Il presidente cinese Xi Jinping si è recato in Tibet per celebrare il 70esimo anniversario dell’istituzione di Lhasa come capitale della regione autonoma del Tibet (TAR). Si tratta della prima visita di Xi dal 2011 e la prima da presidente. Secondo la Xinhua, il leader è arrivato all’aeroporto di Nyingchi Mainling mercoledì mattina, per poi perlustrare il ponte sul fiume Niyang e visionare le misure adottate per salvaguardare la protezione ecologica e ambientale del fiume Yarlung Zangbo. Il trasferimento a Lhasa è avvenuto con il nuovo treno superveloce.  La regione ad altissima quota riveste importanza cruciale nella lotta contro i cambiamenti climatici, così come nella difesa della sovranità lungo il confine sino-indiano e nel mantenimento della stabilità sociale.  “[Per quanto riguarda] il futuro, le persone di tutti i gruppi etnici in Tibet marceranno verso una vita felice. Sono fiducioso quanto voi”, ha dichiarato Xi visitando la città di Nyingchi, importante snodo ferroviario per i collegamenti attraverso la TAR. Durante la sua visita, Xi ha ispezionato una serie di importanti progetti infrastrutturali locali, tra cui il progetto della ferrovia Sichuan-Tibet e la Lhasa-Nyingchi. Una fonte del governo del Sichuan ha affermato che, prima del suo arrivo a Nyingchi, Xi ha sostato brevemente nella provincia, passando in rassegna i principali siti artistici, nella città di Guanghan, e nella capitale provinciale Chengdu.

Intanto intervistato dal Nikkei Asia Review, il nuovo leader del governo tibetano in esilio, Penpa Tsering, ha accusato la Cina di distruggere l’identità culturale tibetana, ed ha sollecitato gli Stati Uniti e le altre forze democratiche a contrastare la prima potenza asiatica. Il 58enne è diventato presidente del governo tibetano in esilio con sede nella città indiana di Dharamsala, lo scorso maggio. “Sempre più cinesi si trasferiscono nel Tibet” ha denunciato Tsering “la maggioranza cinese sta schiacciando la nostra comunità minoritaria e distruggendo la sua identità. E’ una sorta di genocidio culturale che riguarda l’istruzione, l’importanza della lingua tibetana, la libertà religiosa, i diritti umani”. Il presidente del governo tibetano in esilio ha menzionato l’installazione di numerose telecamere di videosorveglianza nei monasteri buddhisti tibetani. Versione che coincide con quanto riscontrato dal WSJ durante un recente tour organizzato dal governo. [fonte SCMP, GT, Bloomberg, NIKKEI]

Le alluvioni minacciano la Cina orientale

Massicce inondazioni colpiscono stagionalmente la Cina, vittima dei tifoni provenienti dall’Asia-Pacifico. Nelle scorse settimane la provincia dello Henan ha subito devastanti piogge, che hanno colpito circa 3 milioni di persone e ne hanno uccise 33. Secondo il South China Morning Post, inondazioni di questa intensità non si vedevano da decenni. Nel frattempo, la Cina orientale si prepara all’arrivo del tifone In-Fa, che è atteso per questo fine settimana. Il centro meteorologico dello Zhejiang ha avvertito potrebbe trasformarsi in un super tifone venerdì, con venti massimi sostenuti di almeno 185 km orari, indebolendosi lievemente una volta raggiunta la costa orientale. Si prevedono comunque forti piogge e una velocità del vento di oltre 100 km all’ora, nel delta dello Yangtze e nelle province sudorientali come Fujian e Jiangxi. Le inondazioni nel paese non sono solo una questione di sicurezza pubblica, ma hanno implicazioni concrete anche sul piano economico. La Cina centrale è un importante snodo di catene di approvvigionamento e dei trasporti. Le ripetute interruzioni dell’elettricità nella zona, secondo gli analisti, basteranno a causare un aumento dei prezzi e un rallentamento degli affari nello Henan. Secondo gli ambientalisti il rischio di disastri naturali causati dalle inondazioni è stato esacerbato dall’espansione urbana e dall’esaurimento di corpi idrici naturali, che svolgono una funzione di assorbimento delle precipitazioni. “Le valutazioni del rischio per i cambiamenti climatici e le condizioni meteorologiche estreme non sono ancora la priorità per la maggior parte delle città, ma dovrebbero esserlo”, ha affermato Liu Junyan, attivista di Greenpeace a Pechino. La leadership cinese ha reso la lotta al cambiamento climatico una priorità nazionale. La predisposizione geografica di alcune aree del paese a fenomeni meteorologici estremi rende questi impegni ancora più urgenti. [fonte SCMP Reuters, SCMP]

“Operazione Fox Hunt”: procuratore cinese accusato di minacce

Un procuratore cinese è stato accusato di aver molestato e minacciato un residente statunitense per convincerlo a tornare in Cina ed essere perseguito. L’atto d’accusa è stato presentato contro un gruppo di nove persone, coinvolte nel programma del governo cinese contro i cittadini stranieri perseguiti in Cina, chiamato “Operazione Fox Hunt”. “Agli agenti non registrati di una potenza straniera non è consentito impegnarsi nella sorveglianza segreta dei residenti statunitensi sul suolo americano e la loro condotta illegale sarà affrontata con tutta la forza della legge statunitense”, ha affermato Jacquelyn Kasulis, procuratore ad interim degli Stati Uniti per il distretto orientale di New York, dove è stato aperto il caso. Secondo il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, il pubblico ministero cinese Tu Lan, della Procura del popolo di Hanyang, è accusato di aver portato con sé il padre di uno degli obiettivi, per minacciarlo che se non fosse rimpatriato la sua famiglia ne avrebbe pagato le conseguenze. [fonte SCMP]

Cina-Usa: la trade war non intacca l’interscambio commerciale

Il volume del commercio bilaterale tra Cina e Stati Uniti cresce a ritmo sostenuto, conferendo stabilità a un rapporto altrimenti destinato a deteriorarsi. L’amministrazione Biden ha ereditato i vantaggi politici dell’accordo commerciale siglato diciotto mesi fa con Pechino, quando il presidente Donald Trump aveva preteso che fosse la Cina a caricarsi della responsabilità di colmare il deficit commerciale statunitense. Allora il governo di Xi Jinping si era impegnato ad acquistare circa 200 miliardi di dollari di beni e servizi americani entro il 2021. L’accordo aveva l’obiettivo di rendere i mercati cinesi più accessibili alle aziende americane, di aumentare le esportazioni di prodotti del settore agricolo ed energetico, e di fornire maggiori tutele in termini di segreti commerciali. Il commercio bilaterale mensile, che era crollato a 19 miliardi di dollari statunitensi nel febbraio dello scorso anno a causa dell’epidemia, sta raggiungendo nuovi record, secondo dati ufficiali cinesi. Come hanno osservato alcuni analisti, la pandemia ha rinvigorito la domanda di beni da parte dei consumatori e le importazioni statunitensi sono salite alle stelle. Così, pur non essendosi ridotto il disavanzo nella bilancia dei pagamenti di Washington, le relazioni commerciali tra Cina e Stati Uniti sono un segnale positivo per la ripresa post-pandemica. Si pensi che quasi la metà dei 259 miliardi di dollari di merci in entrata e in uscita dal porto di Los Angeles – uno dei più importanti – proviene dalla Cina (inclusa Hong Kong). Il direttore esecutivo del porto, Gene Seroka, ha detto in un incontro con la stampa che ci sono “Tutti i segnali [per] una solida seconda metà dell’anno”.

Un nuovo scandalo adombra le Olimpiadi di Tokyo

Oltre alle eccezionali circostanze in cui si svolgeranno, le Olimpiadi di Tokyo 2020 si sono macchiate di una serie di scandali che hanno visto il licenziamento di tre persone da inizio anno. L’ultimo è di giovedì: a un giorno dall’attesissima inaugurazione dei Giochi è comparso un filmato del 1998 in cui il direttore della cerimonia d’apertura, Kentaro Kobayashi, è protagonista di uno sketch sull’Olocausto. Il primo ministro giapponese Yoshihide Suga ha descritto il fatto come “oltraggioso e inaccettabile”. Kobayashi si affrettato a rilasciare una dichiarazione in risposta al suo licenziamento: “l’intrattenimento non dovrebbe far sentire le persone a disagio”, ha detto, “capisco che la mia sciocca scelta di parole in quel momento fosse sbagliata, e me ne pento”. La cerimonia di domani avverrà come previsto, ma lo scandalo non fa che esacerbare il dibattito nazionale sulle Olimpiadi. Secondo Reuters, un recente sondaggio ha rilevato che il 55% delle persone in Giappone era contrario allo svolgimento dei Giochi, nel timore che potesse moltiplicare i contagi da Covid-19. Decine di persone tra funzionari e atleti sono risultate positive, e anche se la cerimonia di domani sarà aperta solo a 950 persone, il rischio di contagio c’è. Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, si è congratulato con gli organizzatori, rassicurandoli del fatto che la misura del successo nelle prossime due settimane non sarà zero casi, ma “Assicurarsi che tutti i casi siano identificati isolati, tracciati e curati il più rapidamente possibile”. [fonte BBC]

A cura di Agnese Ranaldi; ha collaborato Alessandra Colarizi