La battaglia per il lago est di Wuhan

In by Simone

Centinaia di cittadini di Wuhan stanno lottando per salvare l’Area panoramica turistico ecologica del lago est della città (东湖生态旅游风景区) dai piani che prevedono il parziale riempimento del lago e lo sviluppo di un’area commerciale. Gli abitanti e i pescatori sgomberati dal piano stanno negoziando col governo locale per avere un compenso sin dal mese di dicembre, affrontando anche assalti fisici da parte di picchiatori (pare, reclutati dal governo).

E la scorsa settimana centinaia di cittadini e studenti hanno organizzato una marcia di protesta, che è stata poi cancellata dopo che la polizia ha fatto irruzione nelle case degli organizzatori: agli studenti è stato sconsigliato di partecipare dalle autorità degli istituti e ad almeno un organizzatore è stata tagliata la connessione ad internet. I rappresentanti della compagnia di sviluppo e il governo locale durante una conferenza stampa hanno affermato che nessuna parte del lago verrà riempita e che i lavori non rovineranno l’eco-sistema dell’area; informazioni che smentiscono questo genere di informazioni sono state rimosse dai siti internet. I critici del piano però vogliono continuare a combattere e stanno già organizzando attività di protesta, compresa una petizione e lettere da mandare al governo centrale, spettacoli artistici, nonché una campagna per piantare tende fuori dall’area in costruzione e una newsletter e forum su internet per permettere il dibattito pubblico sul tema. 

Il 25 marzo, il quotidiano di Guangzhou Time Weekly (时代周报) ha pubblicato un reportage dal titolo “Indagine sullo sviluppo del lago est di Wuhan della OCT” (武汉华侨城开发东湖调查), che ha rivelato informazioni su funzionari del governo locale corrotti e legati al piano di sviluppo. Secondo il reportage, nel dicembre del 2009 il governo locale ha firmato un contratto d’affitto a lungo termine con la compagnia statale di sviluppo immobiliare OCT (Overseas Chinese Town) per 211 ettari (3.167 mu), compresi 30 ettari (450 mu) del lago stesso, per la modesta somma di 4,3 miliardi di yuan (630 milioni di dollari americani) – il contratto d’affitto più lucrativo dell’anno per una città a rapido sviluppo come Wuhan (la terra in Cina non può essere venduta e quindi è affittata, di solito per un periodo di settanta anni ogni volta).
La transazione è stata illegale perché gran parte dell’area interessata è compresa nell’Area panoramica del lago est, protetta dallo Stato, e il governo locale non aveva ottenuto il permesso per i lavori dal governo centrale. Inoltre l’intero processo di negoziazione e pianificazione si è svolto a porte chiuse per diversi mesi, senza valutazioni esterne delle possibili conseguenze ecologiche e sociali. Il piano della OCT prevede un parco divertimenti (Happy Valley) e un’area commerciale, alberghi e condomini.

Due villaggi e una fabbrica di lavorazione del pesce sono già state sgomberate e demolite immediatamente dopo la firma sul contratto d’affitto a dicembre, e un terzo villaggio è in fase di sgombero. I residenti e i pescatori denunciano che il compenso promesso dalla OCT è stato invece intascato da funzionari locali e quando sono andati a protestare alla sede del governo sono stati assaliti da alcuni picchiatori. La maggior parte di coloro che reclamano sono stati rimandati indietro ma almeno cinquanta famiglie nel terzo villaggio tengono ancora duro. Tutto questo è stato tenuto allo scuro della popolazione di Wuhan dai media locali per almeno tre mesi.

Quando il Time Weekly ha pubblicato l’articolo il 25 marzo, secondo l’autore del blog, in due ore più di mille commenti sono apparsi nella pubblicazione on-line. La principale preoccupazione tra chi critica il piano riguarda le possibili conseguenze ecologiche, dato che l’inquinamento delle acque e la formazione di alghe sono aumentate sensibilmente negli ultimi anni in Cina, rendendo metà della popolazione cinese e due terzi della popolazione rurale priva di acqua potabile, secondo quanto riportato da alcuni articoli. Nel 2007 la presenza di alghe (colpa in gran parte dell’uso di fertilizzanti) del lago Tai nella costa orientale cinese ha reso l’acqua non potabile per due milioni di persone a Wuxi. A Wuhan, le critiche al piano di sviluppo del lago est sottolineano anche la grave situazione di un altro lago locale, il Tangxun. Sulla scala da uno a cinque della qualità dell’acqua, Tangxun è passato da uno a quattro in dieci anni di sviluppo dell’area, e gli esperti stimano che anche con enormi sforzi ci vorranno almeno dieci anni per riportare l’indice al livello tre.

Al di là della qualità dell’acqua per il consumo, altre preoccupazioni riguardano il valore che il lago est ha a Wuhan come unico luogo dove sia possibile nuotare ora che il lago Tangxun e altri laghi sono stati inquinati. Una critica ironicamente ricorda come solo sei anni fa un esperto ambientale mise tutti in allarme dichiarando che il Tangxun stava diventando inquinato come il lago est, mentre oggi il Tangxun è così intossicato che il lago est a confronto sembra in salute!

Per finire, altre critiche riguardano la gentrification, poiché il piano di sviluppo trasformerebbe il lago e l’ambiente circostante da un posto tranquillo, pulito, aperto e gratuito a tutti (o con una piccolo prezzo da pagare per il biglietto di ingresso ad alcuni parchi) in un costoso, rumoroso e artificiale luogo di villeggiatura per ricchi. A tale riguardo, alcuni fanno notare come gli sforzi per proteggere il lago est siano diversi da altre recenti proteste del genere in Cina poiché l’obiettivo non è proteggere una proprietà privata o spostare l’inquinamento ambientale lontano dalla città ma difendere la proprietà pubblica dalla privatizzazione.

Critici del piano di sviluppo hanno formato un gruppo su QQ (il social network più famoso in Cina), che ha presto raggiunto il numero massimo consentito da QQ di cento iscritti e si è poi diviso in diversi altri gruppi. Secondo quando riportato da una delle amministratrici del gruppo, sebbene per essere iscritti bisogna prima ricevere una autorizzazione, ha notato che alcuni nuovi membri apparivano nel gruppo misteriosamente senza avere avuto alcun permesso e la stessa sospetta si tratti di personale della polizia. Attraverso dibattiti all’interno del gruppo è emersa l’idea di “fare una passeggiata” (散步), ovvero organizzare marce di protesta senza cartelli e, qualora richiesto, dire a tutti che è solo “una passeggiata”.
Questa tattica è stata usata con successo molte volte a partire dal 2007, quando migliaia di cittadini di Xiamen scesero in strada contro un piano di costruzione di un impianto chimico nella città (nel caso di Xiamen la mobilitazione prese il via tramite messaggi al telefono cellulare ma alcuni dei manifestanti sono stati contrastati dai controlli di polizia sulle rete telefoniche e questo potrebbe essere un motivo per l’uso di QQ a Wuhan). Ma lo scorso giovedì e venerdì la polizia ha fatto visita alla case dei membri del gruppo su QQ, convincendoli a non prendere parte alla protesta organizzata per sabato. Ai tutor (辅导员) degli studenti di numerose università di Wuhan è stato detto “Secondo le più alte autorità, a causa ‘dell’incidente al lago est’, alcuni studenti stanno organizzando marce collettive e questo crea molti fattori di instabilità.

Al fine di difendere la sicurezza e la stabilità dell’istituto, siete pregati di monitorare il campus, fare attenzione alle tendenze degli studenti, se riscontrate attività come marce collettive avete l’obbligo di denunciare immediatamente il tutto all’ufficio competente”. Alla fine solo poche persone si sono presentate alla protesta e hanno deciso di rinunciare.

Dibattiti su internet riguardanti il piano di sviluppo sembrano essere diminuiti e gli organizzatori lamentano il fatto che questo è frutto di una combinazione di paura di rappresaglia e controllo dello Stato sui media, con la rimozione di informazioni contrastanti le affermazione date in conferenza stampa dalla OCT. Alcuni attivisti stanno tentando di rimediare a questa situazione organizzando una newsletter per spiegare i fatti e lettere di petizione da mandare al governo centrale, che hanno intenzione di distribuire a mano per la città. Intanto, stanno facendo delle indagini per rafforzare la loro posizione, come interviste con i residenti sgomberati dal lago est ed esperti ambientali.

Altri attivisti stanno cominciando a piantare tende e campeggiare fuori l’area dei lavori per impedire la continuazione del piano, mentre altri stanno organizzando spettacoli artistici per ricevere attenzione sul tema.

[Articolo in inglese su: http://chinastudygroup.net/2010/04/the-battle-for-east-lake-in-wuhan/]