In Cina e Asia – Alipay e WeChat Pay anche per i visitatori stranieri

In Notizie Brevi by Gian Luca Atzori

Alibaba e Tencent offriranno i loro servizi finanziari ai visitatori stranieri di passaggio in Cina. Alipay e WeChat Pay, le due app più utilizzate in Cina per i pagamenti digitali, diventeranno disponibili anche per chi non ha un numero e un conto cinese. Nel caso di Alipay, sarà possibile pagare le transazioni utilizzando una carta prepagata rilasciata da Bank of Shanghai con validità di 90 giorni. Il servizio, che è diventato attivo nella giornata di martedì, prevede ricariche fino a un massimo di 2000 yuan. Diverso l’approccio di WeChat Pay, che invece intende consentire un collegamento diretto alle carte di cui i visitatori sono già in possesso. Il progetto ha già ricevuto l’endorsement di Visa, mentre Mastercard, American Express, Discover e la giapponese JCB stanno valutando la loro adesione. Le nuove misure intendono capitalizzare l’incremento del turismo straniero oltre Muraglia. La Cina ha ricevuto 30,5 milioni di visitatori stranieri nel 2018, un 4,7% in più rispetto all’anno precedente. [fonte: SCMP, Bloomberg]

TikTok e Apple si rifiutano di testimoniare contro la Cina al Congresso Usa

Ieri, TikTok e Apple si sono entrambe rifiutate di partecipate all’udienza prefissata dal Congresso Usa per approfondire i legami tra le industria tecnologica domestica e cinese. TikTok ha riferito di non essere riuscita a mandare un delegato “con così poco preavviso, per contribuire in maniera sostanziale alla discussione”, rassicurando tuttavia sulla volontà di volere “lavorare produttivamente” con il Congresso. Apple non ha rilasciato commenti. “Chi sta davvero guidando Apple? Tim Cook o Pechino?” avrebbe riferito Josh Howley, senatore repubblicano e organizzatore della sessione. La scorsa settimana, TikTok si è ritrovata al centro di un’indagine di sicurezza nazionale per la compravendita di Musical.ly, acquistata nel 2017 per un 1 miliardo di dollari da parte di un’azienda collegata, la ByteDance. L’azienda cinese sarebbe accusata, senza prove, di trafficare con Pechino i dati raccolti ai cittadini americani ed è stata definita come “una potenziale minaccia di contro-intelligence che non possiamo ignorare”. [fonte: BBC]

Xinjiang: mogli dei detenuti musulmani abusate da ufficiali cinesi

Le mogli di alcuni detenuti musulmani nello Xinjiang cinese sono state più volte vittima di violenza sessuale da parte delle autorità assegnate al controllo delle loro abitazioni. A rivelarlo è stata Radio Free Asia, attraverso un report basato su fonti di Partito. La repressione della regione a maggioranza Uigura torna a far discutere. Negli ultimi due anni i cambiamenti delle misure di sicurezza sono riscontrabili a occhio nudo: check point armati e videocamere a riconoscimento facciale sono solo il contorno di fenomeni ben più gravi. Pechino è accusata da parte di numerose istituzioni e organizzazioni per i diritti umani di aver deposto in campi di prigionia oltre un milione di persone e di utilizzare le misure di sicurezza come mezzo di oppressione. Dall’anno scorso, le famiglie Uigure si sono ritrovate in casa autorità dello stato, mentre il programma “Pair Up and Become Family”, in soli due mesi, ha inviato nello Xinjiang circa un milione di spie, la maggioranza di etnia Han e di sesso maschile. [fonte: Indipendent]

Usa-Cina: Le imprese europee accusano sempre più la guerra commerciale

La guerra commerciale con Washington sta  tenendo occupata Pechino, aumentando il rischio per l’Europa di uscire fuori dai radar e di “cadere in un precipizio”. E’ quanto affermato Joerg Wuttke, presidente della Camera di Commercio europea in Cina, preoccupato per i pochi passi avanti compiuti dagli investimenti cinesi negli ultimi sette anni di negoziazioni. “La Cina sembra essere totalmente assorbita dagli Stati Uniti” avrebbe dichiarato Wettke, aggiungendo “ciò che non ci piace è che se dovessero giungere ad un accordo su un certo ammontare di prodotti e servizi non soggetti ad un processo aperto questo potrebbe escludere le compagnie europee e di altri paesi” ribadendo l’importanza di “permettere agli europei in Cina di fare quello che è permesso ai cinesi in Europa”. [fonte: SCMP]

Mongolia e Filippine: arrestati oltre 1000 cinesi per cybercrimini

Due mesi di indagini sui reati cibernetici hanno condotto all’arresto di 324 persone nelle Filippine ed altre 800 in Mongolia, tutti cittadini cinesi, con accuse relative a casi di frode, furto d’identità, riciclaggio di denaro e spionaggio. Gli arrestati in Mongolia, nella capitale Ulaanbator, avevano quasi tutti un visto turistico di 30 giorni. Il gruppo è stato in grado di usare malware per intercettare messaggi su obbiettivi militari e governativi americani. “Gli hacker permettono alla Cina di accedere a diverse fonti da un’unica posizione e questo fenomeno va avanti da diverso tempo” ha dichiarato il direttore di FireEye, Steven Stone, aggiungendo “tuttavia, non era mai stato fatto su scale simili”. [fonte: Indipendent]

Giappone: la produttività di Microsoft cresce del 40% lavorando 4 giorni alla settimana

La domanda è lavorare di più o lavorare meglio? Microsoft Giappone ha provato a rispondere con un esperimento, concedendo ai suoi 2300 dipendenti cinque venerdì liberi senza intaccare il salario. Un’iniziativa capace di aumentare la produttività del 40%. Oltre a dipendenti soddisfatti e a riunioni più efficienti, i benefici hanno riguardato anche una riduzione del 25% relativa alla pausa degli interventi durante i turni, insieme ad un abbattimento dei consumi elettrici del 23%. Microsoft non è la prima azienda al mondo a provare simili risultati, ma ha ribadito che si tratta di un semplice progetto pilota e non ci sono piani per implementarlo altrove. [fonte: Guardian]

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