In Cina e Asia — Investimenti cinesi in Europa cinque volte quelli nel Nord America

In Notizie Brevi by Redazione

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Investimenti cinesi in Europa cinque volte quelli nel Nord America

Volano gli investimenti cinesi in Europa nei primi sei mesi dell’anno, tanto da superare di cinque volte quelli realizzati sull’altra sponda del Pacifico. Le M & A effettuate nel Nord America ammontano ad appena 2,5 miliardi contro i 22 miliardi di dollari iniettati nel Vecchio Continene. A rivelarlo è uno studio congiunto di Baker McKenzie e Rhodium Group, secondo il quale “gli ostacoli normativi rimangono inferiori, le relazioni politiche sono più stabili e l’Europa offre una base ideale per i beni industriali ad alta tecnologia, un fattore che ben si sposa con le priorità di investimento dei regolatori cinesi”. La destinazione numero uno dello shopping cinese è la Svezia, seguita da Gran Bretagna, Germania e Francia. Proprio ieri — per la prima volta in due anni — Pechino e l’Ue hanno concluso il loro vertice annuale con un comunicato congiunto in cui si riafferma la cooperazione su più fronti, dalla Belt and Road agli investimenti bilaterali. Non sono mancati cenni al multilateralismo in opposizione all’isolazionismo americano.

Secondo il Wall Street Journal, sebbene in calo, l’attivismo dei capitali cinesi sull’altra sponda del Pacifico rimane fortissimo nelle start up tecnologiche.

La carenza idrica minaccia due terzi delle città cinesi

Trent’anni fa la contea di Si, nella provincia dello Anhui, nel delta dello Yangtze, aveva risorse idriche sotterranee in grado di riempire 420.000 piscine olimpioniche. Ma oggi che la sua popolazione è cresciuta di 10 volte ogni giorno la contea sperimenta un deficit di 20 milioni di litri d’acqua, pari alla domanda di due terzi della popolazione locale. Anche se la scarsità d’acqua è raramente così grave come nel nord dell’Anhui, ben due terzi delle città cinesi sono a rischio. Ciò è in parte dovuto al rapido sviluppo urbanistico, incoraggiato dal governo di Pechino come catalizzatore per la crescita nazionale. Infatti se nelle zone urbane in media una persona ha consumato 220 litri di acqua al giorno nel 2016, nelle campagne il numero è di soltanto di circa un terzo. Le autorità stanno cercando di risolvere l’emergenza idrica con progetti di diversione delle acque, costosi e non sempre efficienti.

Al bando partito separatista di Hong Kong

La polizia di Hong Kong ha chiesto la messa al bando del gruppo separatista Hong Kong National Party. Secondo quanto raccontato dall’organizzatore del partito Andy Chan Ho-tin, l’iniziativa — senza precedenti nella storia recente della regione amministrativa speciale — chiama in causa la sezione 8 dell’Ordinanza sulle Società, mai utilizzata dall’handover a oggi ma invocabile in caso di “minaccia alla sicurezza nazionale o alla sicurezza pubblica, all’ordine pubblico o alla protezione dei diritti e della libertà degli altri.” Il partito di Chan, già escluso dalle elezioni legislative proprio per le sue velleità indipendentiste, era nato sulla scia delle proteste degli Ombrelli come reazione alla crescente ingerenza cinese negli affari interni dell’isola.

Pyongyang concederà la grazia ai criminali

A partire dal 1 agosto, la Corea del Nord concederà il perdono a un numero imprecisato di criminali. Secondo i media di stato, sulla base di un decreto del Presidium della Suprema Assemblea Popolare (SPA) della Repubblica Popolare Democratica di Corea, verrà concessa la grazia a coloro che sono stati condannati per crimini contro il paese e persone in occasione del 70 ° anniversario della fondazione della RPDC”. L’agenzia di stampa ufficiale ha sottolineato l’importanza di “proteggere la vita indipendente e creativa delle masse popolari e di mettere in campo sforzi disinteressati e devoti, applicando completamente il principio del ‘prima il popolo’”. E’ la prima volta dal 2015 che il regime concede un’amnistia speciali, la terza da quando Kim ha assunto le redine del regno eremita. Si stima che le prigioni e i gulag del Nord ospitino circa 200.000 persone tra uomini, donne e bambini, la maggior parte detenuta per ragioni politiche.