L’Unione Europea è sempre più determinata a limitare l’accesso degli investitori cinesi in tutte le maggiori opere pubbliche, dalle ferrovie alle reti telefoniche. A solo una settimana da quando Bruxelles ha definito Pechino un “rivale sistemico”, i leader europei che prenderanno parte ad un summit in programma questo giovedì firmeranno con molta probabilità una legge per restringere l’accesso di compagnie cinesi al mercato degli appalti del Vecchio Continente, con un valore complessivo pari a € 2.4 trilioni l’anno. Numerosi paesi europei, capeggiati da Germania e Francia, sono da tempo frustrati per l’esclusione delle proprie aziende da progetti infrastrutturali cinesi, lamentando una grave mancanza di reciprocità e invocando un più severo controllo per l’accesso di capitali stranieri nel mercato comune. “Dobbiamo assicurarci che non si verifichi una situazione di protezionismo unilaterale, lavorando in maniera reciproca per il benessere del mercato globale”, ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel. La Commissione Europea ha provato per ben due volte a promuovere questa strategia di reciprocità con la Cina, senza ottenere alcun risultato, soprattutto a causa dell’opposizione dei paesi nordici, in primis Regno Unito e Svezia, sostenitori della tesi secondo cui impedire l’accesso ai competitor stranieri sarebbe deleterio ed estremamente costoso per i consumatori finali. Questa però potrebbe essere la volta buona: con il Regno Unito fuori dai giochi a seguito della Brexit e con il dichiarato supporto di Madrid, Parigi e Berlino, la legge per controbilanciare i rapporti di forza tra Pechino e Bruxelles potrebbe finalmente vedere la luce.

Possibile nuovo rinvio per l’incontro tra Trump e Xi

L’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping per porre fine alla guerra commerciale al centro delle relazioni sino-americane potrebbe essere stato posticipato a giugno, rivela una fonte vicina al South China Morning Post. Se da un lato entrambe le amministrazioni sono al lavoro per raggiungere un accordo il prima possibile, alcune voci critiche vicino a Trump avrebbero reso vana la tanto auspicata firma attesa per il mese di aprile. Secondo Xinhua, a seguito della recente telefonata tra il Vicepremier Liu He e il Segretario al Tesoro americano Steven Mnuchin, vi sarebbero stari “progressi significativi” nella distensione delle tensioni tra i due paesi. Come noto, Washington è da tempo col fiato sul collo di Pechino affinché si riduca il deficit commerciale a favore della Cina e che quest’ultima risponda dei furti di proprietà intellettuale, di trasferimento tecnologico forzato e di competizione economica sleale. Sebbene le tensioni tra Cina e Stati unti si estendano ben oltre il commercio e in campi come la tecnologia e la sicurezza, l’incontro tra Xi e Trump in Argentina lo scorso dicembre ha portato ad una tregua nella guerra tariffaria, posticipando gli aumenti tariffari fino al primo marzo. Da allora, i due presidenti hanno accettato un rinvio indefinito che, secondo alcuni, sarebbe stato facilitato dalle preoccupazioni di Trump per il recente rallentamento del mercato azionario e per le pressioni esercitate dagli agricoltori, il cui commercio dipende per buona parta dalle esportazioni verso la Cina.

Giovani cinesi a lezione di programmazione

Ai canonici corsi di lingua inglese e matematica che riempiono gli intensi pomeriggi di studio dei giovani studenti cinesi, si stanno progressivamente aggiungendo corsi di programmazione, una materia considerata fondamentale agli albori dell’era dell’intelligenza artificiale (IA). La programmazione (in inglese ‘coding’) – ovvero il linguaggio informatico utilizzato per la scrittura di software, siti e applicazioni – è sempre più al centro del sistema educativo cinese, in una fase che vede la Cina trasformarsi lentamente in una potenza nel settore dell’IA, con l’obiettivo finale di rendere le industrie hi-tech nazionali, prime tra tutte quelle della robotica, aerospaziale, dei nuovi materiali e dei veicoli ad energia pulita, campioni mondiali. Ad oggi, oltre 200 istituti di educazione in Cina hanno ricevuto notevoli finanziamenti dai principali fondi di investimento, tra cui figurano Sequoia Capital, Matrix Partners e Hillhouse Capital Group. Seppur le classi di programmazione abbiano riscosso un enorme successo a livello nazionale, l’adozione della materia negli istituti di educazione primaria e secondaria cinese rimane comunque indietro rispetto ad altri paesi, primi tra tutti Israele, Regno Unito e Stati Uniti.

In Cina, primo intervento chirurgico supportato da tecnologia 5G

Un paziente cinese affetto da morbo di Parkinson ha ricevuto il primo intervento chirurgico a distanza supportato da tecnologia 5G attraverso un impianto con stimolazione cerebrale profonda (DBS). L’intervento, durato tre ore circa, è stato reso possibile grazie al supporto di China Mobile e della tecnologia 5G sviluppata da Huawei. Mentre il paziente si trovava nella sala chirurgica del First Medical Hospital di Pechino, il team di medici ha portato a termine l’operazione dal PLAGH Hainan Hospital di Sanya, a 3000 km di distanza. “La rete 5G ha risolto problemi come il ritardo video e di controllo in remoto che si verificavano con la più lenta 4G, assicurando così un funzionamento quasi in tempo reale e annullando le distanze geografiche”, ha detto uno dei medici coinvolti nell’operazione. In futuro, i chirurghi dai centri ospedalieri più rinomati saranno in grado di operare a distanza su pazienti nelle aree più remote del paese, portando a termine operazioni che tutt’oggi sono complicate negli ospedali meno attrezzati. Il successo dell’operazione mette in luce gli enormi passi avanti fatti dalla telemedicina cinese, dall’osservazione remota e la consultazione, fino all’esecuzione dell’operazione stessa.

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