Le ipotesi sul ritardo della gestione dell’epidemia di coronavirus da parte del Partito Comunista Cinese sono ora confermate da un’inchiesta dell’Associated Press. Secondo i documenti ottenuti dall’AP, Pechino ha atteso il 20 gennaio prima di rendere pubblicamente note le istruzioni per contenere la diffusione del virus. Il 14 gennaio, secondo quanto riferisce AP, il capo della Commissione nazionale per la salute cinese, Ma Xiaowei, ha presentato una severa valutazione della situazione in una videoconferenza riservata con i funzionari sanitari provinciali. Un’occasione, inoltre, utile a trasmettere istruzioni sul coronavirus date dal presidente Xi Jinping, dal premier Li Keqiang e dal vice premier Sun Chunlan e contenute in un fascicolo di 63 pagine. Le direttive, classificate come “interne” e quindi da non divulgare pubblicamente, ordinavano ai funzionari sanitari a livello nazionale di identificare casi sospetti, agli ospedali di aprire ulteriori reparti di malattie infettive e ai medici e infermieri di indossare indumenti protettivi durante le operazioni sanitarie. All’indomani della videoconferenza, il 15 gennaio, il Center for Disease Control and Prevention di Pechino ha classificato l’emergenza sanitaria al più alto livello di allerta. Ha inoltre ordinato alle autorità della provincia dello Hubei di iniziare a effettuare i controlli della temperatura corporea delle persone negli aeroporti, nelle stazioni degli autobus e dei treni, oltre a limitare le grandi riunioni pubbliche. Un appello che però non è stato accolto immediatamente, dal momento che il 18 gennaio migliaia di persone hanno partecipato a un banchetto di massa organizzato dal sindaco di Wuhan, Zhou Xianwang, mentre milioni di cinesi si erano messi in viaggio per il Capodanno lunare. Nei sei giorni cruciali, durante i quali Pechino si è mossa sul filo del rasoio tra allerta al pubblico e necessità di evitare il panico, già 3.000 persone avevano contratto il virus. La Cina ha avviato un’importante ricerca per conoscere il livello di immunità in tutte quelle persone che sono guarite dal coronavirus, attraverso i test dell’acido nucleico e degli anticorpi. La ricerca sarà condotta in sei province, tra cui quella dello Hubei ma anche a Pechino, Shanghai e Chongqing. Wuhan, città focolaio del virus, sta assumendo la guida dello studio e prevede di effettuare test a 11.000 dei suoi 11 milioni di residenti. [fonte: Ap, SCMP]

Gli avvocati di Hong Kong denunciano le interferenze di Pechino

Una nuova miccia può riaccendere le proteste democratiche degli abitanti di Hong Kong. Luo Huining, il capo dell’ufficio di collegamento cinese ad Hong Kong ha sottolineato la necessità di lavorare “il più presto possibile” alla legge sulla sicurezza nazionale (archiviata dal 2003 e nota come articolo 23) per combattere la violenza radicale, le interferenze straniere e le forze a favore dell’indipendenza nella regione. I commenti del capo dell’ufficio di collegamento cinese ad Hong Kong sono arrivati nel mezzo di una polemica mossa dalla magistratura dell’ex colonia britannica per la minaccia dell’indipendenza del sistema giudiziario della città. L’Ordine degli avvocati di Hong Kong ha invitato Pechino a “esercitare moderazione” nei suoi commenti sugli affari della città portuale, avvertendo che le sue opinioni potrebbero essere percepite come interferenze. Il giudice capo di Hong Kong, Geoffrey Ma, ha rilasciato una dichiarazione rispondendo di non aver mai ricevuto alcun tipo di pressione da parte di Pechino. [fonte: The Guardian, Reuters, RTHK]

Sul web cinese circolano le prime immagini della moneta digitale

Una schermata dell’interfaccia utente per la tanto attesa moneta digitale cinese ha iniziato a circolare sul web cinese, alimentando speculazioni sul rilascio ufficiale e definitivo della valuta dalla Banca popolare cinese. L’immagine, che è stata ampiamente condivisa sui social media cinesi, è presumibilmente di una versione di prova dell’app mobile sviluppata da una delle più grandi banche statali cinesi, la Agricultural Bank of China, per un piccolo gruppo di utenti interni che devono sperimentare la valuta virtuale. Il Digital Currency Research Institute, l’unità della Banca popolare cinese (PBOC) che sovrintende allo sviluppo del progetto, ha rifiutato di commentare le notizie circolate sul web. Né la banca centrale cinese né la Agricultural Bank of China hanno rilasciato informazioni sull’app mobile. [fonte: SCMP, ]

In Vietnam le casse automatiche per distribuire il riso

In diverse città del Vietnam, uomini d’affari e donatori hanno installato macchine che erogano riso gratis per aiutare la popolazione in difficoltà economica a causa del coronavirus. In tutto il Paese socialista, i cittadini possono ogni giorno ricevere una scorta di riso che può arrivare fino a 2 kg. Le persone, previa registrazione, devono attendere il loro turno osservando il metro di distanza e disinfettarsi le mani prima di avvicinarsi al dispenser realizzato con tubi di plastica [fonte: CNN]

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