In Cina e Asia – #ParisAttacks: la condanna di Xi

In by Gabriele Battaglia

Pechino condanna gli attentati di Parigi, riaffermando la propria opposizione a tutte le forme di terrorismo. Lo yuan è pronto a diventare valuta globale: a sostenerlo, Christine Lagarde, presidente del Fmi. Peggiori inondazioni degli ultimi 50 anni in Cina centromeridionale. Il premier indiano Narendra Modi condanna gli attacchi di Parigi e sostiene che un’infiltrazione Isis in India è improbabile. Manila si prepara per l’Apec stringendo le misure di sicurezza. Le reazioni giapponesi alla morte di Jihadi John, killer di due ostaggi nipponici in Siria. CINA – Pechino condanna gli attentati di Parigi

Il presidente cinese Xi Jinping si è unito alla condanna internazionale degli attentati di Parigi in un messaggio al presidente francese. Xi ha detto a Hollande: “La Cina si è sempre opposta a tutte le forme di terrorismo, ed è disposta a lavorare con la Francia e con la comunità internazionale per rafforzare la cooperazione sulla sicurezza e combattere insieme il terrorismo, salvaguardando la vita delle persone di tutti i Paesi”. Anche alcuni dei più influenti magnati cinesi, tra cui Jack Ma di Alibaba e Wang Jianlin di Wanda, hanno spedito una lettera congiunta a Hollande, esprimendo condoglianze. Sulla scia degli attacchi di Parigi, il ministro della Pubblica Sicurezza, Guo Shengkun, ha detto in una video conferenza, ieri, che tutti i dipartimenti che fanno capo a lui devono migliorare preparazione e sistemi di allarme rapido anti-terrorismo, per salvaguardare la pubblica sicurezza e la stabilità sociale.

CINA – Fmi: lo yuan pronto a diventare valuta globale

La valuta cinese è pronta a entrare nel club delle valute globali, dice il Fondo Monetario Internazionale. Lo yuan dovrebbe essere incluso nel paniere che compone la valuta di riserva chiamata “diritti speciali di prelievo” (DSP) e in uso all’interno del FMI, accanto al dollaro statunitense, all’euro, alla sterlina e allo yen, ha detto Lagarde. Gli azionisti del FMI, tra cui gli Stati Uniti, hanno detto di sostenere tale inclusione se lo yuan corrisponde ai criteri del Fondo.
Si va verso la totale liberalizzazione e fluttuazione della moneta cinese?

CINA – Emergenza inondazioni e cambi climatici

Sono le peggiori inondazioni che colpiscono la Cina centro-meridionale dal 1961. Nello Zhejiang c’è stata una valanga che ha ucciso 21 persone, mentre gli affluenti dello Yangtze, sono gonfi. In Hunan, il fiume Xiangjiang che è lungo oltre 800 km ha superato il livello di guardia quasi ovunque, 8mila persone sono state evacuate e quasi 90mila hanno subito danni. Pioverà almeno fino a mercoledì e quindi si aspettano altre ondate di piena. A un sud umido e talvolta inondato corrisponde un nord secco, dove invece l’acqua manca. Così la futura megalopoli JingJinJi, cioè l’unità amministrativa che unisce Pechino, Tianjin e la provincia dell’Hebei e che, quando sarà istituita avrà 130 milioni di abitanti, è stata definita da un rapporto ufficiale, il più grande “imbuto” del mondo. Imbuto per la forma, perché il terreno sprofonda a causa dell’eccessivo uso delle risorse idriche del sottosuolo per ragioni industriali e legate all’urbanizzazione. Quando il presidente Xi Jinping porterà alla conferenza sul clima di Parigi l’esperienza cinese, penserà anche a questo, no solo al problema inquinamento.

INDIA – Modi condanna il terrorismo. Isis in India "improbabile"

Presenziando al G20 turco, il primo ministro Narendra Modi si è unito al coro dei leader mondiali, condannando gli attacchi di Parigi e spronando la comunità internazionale a unirsi di fronte alle "forze oscure" che minacciano il mondo.
I 130 morti di Parigi hanno interessato l’India come quando si guarda qualcosa di terribile ma lontano, altrui. Il pericolo di attacchi da parte di Isis nel paese, secondo diversi esperti, è assolutamente residuale: in India non esiste, nemmeno tra i gruppi estremisti locali, un sostegno concreto al Califfato. Ben più seri, secondo il quotidiano The Hindu, il pericolo di attacchi provenienti da cellule islamiste pakistane.

FILIPPINE – Manila si prepara al vertice Apec, dopo Parigi

Sono oltre 30mila i poliziotti e i soldati schierati nella capitale delle Filippine, che dal 18 al 19 novembre si prepara ad accogliere i capi di Stato e di governo dei Paesi Apec. Tra i presenti il presidente statunitense, Barack Obama, il capo di Stato cinese, Xi Jinping, e il premier giapponese Shinzo Abe. Al centro dell’agenda ci saranno oltre alle questioni economiche le dispute territoriali nel Mar cinese meridionale. Gli attacchi di Parigi prenderanno però posto sul tavoli degli incontri. Tanto più in Paese, le Filippine, che sconta al suo interno sacche di militanti islamisti che nel sud dell’Arcipelago si oppongono al processo di pace con il governo centrale.

GIAPPONE – La morte di Jihadi John è questione di "karma"

La notizia del raid che avrebbe ucciso il boia dello Stato islamico, il famigerato Jihadi John non è passata inosservata nel paese del Sol levante. Shoichi Yukawa, padre di Haruna, contractor militare ucciso fatto prigioniero e ucciso in Siria insiema al giornalista freelance Kenji Goto, ha definito la morte di Jihadi John in termini di "karma". Ma finché non cesseranno le ostilità in Siria, ha aggiunto Yukawa, non si potrà dire di essere in pace con se stesso. È passato meno di un anno dall’uccisione degli unici – finora – prigionieri giapponesi in mano al gruppo dello Stato islamico, in seguito alla quale Tokyo aveva promesso un maggiore impegno a sostegno dei paesi interessati dall’avanzata dell’Is. Ora dopo i fatti di Parigi al G20 in Turchia, il premier Abe promette una maggiore collaborazione nella lotta al terrorismo internazionale. 

[Foto credit: scmp.com]