita demografica che travolgerà il Sud-Est asiatico nel prossimo futuro giocherà un ruolo cruciale nel plasmare le politiche energetiche globali. A questo proposito, l’Asian Development Bank aveva già previsto con l’ASEAN un piano di progetti infrastrutturali sostenibili nell’aprile 2019: l’ASEAN Catalytic Green Finance Facility, un meccanismo di finanza green in mano ai singoli governi regionali, focalizzato sullo sviluppo di progetti positivi per il clima, di cui l’ADB gestisce la struttura.

L’ADB non è l’unica ad aver puntato sul Sud-Est asiatico per i suoi investimenti sostenibili. La banca, di matrice giapponese, è chiamata a competere con la Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB) a guida cinese, istituto finanziario multilaterale adibito principalmente alla promozione di progetti infrastrutturali in Asia, “with sustainability at its core”.

Il ruolo della Cina nei programmi di de-carbonizzazione del Sud-Est asiatico è in realtà ambivalente. Come riportato da Channel News Asia, l’IEA sostiene che oltre l’80% della crescita dell’impiego di carbone proverrà dall’Asia, e tale crescita sarà trainata proprio dalla Cina. Per accelerare la ripresa post-pandemia i Pechino aveva tra l’altro incrementato l’utilizzo del carbone con l’intento di stimolare la sua economia, alimentando la domanda interna. D’altra parte, la Cina resta fedele alla prassi marxista per cui è bene servirsi degli strumenti materiali a disposizione dello status quo prima di compiere una rivoluzione, in questo caso energetica. I piani a medio termine della leadership prevedono una transizione ecologica ambiziosa, che punta a rendere il Paese carbon-neutral entro il 2060. Tim Buckley ha commentato, a questo proposito, che la Cina è leader in ogni settore industriale che è fondamentale per la de-carbonizzazione del mondo, e questo dovrebbe placare i timori occidentali circa l’affidabilità degli impegni assunti dal Partito-Sato.

Il sostanziale antagonismo tra Cina e Giappone sembrerebbe quindi indirizzarsi verso una competizione virtuosa nel Sud-Est asiatico, con l’enfasi su investimenti infrastrutturali sostenibili che si allinea con l’urgenza delle istanze ambientali nella regione. Per ragioni strutturali come quelle geografiche, economiche e politico-istituzionali, il Sud-Est asiatico rimane un contesto particolarmente esposto alle conseguenze della crisi climatica, aggravata dall’uso irresponsabile di risorse energetiche obsolete. Quindi per i governi nazionali di quest’area la tensione tra imperativi di crescita insostenibili e la dirompenza dei disastri ambientali resta una sfida storica. Ecco perché la finanza green può assumere il ruolo di game changer nella regione, per spostare l’ago della bilancia a favore di politiche e pratiche più sostenibili nel prossimo futuro.

A cura di Agnese Ranaldi

GoTo cambia il panorama ASEAN dell’e-commerce

La fusione tra le due start-up tecnologiche Gojek e Tokopedia, annunciata questa settimana, promette di riconfigurare il mercato dell’e-commerce del Sud-Est asiatico. L’unione tra i due brand indonesiani darà vita a GoTo, una piattaforma di commercio online valutata intorno ai 18 miliardi di dollari che farà da holding. La fusione, secondo il South China Morning Post, è la più grande mai realizzata in Indonesia e pone le basi di un enorme conglomerato tecnologico i cui servizi spazieranno dai pagamenti online al food delivery, passando per il ride-hailing. Le restrizioni dettate dalla pandemia hanno rinvigorito la concorrenza in questi settori, stimolati dalla crescente domanda di cibo a domicilio, commercio e pagamenti elettronici. Come osserva Reuters, la fusione è sostenuta da una grande varietà di investitori, tra i quali spiccano Alibaba, Google e Facebook. Sulla scena della competizione tecnologica regionale si affaccia così un terzo colosso, che andrà a competere con i due già esistenti: Grab e Sea. Grab, attore di punta tra le piattaforme di shared-mobility, servizi finanziari e pagamenti online, sta ampliando le sue ambizioni a livello globale. L’azienda ha dichiarato ad aprile che sarebbe diventato pubblica negli Stati Uniti tramite una fusione con la società di acquisizione SPAC. L’accordo ha portato Grab a una valutazione di circa 39,6 miliardi di dollari. Sea è invece una società singaporiana attiva nei settori della comunicazione, servizi finanziari, pagamenti digitali e gaming, che si è da poco espansa nell’e-commerce con la piattaforma Shopee. I rapporti di forza nel settore del commercio online del Sud-Est asiatico sono quindi in corso di trasformazione. GoTo si propone di competere con Shopee e Grab, leader di mercato sia nell’e-commerce che nel food che hanno basato il loro predominio con una presenza forte in tutta la regione per attutire l’impegno di investimento a lungo termine in Indonesia.

Myanmar, si prepara la intranet nazionale per silenziare l’opposizione

Istituire una rete intranet nazionale altamente ristretta. Questa la nuova mossa del regime militare per reprimere l’opposizione senza limitare l’accesso alle attività commerciali online. Un piano preciso che prevede anche la definizione di “liste bianche” in cui inserire persone ed entità che possono accedere al web, come osserva il rapporto dell’International Crisis Group con sede a Bruxelles. Dal colpo di stato del primo febbraio, la giunta ha infatti operato continue interruzioni di Internet, sospendendo anche l’utilizzo dei dati mobili e il servizio Wi-Fi. I militari hanno inoltre varato emendamenti legali per ottenere i dati degli utenti e perseguire gli oppositori, oltre a impartire ordini agli operatori di telefonia mobile e ai fornitori di servizi Internet per limitare l’accesso a determinati siti web e linee VPN che possono aggirare le restrizioni. Il rapporto rileva che l’idea di intranet è un’alternativa semplificata del “grande firewall” cinese, in cui sono limitati sia l’accesso a Internet che i contenuti locali. Secondo il piano della giunta, gli utenti mobili avranno accesso solo alle applicazioni autorizzate, come quelle relative ai servizi bancari. Il rapporto arriva pochi giorni dopo il rilascio di una dichiarazione congiunta da parte della Global Network Initiative, un’organizzazione globale focalizzata sulla libertà di espressione e tutela della privacy, insieme al Myanmar Center for Responsible Business. Le due istituzioni hanno criticato il metodo del whitelisting, chiedendo il ritorno al pieno e libero accesso a tutti i siti web e servizi online del Myanmar. Sebbene la giunta sia riuscita a negare l’accesso a Internet alla maggior parte della popolazione, finora non aveva mai adottato una strategia a lungo termine per estendere il suo controllo anche sul web, osserva Crisis Group. Il rapporto esorta le società tecnologiche internazionali, nonché i fornitori di telecomunicazioni, a tutelare la sicurezza degli utenti e a mantenere aperto l’ecosistema digitale in Myanmar.

Ambiente

Partenariato UE-ASEAN

Per combattere il cambiamento climatico l’Unione Europea dovrebbe risolvere le controversie sull’olio di palma e collaborare più approfonditamente con l’ASEAN su una tematica fondamentale: la deforestazione.

The Parlamient Magazine: https://www.theparliamentmagazine.eu/news/article/euasean-partnership-for-a-greener-future

Geopolitica

Seul, Washington, Giacarta

La scorsa settimana rappresentanti del governo americano e coreano hanno avuto degli incontri per discutere della politica meridionale di Seul e delle strategie di Washington per l’Indo-Pacifico, con un occhio attento ai rapporti con l’ASEAN.

Yonhap News Agency: https://en.yna.co.kr/view/AEN20210513010800325

Economia

Omnibus Law

La tanto discussa quanto epocale riforma del mercato del lavoro indonesiano regola la nuova disciplina di disoccupazione nel Paese, fornendo sostegni economici a chi perde lavoro, formazione e regole chiare per i datori di lavoro.

ASEAN Briefing: https://www.aseanbriefing.com/news/indonesias-omnibus-law-the-new-unemployment-benefit-program/

Geopolitica
Filippine e sicurezza marittima

Le tante dispute nel Mar Cinese Meridionale stanno causando tensioni tra diversi Stati del continente asiatico. Sono noti gli attriti di Manila con Pechino, nonostante le Filippine cerchino una risoluzione pacifica e stabile tra tutti i Paesi coinvolti.

The ASEAN Post: https://theaseanpost.com/article/philippines-pca-ruling-paper-tiger

Economia

Il commercio in ASEAN

Analizzando i risultati delle analisi svolte sulla Comunità Economica dell’ASEAN, lanciata nel 2015, si evince come su integrazione, coesione e connettività regionale, si siano raggiunti obiettivi importanti ma ci sia ancora molto da fare sul versante del commercio tra Stati in ASEAN.

The Edge Markets: https://www.theedgemarkets.com/article/cari-asean-needs-work-harder-remove-more-nontariff-barriers

Politica

Le prossime sfide dell’ASEAN

A cominciare dalla difficile situazione politica e sociale del Myanmar, passando per lotta alla pandemia e rilancio economico, sono molte le sfide che l’ASEAN dovrà affrontare nei prossimi mesi, mantenendo i suoi dieci Stati membri coesi.

The ASEAN Post: https://theaseanpost.com/article/rocky-road-ahead-asean

Business

Opportunità per il vino australiano in ASEAN

L’occidentalizzazione dei gusti in molti Paesi del Sud-Est asiatico sta portando notevoli benefici alle industrie del settore agroalimentare. L’industria vinicola australiana, ad esempio, ha raggiunto i 2,9 miliardi di dollari di profitti nel 2020 e toccherà quasi i 4 entro il 2023.

ASEAN Briefing: https://www.aseanbriefing.com/news/opportunities-for-australian-wine-in-asean/

Ambiente

Combattere lo smog in Indonesia

In Indonesia, come in molte città del continente asiatico, cresce l’inquinamento dovuto al traffico e all’eccessiva circolazione di veicoli obsoleti. Auto e moto elettriche potrebbero essere la soluzione ma c’è bisogno di una vera e propria rivoluzione nel settore.

Channel News Asia: https://www.channelnewsasia.com/news/asia/indonesia-electric-motorbike-market-potential-environment-14786174

Economia

Thailandia e RCEP

Bangkok vuole accelerare sulla ratifica della RCEP e infatti diverse agenzie statali con competenza su commercio estero, tariffe doganali e certificati d’origine si stanno muovendo in questa direzione.

Vietnam+: https://en.vietnamplus.vn/thailand-speeds-up-process-to-submit-rcep-ratification-to-asean-secretariat/201584.vnp

Sanità

Campagna vaccinale in Indonesia

Kadin, la Camera di Commercio e dell’Industria indonesiana, ha suggerito nei mesi scorsi al governo di dare facoltà a diverse aziende private nazionali di avviare una propria campagna vaccinale per raggiungere l’ambizioso obiettivo di 180 milioni di vaccinati entro il 2021.

The Economist: https://www.economist.com/asia/2021/05/15/private-firms-in-indonesia-are-starting-their-own-vaccination-effort

Società

Investire nella cultura thailandese

Molti dei conglomerati economici che dominano l’economia thailandese sono stati fondati da imprenditori stranieri, provenienti dall’Asia o dall’Europa, che hanno saputo mantenere viva la cultura thai nelle loro aziende.

Financial Times: https://www.ft.com/content/d28a26c3-2719

Economia

Scandalo 1MDB

La Malesia sta gradualmente recuperando i soldi sottratti nell’affaire di 1Malaysia Development Berhad ma le ripercussioni dello scandalo che ha colpito il Paese alcuni anni fa potrebbero ripercuotersi anche sulle prossime elezioni politiche.

Nikkei Asian Review: https://asia.nikkei.com/Politics/Malaysia-in-transition/Malaysia-s-1MDB-debt-looms-over-next-election-and-coming-decades

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