Questi mesi sono stati un gioco di interminabili attese per chi è abituato a viaggiare per lavoro o studio, in particolare per chi ha stretti legami con la Cina.  Il 28 Marzo la Cina ha sospeso l’ingresso di tutti i cittadini stranieri, compresi i residenti. Numerosi italiani si sono trovati bloccati nel paese “sbagliato” quando gli aerei hanno smesso improvvisamente di volare.

L’attesa del rientro è stata logorata dell’incertezza di questo periodo, scandito in Italia solamente da riaperture e da nuovi decreti. Settembre sembra essere l’ultima scadenza per le riaperture: il mese che da sempre è stato quello degli inizi e delle nuove partenze, è cristallizzato nell’incertezza. Ancora oggi la Cina lascia rientrare pochi stranieri filtrando accuratamente gli ingressi nel proprio territorio.

PERCHÉ IN MOLTI SI SONO RITROVATI BLOCCATI FUORI DALLA CINA?

L’epidemia è scoppiata in un periodo molto particolare: il capodanno Cinese è la vacanza che registra il più alto numero di movimenti migratori in Cina. Chi abita nella terra del Dragone, di solito approfitta di questo periodo per viaggiare o tornare nel proprio paese di origine. Lo scoppio dell’ epidemia, la chiusura dei primi voli diretti tra Cina ed Italia il 30 Gennaio e l’incertezza del lock-down cinese ha reso difficoltoso il rientro per molti expats. A Febbraio i campus universitari cinesi hanno vietato il rientro degli studenti internazionali e molte aziende sono rimaste chiuse anche dopo le vacanze del capodanno cinese non permettendo il ritorno di molti lavoratori provenienti dall’estero.

Fino al 28 Marzo volare in Cina era comunque possibile se in possesso di un visto regolare, ma quando i cinesi hanno visto i primi spiragli di luce dopo mesi di clausura, i confini sono stati chiusi. Molti italiani per sfuggire al lock-down cinese si sono ritrovati bloccati nelle loro case in Italia, non potendo rientrare a lavoro anche se aziende, fabbriche ed altre attività in Cina avevano iniziato di nuovo a funzionare.

CHE COSA È SUCCESSO A CHI È RIMASTO?

Chiusi fuori o chiusi dentro: questa è stato il dilemma che a lungo ha afflitto gli studenti internazionali in Cina durante lo scoppio dell’epidemia. Alcuni hanno scelto di restare. Le università cinesi hanno tardato fino a Giugno a riaprire le porte dei loro campus. Alcuni studenti internazionali sono rimasti chiusi dentro i loro dormitori fino a Giugno vivendo di cibo d’asporto. Solo adesso si prospetta per loro un inizio regolare delle lezioni, anche se le
regole delle università sono diventate più rigide imponendo coprifuoco e limitazioni nelle uscite 1 .

LE PRIME SPERANZE DI RIENTRO

Da fine Marzo, i visti ed i permessi di soggiorno ancora validi sono diventati un mazzo di chiavi inutili per una Cina che aveva cambiato la serratura della porta d’ingresso tagliando fuori molti expats dai suoi confini nazionali. Una prima riapertura tra Europa e Cina si è intravista a Giugno.

A luglio alcuni imprenditori italiani e diplomatici sono riusciti a rientrare. La camera di commercio Italiana in Cina in collaborazione con l’ambasciata di Pechino ha organizzato il primo volo charter per il rientro degli imprenditori italiani: il 3 Luglio 114 cittadini italiani sono atterrati a Nanchino.

Durante l’estate è stato organizzato un secondo volo charter tra Italia e Cina, però anch’esso destinato solo ad alcune tipologie di visto e a permessi di soggiorno erogati dopo il 28 Marzo.

Qualche nuova speranza si è intravista tra il 10 e il 12 agosto 2020. Sui siti di alcune Ambasciate della RPC in Europa è stato pubblicato un aggiornamento della normativa, ai sensi del quale è stato consentito l’ingresso in Cina anche ai titolari di permesso di soggiorno ancora in corso di validità. La maglia che filtra gli ingressi nella terra del Dragone si è leggermente allargata rendendo più semplice il ricongiungimento familiare. Dopo quasi più di 6 mesi, il 10 Settembre, molti lavoratori italiani e famiglie finalmente prenderanno il terzo volo charter organizzato dalla camera di commercio.

LA PU LETTER E ALTRE DIFFICOLTÀ

 La caccia alla PU letter è iniziata questa estate dopo i primi voli tra Europa e Cina. E’ un documento rilasciato dal Foreign Affairs Bureau外事办 (FAO).delle municipalità autonome (i.e. Pechino, Tianjin, Chongqing, Shanghai) oppure della Provincia; è necessario per la richiesta di un visto speciale d’ingresso in Cina. Per richiederla è necessario che una società cinese o istituzione o organizzazione si rivolga al FAO.

Per il resto dei lavoratori con il permesso di soggiorno scaduto è necessario ottenere la PU letter per rientrare, anche se molto spesso tale documento risulta molto difficile da ottenere.  Ad oggi i voli per la Cina sono ancora estremamente rari e costosi ed il loro prezzo va aggiunto alle spese per i tamponi e la quarantena. Chi riesce a ritornare adesso deve almeno fare 3 tamponi:  uno prima di partire, uno all’arrivo in aeroporto ed un altro dopo 14 giorni di quarantena in un albergo designato dalle autorità cinesi.

LA MANCATA RECIPROCITÀ PER GLI STUDENTI

L’odissea di alcuni italiani bloccati fuori dalla Cina sembra essere quindi quasi giunta al termine, mentre quella degli studenti internazionali sembra solo all’inizio. Purtroppo nelle nuove politiche di ingresso da poco erogate dal ministero degli affari esteri Cinesi non vengono menzionati gli studenti.

Le borse di studio erogate dal governo cinese sono state congelate per gli studenti che al momento si trovano all’estero: le difficoltà di questo periodo per chi ha intrapreso in percorso di studi in Cina sono numerose, specialmente per chi si avvicina alla laurea e si sente abbandonato al proprio destino.

Una bella notizia invece è arrivata per gli studenti cinesi: ad Agosto il consolato generale d’Italia a Canton ha comunicato la ripresa delle immatricolazioni degli studenti cinesi che hanno scelto l’Italia per proseguire il loro percorso di studi. La reciprocità promessa all’apertura dei confini tra Europa e Cina non sembra esser stata rispettata per tutte le categorie di visto.

UN’ATTESA LOGORATA DALLE SPECULAZIONI

Le speculazioni su quel che accadrà agli studenti e ai lavoratori bloccati fuori sono tante, specialmente in una situazione in cui non si hanno molte notizie o direttive ufficiali. È probabile che in molti dovranno attendere fino al 2021 per prendere finalmente un volo, ma c’è chi ancora crede in qualche altra riapertura dopo Ottobre e la festa della Repubblica Popolare Cinese. Molti sperano ancora in qualche cambiamento specialmente dopo la visita in Europa del ministro degli affari esteri cinese Wang Yi. Un gruppo di studenti italiani nell’ultima settimana di Agosto si è mobilitato nella stesura di lettere destinate all’ambasciata e al ministero degli affari esteri, in particolare in occasione dell’incontro tra Di Maio e Wang Yi  avvenuto il 25 Agosto.

Le speranze sono tante, come anche le speculazioni su una situazione che ad oggi è sempre più imprevedibile. L’Odissea per il rientro in Cina sembra ancora lunga.

Di Camilla Fatticcioni*

**Laureata in lingua Cinese all’università Ca’ Foscari di Venezia, Camilla vive in Cina dal 2016. Nel 2017 inizia un master in Storia dell’Arte alla China Academy of Art di Hanghzou interessandosi di archeologia ed iconografia buddhista cinese medievale. Sinologa ed autrice del blog perquelchenesoio.com, scrive di Asia e Cina specialmente trattando temi legati all’arte e alla cultura. Collabora con diverse riviste tra cui REDSTAR magazine della città di Hangzhou e scrive per il blog di Bridging China Group. Appassionata di fotografia, trasmette la sua innata voglia di raccontare storie ed esperienze attraverso diversi punti di vista.