By / 29 Luglio 2021

Dall’Atlantico al Pacifico – Investimenti e sicurezza asiatici tra Usa e Asia

Terza puntata della collaborazione tra China Files e Istituto Affari Internazionali. Ogni due mesi un mini dossier con due diverse analisi sugli ultimi sviluppi delle relazioni tra Stati Uniti, Cina e il resto dell’Asia. Questa volta parliamo di investimenti, sicurezza e del posizionamento delle Filippine tra Usa e Cina

Sicurezza e investimenti. Il terzo speciale Dall’Atlantico al Pacifico – a cura di IAI e China Files – si concentra su questi due macro temi per spiegare le ragioni che fanno ad oggi dell’Asia-Pacifico la regione più calda per la politica internazionale.

Il primo contributo – firmato da Lorenzo Lamperti – ci aiuta a capire in che modo si stanno spostando gli equilibri in materia di sicurezza in Asia. A catturare gran parte dell’attenzione internazionale è il rilancio delle partnership bilaterali e multilaterali iniziato da Joe Biden.

Tuttavia a muoversi sullo scacchiere non sono solamente Stati Uniti e Cina ma anche le medie potenze regionali. Esemplare il caso del Giappone, il quale da tempo si è ritagliato il ruolo di partner difensivo per paesi come il Vietnam, Malesia e Filippine, e quello dell’Australia, la quale ha esteso la sua area di interesse strategico ben oltre la tradizionale regione del Pacifico Meridionale. Con l’intensificarsi dello scontro tra Pechino e Washington diventa sempre più difficile per i vari attori regionali non esprimere in maniera netta da quale dei due fronti si ha intenzione di schierarsi.

Per comprendere meglio la complessità dei rapporti in materia di sicurezza e le numerose sfide al piano di Biden per il rafforzamento delle alleanze regionali, nel secondo articolo Paola Morselli ci porta nelle Filippine per spiegarci il rapporto altalenante tra Manila e Washington. Sin dal suo insediamento nel 2016, il Presidente filippino Rodrigo Duterte aveva cercato di rendere sempre meno dipendente il paese dagli Stati Uniti, strizzando l’occhio a Pechino. Il suo tentativo di rendere le Filippine un paese neutro nello scontro tra le due superpotenze tuttavia sembra oggi destinato a fallire. La costante pressione di Pechino nel Mar Cinese Meridionale stanno portando Duterte a rivedere la propria posizione in merito all’alleanza militare con gli Stati Uniti.

Non sono solamente le questioni di sicurezza a rendere l’Asia-Pacifico il nuovo fulcro della politica internazionale. Nel terzo articolo di questo speciale, Michelle Cabula e Francesca Ghiretti presentano il quadro delle varie iniziative attualmente in campo per il rilancio della connettività asiatica e di come la competizione tra Cina e Stati Uniti influenzerà il futuro economico della regione. All’alternativa di Washington alla Via della Seta presentato da Biden al margine del G7 – il progetto Build Back Better Workd (B3W) – si affianca ora anche il programma europeo “A Globally Connected Europe”. A rovinare l’inizio di una potenziale stagione d’oro per gli investimenti in Asia sono però i numerosi dubbi riguardo la reale sostenibilità e fattibilità di tali progetti.

Di Lorenzo Mariani

Tutti vogliono investire in Asia (di Michelle Cabula e Francesca Ghiretti)

Se davvero il progetto statunitense del Build Back Better World dovesse materializzarsi, gli stati riceventi si troverebbero di fronte a una situazione allo stesso tempo invidiabile e pericolosa. Ecco perché

 

Le nuove sfide sulla sicurezza asiatica (di Lorenzo Lamperti)

Gli Stati Uniti di Joe Biden rilanciano la propria presenza militare in Asia Pacifico e rafforzano le partnership sia a livello multilaterale sia a livello bilaterale. Ma anche le altre potenze medie si muovono autonomamente per creare un’architettura difensiva asiatica. Non scegliere da che parte stare, però appare, sempre più complicato

Le relazioni tra Stati Uniti e Filippine: tra alleanza storica e recente allontanamento (di Paola Morselli)

La linea “morbida” che Duterte continua a tenere nei confronti della Cina – vietando anche ai propri ministri di esprimersi sulla presenza cinese nel Mar Cinese Mediterraneo – difficilmente sarà gradita all’amministrazione Biden, che potrebbe rendere il proprio supporto militare condizionale a una presa di posizione più netta contro le azioni di Pechino


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