La notizia del primo test missilistico nordcoreano nell’era Trump arriva in un giorno di metà febbraio, mentre confusamente riempio lo zaino per il viaggio del giorno successivo. La destinazione – a circa 24 ore di treno da Pechino – è Pyongyang, Corea del Nord. Prima sosta del viaggio è Dandong, ultima città cinese al di qua del confine, da dove partirà il nostro treno per la capitale nordcoreana. Dandong rappresenta uno snodo importante, delimitato da un confine netto tra i due Paesi, segnato senza possibilità di equivoco dal fiume Yalu. Ma è anche territorio poroso e rigoglioso di attività economiche clandestine, capaci di attraversare il confine in entrambe le direzioni. Il tutto mentre la città vive uno sviluppo urbano relativamente accelerato, in cui le comunità nordcoreane si sono ritagliate una fetta di protagonismo economico, ad esempio nella ristorazione. Chi ha passato qualche giorno a Dandong racconta dell’esistenza di un vero e proprio distretto coreano, in cui i ristoranti di cucina tipica sono molto diffusi. Dall’altro lato del confine, oltre lo Yalu, all’altro capo del ponte dell’amicizia sino-nordcoreana, c’è Sinuiju, cittadina di medie dimensioni, situata nella zona economica speciale che porta il suo stesso nome. È la prima tappa per chi entra da turista in Corea del Nord.


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