Huawei, ora anche la Germania vorrebbe escluderla dal 5G

Anche la Germania vorrebbe escludere Huawei dalla corsa alla fornitura di infrastrutture 5G, la nuova frontiera della telefonia mobile, a seguito del caso economico-diplomatico che vede protagonisti Cina e Canada. Nonostante recenti smentite, Berlino starebbe considerando l’imposizione di requisiti più stringenti per la partecipazione a gare d’appalto pubbliche nel settore delle telecomunicazioni. L’azienda cinese è infatti al centro di sospetti di spionaggio da parte di alcuni governi stranieri. A dicembre dell’anno scorso era stato il Giappone a far sapere per primo di voler tagliare fuori Huawei e ZTE dalle forniture agli apparati pubblici. Gli Stati Uniti, l’Australia e la Nuova Zelanda hanno già richiesto alle aziende locali di escludere Huawei dal loro parco fornitori, mentre Gran Bretagna e Canada, dove al momento è detenuta la responsabile finanziaria dell’azienda sospettata di aver aggirato le sanzioni americane contro l’Iran, starebbero anche loro riesaminando il rapporto con il colosso IT cinese.

Il braccio destro di Kim Jong-un a Washington

Kim Yong-chol, considerato il braccio destro del leader nordcoreano Kim Jong-un e capo negoziatore con gli Usa del Regno eremita, è arrivato a Washington per una serie di incontri con i vertici della diplomazia statunitense. Oggi è previsto un incontro con il Segretario di Stato Mike Pompeo, durante il quale potrebbero essere gettate le basi di un secondo summit tra il capo della Casa Bianca Donald Trump e Kim Jong-un, che secondo le voci più accreditate potrebbe svolgersi in Vietnam. Il viaggio di Kim a Pechino di inizio mese sarebbe un indizio della preparazione di un nuovo incontro. Dopo il vertice di giugno a Singapore pochi progressi sono stati fatti sulla strada della denuclearizzazione della penisola coreana. Inoltre, secondo un nuovo studio pubblicato da due esperti statunitensi, il regime nordcoreano starebbe facendo di tutto per nascondere la posizione dei siti strategici (fabbriche e centri logistici soprattutto) per il programma nucleare di Kim. Anche evitando di pubblicizzare troppo le solitamente propagandate visite del leader.

Corea del Sud, l’importanza del servizio militare 

In Corea del Sud il servizio militare, lungo 21 mesi, è obbligatorio. Ma qualcuno, soprattutto artisti e atleti di una certa fama, riesce a farla franca. È il caso ad esempio dell’ala del Tottenham Son Heung-min e del pianista Cho Seong-jin esentati per meriti sportivi – il primo ha vinto la medaglia d’oro agli ultimi giochi d’Asia sconfiggendo nella finale del torneo di calcio il Giappone – e artistici. I due sono tra gli alfieri che contribuiscono ad “innalzare il profilo nazionale” della Corea del Sud nel mondo. Ma in un paese dove il dovere – soprattutto nei confronti dei propri coscritti — viene prima di tutto il resto, le politiche di esenzione per pochissimi dal servizio militare promosse da Seul restano impopolari. L’esercito sudcoreano conta circa 600 mila arruolati a fronte di 1,28 milioni soldati arruolati nell’esercito popolare di Corea, agli ordini di Pyongyang.

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