Per questa quinta puntata con La sostenibilità in caratteri, introduciamo uno schema già avviato da realtà come l’Unione Europea che la Cina applicherà a livello nazionale a partire da questo anno: il mercato delle emissioni (anche conosciuto come Emission trading system – ETS): 碳交易市场 tàn jiāoyì shìchǎng.

Dopo anni di incubazione, finalmente il mercato delle emissioni in Cina diventa realtà. Un passo importante per raggiungere gli ambiziosi obiettivi dichiarati dal presidente Xi Jinping e che consistono nella neutralità carbonica entro il 2060

Il mercato delle emissioni si basa su un sistema di crediti di emissioni di biossido di carbonio a disposizione delle aziende che possono utilizzarli o venderli e che rientrano in un conto nazione e che possono essere utilizzati per il rispetto dei limiti  di emissioni a essi assegnati o destinati al mercato globale delle emissioni,  con un progressivo abbassamento del tetto delle emissioni. 

Incluso già nel XII Piano quinquennale del 2012 quale iniziativa chiave in risposta al riscaldamento globale, insieme a strumenti di mercato e altre misure di mitigazione, l’ETS cinese era nelle intenzioni un sistema cap-and-trade che riprendeva l’architettura di quello europeo attivo dal 2008, cercando di evitarne alcuni dei limiti (come l’allocazione iniziale di permessi). 

Nella realtà vi sono state sperimentazioni  su piccola scala, testati su cinque aree metropolitane (Pechino, Tianjin, Shanghai, Chongqing, Shenzhen) e due province (Hubei e Guangdong) ma una serie di ostacoli burocratici e la mancanza di alcuni organismi fondamentali al suo corretto funzionamento ne hanno ritardato l’adozione. 

L’attuale ETS cinese, partito il 1 febbraio, coinvolgerà inizialmente il sistema energetico nazionale che è responsabile del 30% delle emissioni totali del paese. Una novità importante è quella legata agli obblighi di trasparenza  sui livelli di emissioni che devono essere resi pubblici, un passo in avanti che serve a mobilitare sia il sistema regolatorio e di controllo sia gli investitori creando un circolo virtuoso dagli effetti benefici sulla riduzione delle emissioni.

 

A cura di Nicoletta Ferro e Sabrina Moles