In Cina e Asia – Ripartono, piano, le esportazioni cinesi

In by Gabriele Battaglia

A dicembre è tornato il segno più nell’export cinese, anche se la situazione generale rimane la peggiore dal 2010. Continua la stretta sugli attivsti e legali per i diritti umani e del lavoro: otto arresti, tra cui un cittadino svedese. Dopo le polemiche, Lego fa marcia indietro e permette all’artista Ai Weiwei di utilizzare i propri mattoncini per le sue installazioni, dissociandosi preventivamente da qualsiasi contenuto politico. Il Giappone fa la voce grossa e minaccia le navi cinesi nel Mar cinese orientale, mentre la polizia di Mumbai individua 15 zone pericolose dove è vietato farsi selfie. La nostra rassegna del mattino.A dicembre cresciute le esportazioni cinesi, ma la situazione generale non è rosea

Dati inattesi dalle Amministrazioni generali delle dogane. Nonostante le preoccupazioni generali per l’economia della Repubblica popolare, le esportazioni nel mese di dicembre sarebbero cresciute del 2,3 per cento rispetto lo stesso mese dell’anno precedente. Un dato che si è riflettuto positivamente anche sulle borse, in leggera crescita.

La situazione complessiva per il 2015 comunque non è rosea. Le esportazioni hanno un segno meno per la prima volta dal 2010: hanno raggiunto quasi 2mila miliardi di euro (-1,8 per cento sul 2014). Le importazioni sono invece crollate intorno ai 3400 milardi (-13,2 per cento sul 2014).

Complessivamente nel 2015 la bilancia commerciale cinese ha perso il 7 per cento.

In Cina ancora arresti tra attivisti e avvocati. Questa volta è il turno di uno svedese.

Nel recente giro di vite sugli attivisti e i legali che si occupano di diritti umani e lavoro, le autorità cinesi hanno arrestato anche un cittadino svedese. Il 35enne Peter Dahlin, che lavorava con il Chinese Urgent Action Working Group, si va aggiungere agli altri quattro attivisti ufficialmente incriminati questo gennaio in Guangdong con l’accusa di «assembramento e disturbo dell’ordine pubblico».

Ieri, dopo mesi di detenzione, anche sette avvocati per i diritti umani sono stati ufficialmente incriminati per «sovversione». Fanno tutti capo allo studio legale Fengrui, famoso per aver portato alle cronache lo scandalo del latte in polvere avvelenato e per spingere i petizionisti a radunarsi e protestare di fronte agli uffici competenti.
La stretta dell’amministrazione Xi sul dissenso si fa sempre più evidente.

Disneyland con caratteristiche cinesi

Un investimento da 4,7 miliardi di euro sul fatto che i cinesi sono pronti a buttarsi nel magico mondo simbolo del miracolo americano. Il primo Disneyland della Cina continentale aprirà a Shanghai il prossimo giugno.

La cerimonia di apertura sarà grandiosa e il parco tematico garantirà attrazioni differenti dagli altri 5 resort della Disney nel mondo: troveranno spazio anche attrazioni specificatamente cinesi.
La costruzione è iniziata nel 2011.

Lego, politica e Ai Weiwei

Lego fa marcia indietro. Non è interessata all’utilizzo finale dei suoi mattoncini a patto che sia chiaro che l’azienda non appoggia attivamente i progetti in cui vanno a finire.

Ad ottobre l’artista dissidente Ai Weiwei aveva denunciato il rifiuto che aveva ricevuto dalla Lego all’acquisto dei suoi mattoncini per confezionare opere d’arte. L’azienda si era detta contraria al loro utilizzo politico.

L’artista aveva denunciato il rifiuto come un atto censorio in vista dell’apertura di un parco tematico a Shanghai.

Ok delle Filippine alla nuova base americana

La Corte suprema delle Filippine ha stabilito che il patto per la difesa firmato nel 2014 con gli Stati Uniti non viola la Costituzione. La decisione permetterà agli Usa di stabilire navi e aeroplani nell’arcipelago da usare in caso di politica aggressiva della Cina.

È dal 1991, quando hanno chiuso l’ultima base, che i militari americani non hanno accesso alle strutture filippine. Si attendono le reazioni di Pechino.


Giappone: Cina avvisata, mezza salvata

Qualunque nave che batta bandiera straniera e che attraversi le acque giapponesi per ragioni differenti da «un passaggio innocente» verrà intimata ad andarsene da una pattuglia dell’Esercito. Le parole del segretario di gabinetto Yoshihide Suga sono evidentemente rivolte alla Cina.

La decisione sarebbe stata presa nel novembre scorso, dopo che una nave cinese era passata nel Mar cinese orientale vicino alle isole contese Senkaku/Diayu.

La polizia di Mumbai identifica 15 «no selfie zones»

Ragioni di sicurezza. Dopo che un uomo è annegato per cercare di salvare una ragazza caduta in mare mentre si faceva una foto, la polizia di Mumbai ha identificato 15 posti dove scattarsi un selfie è pericoloso. Molti sono panorami iconici e luoghi turistici della città.

Non è la prima volta che le autorità indiane definiscono una «no selfie zone». L’anno scorso in occasione del festival induista del Khumb Mela sono stati vietati per paura che potessero essere fonte di pericolo per le masse riunite.

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