In Cina e Asia – Le conseguenze del razzo nordcoreano

In by Gabriele Battaglia

I titoli della rassegna asiatica di oggi:

– Le conseguenze del razzo nordcoreano
– Ideologia online e offline
– Aiuti militari cinesi in Africa, la Liberia apprezza
– Asahi compra Peroni
– Borse asiatiche in calo: Hong Kong -4 per cento, Nikkei ieri a -5,4Le conseguenze del razzo nordcoreano

Dopo il lancio di un razzo che ha attraversato lo spazio aereo giapponese domenica scorsa, gli occhi della comunità internazionale sono di nuovo puntati sulla Corea del Nord. Mentre Corea del Sud e Giappone sembrano ora intenzionate ad adottare una linea dura contro Pyongyang, inasprendo sanzioni bilaterali, la Cina sembrapuntare  a percorrere una via mediana.

Le prime conseguenze del nuovo raffreddamento dei rapporti tra Seul e Pyongyang si è avuto ieri, con la chiusura del complesso industriale di Kaesong, uno degli investimenti più importanti di imprese sudcoreane a nord del 38esimo parallelo che dà lavoro a 54mila nordcoreani.
Il Giappone, da parte sua, ripristina il divieto di attracco nei suoi porti per le navi nordcoreane. Pechino invece offre sostegno per nuove sanzioni Onu, ma rimane preoccupata del possibile impiego di sistemi di radar anti-missili Usa-Corea del sud, a ridosso del confine cinese.

Ideologia online e offline

Il ministero dell’educazione di Pechino ha ordinato alle scuole di tutti gli ordini il lancio di una campagna di propaganda sui social network più diffusi nel paese – WeChat e Weibo – nel tentativo di rafforzare il proprio controllo ideologico sulla popolazione. L’agenzia di stampa Xinhua, citando un rapporto del ministero di gennaio, scrive che le scuole e le università sono state invitate a estendere l’educazione patriottica anche nelle fasi «offline” dei giovani, in aula come nelle ore di educazione fisica.

L’iniziativa segue di due anni le dichiarazioni del presidente Xi Jinping sulla necessità di una maggiore «guida ideologica» per i giovani cinesi e meno di un anno dopo la decisione riguardante l’incremento delle ore di marxismo e socialismo nelle università.


Aiuti militari cinesi in Africa, la Liberia apprezza

Una donazione arrivata al momento giusto, dicono le autorità liberiane dei 3 milioni di dollari ricevuti da Pechino in equipaggiamenti militari – armi, mezzi e uniformi. Monrovia punta a modernizzare le proprie forze militari, in vista del ritiro della missione Onu, e a ricostruire il paese dopo l’epidemia di Ebola. E Pechino è lì, pronta a dare una mano.

«Consideriamo i bisogni della Liberia la priorità dei nostri aiuti e puntiamo a portare benefici alla popolazione», ha detto l’ambasciatore cinese a Monrovia a stretto giro. Gli aiuti cinesi in Liberia sono però da considerare nel più ampio quadro della presenza cinese in Africa, che combina investimenti e aiuti allo sviluppo – a settembre 2015, il presidente Xi Jinping aveva promesso più di 3 miliardi di dollari in aiuti via Onu. Solo altruismo?

Asahi compra Peroni

Nel 17esimo secolo furono dei mercanti olandesi a introdurre la birra in Giappone. Quattro secoli dopo una multinazionale giapponese è vicinissima ad assicurarsi due marchi storici europei. C’è infatti un accordo preliminare tra il gigante della birra giapponese Asahi e due popolari marchi europei di birra. Oltre a Grolsh, Asahi potrebbe assicurarsi il marchio Peroni, che verrebbe rilevato dalla holding SABMiller.

Il prezzo è fissato a 2,5 miliardi di euro – circa 100 milioni in più dell’offerta presentata a gennaio. Con questa manovra Asahi cerca di assicurarsi nuovi mercati guardando all’Europa mentre il mercato giapponese si restringe causa invecchiamento della popolazione. Ora c’è tempo fino a fine mese per trovare un accordo definitivo.


Borse asiatiche in calo: Hong Kong -4 per cento, Nikkei ieri a -5,4.

Borse asiatiche in calo anche oggi, con Hong Kong che apre in ribasso del 4 per cento. Conseguenza della giornata nera di ieri che ha visto Tokyo chiudere ai minimi dal 2014 (-5,4 per cento) dopo due giorni di caduta.

Oggi Tokyo – dove la Banca centrale ha deciso la scorsa settimana di approvare tassi di interesse negativi sui depositi per dare seguito alle politiche inflazionistiche avviate sotto il governo Abe a fine 2012, rimane chiusa per festa nazionale. Le ultime mosse della Bank of Japan hanno infatti ridotto le prospettive di guadagno per le maggiori banche nipponiche. Ma sul trend negativo incidono l’apprezzamento dello yen che penalizza gli esportatori e il continuo calo del prezzo del petrolio.