China Eastern precipitato

In Cina e Asia – Precipitato aereo della China Eastern con 132 passeggeri

In Notizie Brevi by Sharon De Cet

I titoli di oggi:

  • Precipitato aereo della China Eastern con 132 passeggeri
  • Xinjiang: Pechino allenta il controllo sociale e punta sugli investimenti
  • Le sanzioni americane sfidano le ambizioni tecnologiche russe
  • Gli investitori stranieri scappano dalla Cina
  • Incontro tra Modi e Kishida, l’Ucraina sullo sfondo

 

Un Boeing 737 della China Eastern airlines partito da Kunming, nello Yunnan, e diretto a Guangzhou si è schiantato mentre sorvolava la provincia del Gunagxi. Lo riporta la CCTV, aggiungendo che a bordo c’erano 132 persone, di cui 123 passeggeri e 9 del personale. Non sono note le cause né il numero delle vittime.

Xinjiang: Pechino allenta il controllo sociale e punta sugli investimenti

Un piano di investimenti da 1,75 trilioni di yuan (275 miliardi di dollari) per rilanciare il Xinjiang. E’ quanto ha in mente Pechino, secondo la stampa locale. 900 milioni saranno investiti entro quest’anno. Stando al rapporto, complessivamente, sono iniziati o ripresi i lavori su 4.467 progetti nella regione: 27 con un investimento totale di oltre 5 miliardi di yuan e 103 con un investimento totale da 1 miliardo a 5 miliardi di yuan.

Il lancio di grandi progetti infrastrutturali sembra suggerire un notevole livello di fiducia nei confronti della stabilità sociale raggiunta dallo Xinjiang dopo anni di politiche restrittive. Sebbene la Cina non abbia infatti ammorbidito il tono in risposta alle critiche internazionali, il Partito non si concentra più esclusivamente sul controllo sociale. A testimoniarlo le dichiarazioni di Wang Yang, presidente della Conferenza consultiva politica del popolo cinese e quarto funzionario per importanza del PCC, che ha più volte sottolineato la necessità di impegnarsi maggiormente nello sviluppo della regione dopo le sanzioni americane. Tra le priorità spicca il rafforzamento della catena di approvvigionamento nella regione, come segnala la recente nomina del nuovo capo del Partito Comunista della regione, Ma Xingrui. Ma, con esperienza nella dinamica provincia del Guangdong, ha preso il posto di Chen Quanguo, il principale artefice delle misure di controllo sociale dello Xinjiang.
Pechino ha anche compiuto un gesto importante per azzittire le critiche: nel mese di maggio si dovrebbe tenere l’atteso viaggio nello Xinjiang del capo per i diritti umani delle Nazioni Unite, Michelle Bachelet. A evidenziare il cambio di passo, alcuni residenti di Urumqi hanno affermato di aver notato la rimozione di alcune barricate nel principale quartiere dello shopping della città, e negli ultimi mesi sono riprese anche alcune manifestazioni precedentemente cancellate.

Le sanzioni americane sfidano le ambizioni tecnologiche russe

Le sanzioni emanate a febbraio dagli Stati Uniti hanno imposto il divieto di vendita a Russia e Bielorussia di prodotti high-tech, inclusi semiconduttori e sistemi di telecomunicazioni utilizzati dalle industrie della difesa, aerospaziale e marittima. Il ban si estende anche a tutti gli articoli prodotti da Corea del Sud, Taiwan e Giappone che rientrano nella lista americana di controllo delle esportazioni. Per la Russia, l’impatto delle sanzioni coordinate sarà significativo: le sanzioni riguardano infatti i semiconduttori e i semiconduttori di fascia alta, dei quali Corea e Taiwan quasi monopolizzano la produzione. Nel 2020, la Russia ha importato circa 440 milioni di dollari di dispositivi a semiconduttore, inclusi componenti come diodi e transistor, e circa 1,25 miliardi di dollari di circuiti integrati elettronici, o “chip”, costruiti incorporando vari componenti, secondo il database Comtrade delle Nazioni Unite.

I fornitori principali sono Taiwan Semiconductor Manufacturing Co., il più grande produttore mondiale di chip a contratto e Samsung Electronics Co., produttore leader di chip di memoria e produttore di elettronica. Entrambe le aziende hanno dichiarato questo mese di aver sospeso la spedizione di tutti i loro prodotti in Russia a causa degli sviluppi geopolitici e sta monitorando la situazione per determinare i prossimi passi.
La tecnologia russa per la costruzione di chip sarebbe in ritardo rispetto a quella del leader del settore TSMC di oltre 15 anni, secondo recenti studi. Tra le aree più influenzate dalle sanzioni americane sui chip vi è l’industria degli armamenti, un’importante fonte di influenza geopolitica e di entrate per la Russia, secondo esportatore di armi al mondo dopo gli Stati Uniti e responsabile di circa il 20% delle vendite globali di armi.

La Cina è il partner strategico della Russia ed alcuni produttori di chip cinesi potrebbero sostituire i fornitori asiatici colpiti dalle sanzioni. Tuttavia, gli esperti concordano sul fatto che le aziende cinesi non siano ancora in grado di produrre in serie i chip più all’avanguardia. E anche per i chip di vecchia tecnologia, le aziende cinesi potrebbero non essere in grado di farsi avanti, per evitare una nuova escalation delle tensioni economiche con gli Stati Uniti.

Gli investitori stranieri scappano dalla Cina

Complici i nuovi focolai di coronavirus e il rischio di sanzioni secondarie in caso di supporto alla Russia,  investimenti stranieri per un valore record di 6 miliardi di dollari sono spariti dalla Cina nei primi tre mesi del 2022. Martedì, dopo che i titoli cinesi hanno raggiunto il secondo giorno di ribassi a due cifre, JPMorgan ha declassato 28 dei 29 titoli cinesi nel settore internet: “Raccomandiamo agli investitori di evitare Internet in Cina in una prospettiva da sei a 12 mesi”, hanno scritto gli analisti, descrivendo il settore come “poco attraente, senza supporto di valutazione a breve termine”. Un dirigente della divisione di Hong Kong di un hedge fund internazionale ha affermato che l’inizio della settimana “sembrava il 2015”, quando scoppiò la bolla azionaria.

Solo pochi giorni fa Liu He, vicepremier e braccio destro di Xi Jinping, ha cercato di rassicurare gli investitori internazionali annunciando che il governo cinese avrebbe adottato misure per “rilanciare l’economia nel primo trimestre”. I media statali hanno fatto eco al messaggio pubblicando i resoconti di una riunione speciale del comitato per la stabilità finanziaria cinese, che prevedono, tra le altre cose, la sospensione della tassa sulla proprietà in fase di sperimentazione.

La serie di promesse fatte da Pechino è stata rapidamente rispecchiata nelle scelte alcune banche di investimento globali che si sono mosse per aggiornare i titoli cinesi. Il Credit Suisse ha annunciato giovedì che avrebbe aumentato la sua allocazione alle azioni cinesi per sovrappeso, seguita a ruota da Citigroup. Ma entrambe le banche hanno definito “tattica” la loro intenzione di acquistare più azioni, segno che l’acquisto sarà limitato o riguarderà titoli specifici, senza però necessariamente aumentare l’esposizione al mercato cinese nel suo insieme.

Incontro tra Modi e Kishida, l’Ucraina sullo sfondo

l primo ministro giapponese Fumio Kishida è arrivato sabato scorso in India dove ha incontrato il premier Narendra Modi, durante la sua prima visita in India da quando è entrato in carica. Sull’agenda dei due capi di stato temi che spaziano dall’economia alla cooperazione in materia di sicurezza. In un comunicato stampa, Kishida ha inoltre annunciato un piano di investimenti da 42 miliardi di dollari da dirottare in diversi settori – dallo sviluppo delle infrastrutture urbane all’energia verde. Le due potenze hanno poi riaffermato la loro cooperazione nel rafforzare i legami di sicurezza nella regione indo-pacifica, ribadendo il loro impegno nel contrastare l’assertività cinese nella regione attraverso la partecipazione ai dialoghi Quad –  l’alleanza che comprende, oltre India e Giappone, anche USA e Australia.

A settembre, i leader del Quad avevano già annunciato che il Giappone avrebbe collaborato con l’India in un quadro di investimento per un valore 100 milioni di dollari in vaccini e farmaci per il trattamento del Covid-19. Gli investimenti giapponesi in India hanno toccato i 32 miliardi di dollari tra il 2000 e il 2019, principalmente nei settori automobilistico, elettrico, delle telecomunicazioni, chimico, assicurativo e farmaceutico. Sullo sfondo della guerra in Ucraina, sabato scorso Kishida ha anche esortato Modi ad adottare una linea più dura contro la Russia: l’India è infatti stata l’ unico tra i paesi membri del Quad ad astenersi dal votare la mozione di condanna contro Mosca alle Nazioni Unite.

A cura di Sharon de Cet; ha collaborato Alessandra Colarizi