Giappone – Approvate nuove leggi sicurezza (UPDATE)

In by Simone

La nuova legge per la sicurezza nazionale voluta dal governo di Shinzo Abe è stata approvata dalla Camera alta, secondo ramo del parlamento giapponese, in tarda notte. Il voto è arrivato dopo ore di ostruzionismo dell’opposizione e dopo diversi voti di sfiducia al primo ministro, al ministro della difesa e al presidente dell’assemblea. Fuori dal parlamento, anche dopo il voto, sono continuate le proteste. (Updated)Nello specifico, sono due i provvedimenti trasformati in legge. Il primo è un pacchetto di dieci emendamenti che agevola, tra l’altro, l’invio di militari giapponesi all’estero in soccorso a cittadini giapponesi in situazioni di pericolo, a protezione e sostegno logistico (ad esempio trasporto di munizioni, raccolta di informazioni) di forze militari alleate sotto attacco. Il secondo è una legge nuova che sveltisce l’invio dei militari giapponesi in missioni multinazionali sotto l’egida delle Nazioni Unite.

Nella giornata di giovedì, i provvedimenti — già approvati a metà luglio in Camera bassa— sono stati approvati a maggioranza in una commissione parlamentare ristretta. Il voto è stato ratificato nel mezzo di uno scontro fisico tra gli esponenti dei due schieramenti, con il presidente della commissione Yoshitada Konoike scortato dagli agenti di sicurezza fuori dall’aula del dibattito.

Le opposizioni — Partito democratico, Partito comunista e Partito per l’innovazione su tutti — hanno denunciato irregolarità e forzature ai regolamenti parlamentari. L’approvazione è stata infatti dichiarata unilateralmente dalla maggioranza e non è stata inserita nella trascrizione ufficiale del dibattimento.

Subito dopo, il provvedimento è stato spedito con urgenza al vaglio della camera alta. Le opposizioni ora cercano di prendere tempo proponendo una mozione di sfiducia prima contro il presidente dell’assemblea, poi contro il ministro della Difesa Gen Nakatani, contro il primo ministro Abe e contro il governo. 

Con il voto di ieri, Abe ha scongiurato inoltre il rischio di ulteriori ritardi causati da un rinvio della legge alla Camera bassa — secondo le regole parlamentari dopo 60 giorni di permanenza in Camera alta, i provvedimenti sarebbe dovuto tornare al primo ramo del parlamento per un nuovo voto.

Il caos di giovedì è arrivato al culmine di un’escalation iniziata nella serata di mercoledì. Per ore i parlamentari dell’opposizione hanno bloccato l’ingresso all’aula in cui si sarebbe dovuto tenere il dibattimento. «Non possiamo accettare — hanno detto alcuni esponenti delle opposizioni citati dalla Nhk, la tv nazionale giapponese —  l’apertura della delibera in un momento in cui i cittadini non hanno ancora compreso la portata dei provvedimenti».

Su questo punto, il primo ministro Abe è stato chiaro nei giorni scorsi: «Avremo la comprensione dei cittadini una volta approvata la nuova legge di sicurezza».

In mattinata di giovedì, i politici dell’opposizione sono tornati ad attaccare i provvedimenti del governo e a chiederne il ritiro. Sono le stesse basi del Giappone del dopoguerra, ha attaccato in aula la parlamentare del partito socialdemocratico Mizuho Fukushima, ad essere scosse dalle proposte di legge del governo Abe. «Avere dei militari che per settant’anni non hanno ucciso nessuno è un patrimonio, un tesoro del nostro Paese», ha spiegato Fukushima.

Taro Yamamoto, un altro esponente dell’opposizione al governo, ha ricordato la situazione non felice dell’economia giapponese. «Un giapponese su sei è povero. È giusto investire milioni in difesa?».

Nello specifico, se approvate anche nel secondo ramo del parlamento, le nuove leggi di sicurezza nazionale permetterebbe alle forze di autodifesa giapponesi di intervenire per «autodifesa collettiva», diritto sancito dall’articolo 51 della carta delle Nazioni Unite, ma non riconosciuto dalla costituzione pacifista di Tokyo.

L’intervento dei militari giapponesi non si limiterebbe, quindi, a casi di attacco al territorio nazionale, ma sarebbe esteso a protezione di alleati e obiettivi nipponici all’estero — e non solo nella regione dell’Asia-Pacifico. La mossa è particolarmente gradita a Washington che spinge per un ruolo più attivo di Tokyo nel panorama internazionale. Secondo Stars and Stripes, giornale delle forze militari americane, il budget della difesa Usa per il 2016 conterebbe già sui «cambiamenti nella politica difensiva giapponese».

Intanto continua il tour de force fuori dei manifestanti fuori dal parlamento, tra misure di sicurezza rafforzate. Centinaia di bus della polizia hanno creato una barricata per impedire ai manifestanti l’accesso al viale che porta al cancello centrale del parlamento. In un clima comunque non ostile, tredici attivisti sono stati arrestati mercoledì scorso.

«Anche se la nuova legge dovesse passare — hanno detto in queste ore alcuni esponenti del movimento studentesco di Azione per una democrazia liberale (SEALDs). — noi continueremo a far sentire la nostra voce».

[Foto credit: aljazeera.com]