La Commissione Europea condivide le stesse preoccupazioni di Washington in merito alla penetrazione dei colossi della tecnologia cinesi, in primis Huawei e ZTE, all’interno del mercato comune europeo. Da un primo incontro tenutosi ieri a Strasburgo, l’Unione Europea tenterà in tutti i modi di proteggere la prossima generazione di reti wireless 5G dalla pressione di entità esterne e rafforzerà le proprie difese di sicurezza informatica. All’interno della bozza del meeting, i 28 paesi “hanno espresso profonda preoccupazione per le recenti accuse secondo cui le apparecchiature 5G sviluppare da società cinesi potrebbero consentire ai produttori, e dunque al governo cinese, l’accesso non autorizzato a dati privati e personali, così come alle telecomunicazioni provenienti dall’UE”. L’assemblea “è ugualmente preoccupata per la potenziale presenza di vulnerabilità nelle apparecchiature 5G sviluppare da questi produttori, qualora dovessero essere installate su suolo europeo nei prossimi anni”. Il crescente allarme di Bruxelles sui rischi legati alla sicurezza della tecnologia di origine cinese è in linea con le accuse degli Stati Uniti secondo cui Huawei potrebbe facilitare lo spionaggio da parte di Pechino ed alcuni paesi europei, spinti da Washington, valutano l’esclusione di cooperazioni con i partner tecnologici del dragone.

Baidu e Cherry Automobile lanciano una macchina elettrica intelligente

Baidu, principale motore di ricerca cinese, ha lanciato assieme alla casa automobilistica cinese Chery un primo modello di macchina elettrica costruito attorno ad un sistema operativo gestito dall’intelligenza artificiale. Una nuova versione della Exeed TX, veicolo elettrico immesso da Chery nel mercato cinese lo scorso anno, monterà il sistema di IA DuerOS, una piattaforma disegnata da Baidu in grado di supportare il pagamento attraverso riconoscimento facciale, un sistema di navigazione basato sulla realtà aumentata e il controllo in remoto di alcuni elettrodomestici. Baidu, che opera nel settore dell’IA da ormai sette anni, ha investito pesantemente nell’idea di rendere sempre più ‘smart’ i veicoli, le abitazioni e le imprese. Ad oggi, i principali prodotti intelligenti rilasciati da Baidu sono l’Apollo, un sistema open-source di guida autonoma, il DuerOS, montato su oltre 200 milioni di dispositivi muniti di comandi vocali, e l’ABC-Stack hybrid, una piattaforma cloud per la diffusione dell’IA nelle aziende. La nuova Exeed TX verrà commercializzata a partire dal prossimo mese e avrà come target i giovani.

Vincoli tecnici potrebbero rallentare la diffusione del 5G in Cina

Secondo la banca di investimenti americana Jefferies, la diffusione della tecnologia 5G in Cina potrebbe ritardare di qualche anno a seguito limiti tecnici e di una “visione più razionale” da parte del governo centrale. Secondo gli analisti, infatti, gli investimenti per il lancio del 5G in Cina diminuiranno dell’8% tra il 2020 e il 2022 e raggiungeranno il picco solo nel 2023. Sa da un lato il Ministero dell’Industria e della Tecnologia (MIIT) ha dato importanza massima allo sviluppo della reta 5G in Cina, il lancio probabilmente non avverrà rapidamente come previsto a causa della “mancanza di dispositivi in grado di supportare la nuova tecnologia e di applicazioni ancora ristrette sia per le industrie che per i consumatori”, ha affermato Edison Lee, analista dell’istituto di credito. I motivi di questo possibile ritardo sembrano essere legati alla recente assegnazione dello spettro delle radiofrequenze alle tre società di telecomunicazioni in Cina, impegnate in tutta una serie di prove tecniche prima di un’ampia implementazione commerciale solo a partire dal 2020. A ciò si sommano alcuni indicatori secondo cui le società di telecomunicazione starebbero rafforzando le reti 2G nelle aree più remote del paese.

Continua la saga di Supreme Italia in Cina

Continua la saga che vede opporsi il brand storico dello street wear e della cultura giovanile hip hop newyorchese e il suo omonimo made in Barletta Supreme Italia. Oggetto del contendere è l’uso del marchio in Cina dove, giocando d’anticipo sulla registrazione del marchio, Supreme Italia è legalmente autorizzata a vendere prodotti che sono in tutto simili a quelli di Supreme America. Dopo la clamorosa gaffe di Samsung Cina che lo scorso novembre ha presentato il suo nuovo modello di smartphone di Galaxy l’A8s al pubblico pechinese con tanto di partnership con la falsa Supreme, e vicende processuali che vedono i due marchi opporsi nei tribunali italiani, cinesi e spagnoli, Supreme Italia non molla, anzi rilancia la sfida. Il 6 marzo ha infatti aperto un negozio monomarca nella centralissima Huai Hai Lu a Shanghai, scatenando le reazioni di Supreme america che non alcun punto vendita nel paese. La saga continua.

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