India – Agni-5: effetto dr. Stranamore

In by Simone

Da oggi l’India "ha imparato a smettere di preoccuparsi e ad amare i missili". Euforia indiana e reazioni stizzite cinesi a poche ore dal successo del test di lancio dell’Agni-5, l’ultimo missile a testata nucleare progettato da Delhi. In grado, eventualmente, di colpire Pechino.
Stamattina l’India è entrata a far parte dell’esclusivo club di Paesi dotati di missile balistico intercontinentale (ICBM), ovvero un missile con gittata maggiore di 5000 km in grado di trasportare ordigni nucleari.

Il test di lancio del nuovo Agni-5 era fissato per la giornata di ieri, ma a causa di maltempo nei pressi della rampa di lancio dell’isola di Wheeler, al largo delle coste dell’Orissa, l’esperimento è stato temporaneamente rimandato.

Alle 8:07 Agni-5 è stato lanciato contro un bersaglio nel bel mezzo dell’oceano Indiano, a oltre 5000 km di distanza. Il bersaglio è stato colpito con estrema precisione dopo 15 minuti, facendo esplodere la sala controlli in un urlo di gioia liberatorio scandito dal coro “Hindustan Zindabad”. Lunga vita all’India.

In India l’euforia dei media e delle istituzioni è alle stelle: su tutti i telegiornali il successo dell’Agni-5 – agni, fuoco in sanscrito, è anche il nome di una divinità dei Veda e, tra gli altri, una diffusissima marca di fiammiferi – è la notizia del giorno.

Il direttore generale dell’Organizzazione per lo Sviluppo e la Ricerca della Difesa (Drdo) V K Saraswat, annunciando il “successo spettacolare” del test di lancio, ha spiegato che “oggi l’India è emersa come una delle principali potenze missilistiche al mondo”. Pochi minuti dopo, il primo ministro Manmohan Singh ed il ministro della Difesa A K Antony si sono complimentati col Drdo per l’obiettivo storico raggiunto.

Avete reso orgoglioso il Paese” ha detto al telefono Singh a V K Saraswat, mentre il ministro Antony ha parlato di “giornata storica” e “successo immacolato”.

L’Agni-5 è l’ultimo della serie di missili Agni sviluppati dal Drdo dagli anni Novanta, quando l’India riprese il suo programma missilistico nucleare per combattere la crescente minaccia pakistana.
Per la realizzazione del missile di ultima generazione – interamente sviluppato su territorio indiano da scienziati locali – il governo indiano ha sostenuto una spesa che si aggira attorno ai 370 milioni di euro.

Il ministro della Difesa Antony ha specificato che il missile doterà l’India di un forte deterrente e verrà utilizzato solo in un’ottica difensiva. Punto di vista condiviso anche dalla Nato che, nella mattinata indiana, ha rilasciato un comunicato stampa indicando che l’Alleanza atlantica non considera il programma missilistico indiano come una minaccia al territorio dei suoi membri.

Antony non ha fatto segreto dell’obiettivo principale del potenziamento dell’arsenale missilistico indiano: rispondere alla minaccia cinese, costringere Pechino a considerare sotto una nuova luce il potenziale bellico di Delhi.

Oltre all’India, i Paesi che attualmente hanno capacità di fuoco nucleare intercontinentale sono Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti, Israele (si dice, ma niente di ufficiale), Russia e Cina.

In linea con le vigenti regole non scritte ereditate dalla Guerra Fredda, che obbligano le potenze mondiali a munirsi di armamenti nucleari cautelari, anche l’India ora avrà il suo minaccioso pulsante rosso, un’arma in più da brandire nei colloqui complicati coi due vicini più pericolosi. Cina e Pakistan.

Nel descrivere il raggio d’azione del nuovo Agni-5 (tra i 5000 e i 6000 km), gli esperti indiani interpellati dai telegiornali nazionali hanno ripetutamente portato l’esempio della parte nord-orientale della Repubblica popolare cinese – una perifrasi per indicare Pechino – e delle coste al largo dell’isola di Taiwan, nei pressi del sud-est locomotiva della crescita economica cinese.

Eufemisticamente: la Cina non l’ha presa molto bene.
Il Global Times, uscendo con un editoriale “di benvenuto” all’India nel club delle potenze missilistiche nucleari, sfoggia il tradizionale armamentario di scherno e punzecchiature spesso riservate all’altro gigante asiatico, battendo con precisione chirurgica sul nervo scoperto del senso di inferiorità indiano.

L’India deve avere ben chiaro che l’arsenale nucleare cinese è più forte e più affidabile. Nel prossimo futuro, l’India non avrebbe alcuna speranza in una guerra degli armamenti con la Cina”.

E ancora: “La Cina capisce il desiderio dell’India di rincorrere la Cina.[…] oggettivamente, la Cina non passa molto tempo a guardarsi dall’India, mentre l’India presta molta attenzione alla Cina”.

Inutile nasconderlo: l’Agni-5, che dopo una serie di altri test sarà completamente operativo nel 2014, è la risposta alla stretta che Pechino e Islamabad da anni stanno muovendo attorno all’India e rappresenta l’ultimo passo della lenta manovra di avvicinamento che Delhi sta intraprendendo verso gli standard cinesi, anche bellici.

Gli ICBM cinesi, sviluppati ininterrottamente dagli anni Settanta ispirandosi alla tecnologia sovietica, attualmente raggiungono un raggio d’azione di 13000 km. Più del doppio dell’India.

Il missile più letale nell’arsenale cinese è il Dongfeng-31A: può colpire un bersaglio fino a 7000 km di distanza con una testata termonucleare da 1,8 tonnellate – la bomba sganciata su Hiroshima, per fare un paragone, era una bomba a fissione nucleare con 60 kg di uranio.

Ma tra i due fuochi, è il Pakistan la principale preoccupazione di Delhi. Islamabad, sin dai primi anni Novanta, ha goduto dell’aiuto di Francia, Cina e Corea del Nord per progredire tecnologicamente e sviluppare una serie di missili a testata nucleare.
I più pericolosi sono Shaheen-1 e Shaheen-2, entrambi copie di missili cinesi forniti al Pakistan da Pechino.

Shaheen-2, testato da Islamabad nel 2004, avrebbe una gittata di 1200 km, abbastanza per colpire Nuova Delhi con una testata nucleare da una tonnellata. Ma secondo rapporti dell’intelligence indiana il raggio d’azione del missile pakistano sarebbe in realtà molto più ampio, mettendo a repentaglio la sicurezza dell’intera penisola.

[Foto credit: firstpost.in; blingcheese.com]