Al di là delle tante chiacchiere, le motivazioni che stanno alla base dell’offerta da 100 milioni e del salario promesso alla stella portoghese, sono individuabili in ragioni puramente extra-calcistiche, che nascono dalla mirabolante potenza del Brand CR7 creato dal campione portoghese e delle sue ripercussioni, sia sulla Serie A che sulla Juve stessa nei suoi interessi sparsi per il mondo. È infatti più di altro quello che accadrà sui mercati asiatici ad essere davvero interessante, per ovvie ragioni derivanti da due fattori di primaria importanza, e cioè l’economia e la demografia, che, in quella parte del mondo, hanno una portata numerica che non teme confronti.

Il valore della “Terra di Mezzo”

Attualmente, il mercato cinese del calcio non solo è il più vasto al mondo in termini numerici, ma è anche il più fertile e promettente da un punto di vista economico e sociale. Il calcio è parte essenziale del progetto politico di Xi Jinping , le cui riforme hanno obbligato l’istruzione pubblica e privata ad adottare il calcio come materia scolastica. Secondo un report pubblicato dalla piattaforma online Yutang Sport  il calcio è lo sport più trasmesso dall’emittente di stato cinese CCTV5 e, secondo gli ultimi dati, più di 100 mila fans cinesi si sono recati in Russia per seguire l’ultimo Mondiale, nonostante la nazionale allenata da Marcello Lippi non si fosse qualificata per la Fase a Gironi. I numeri più interessanti sono quelli relativi agli spettatori che hanno seguito “comodamente” l’evento da casa. Le cifre, a proposito, sono impressionanti: oltre 95 milioni di persone hanno assistito al match fra Sud Corea e Svezia, mentre Portogallo-Marocco, non proprio una sfida di cartello, ha sfiorato i 100 milioni di utenti (dati di CSM Media Research);  il match fra Inghilterra e Tunisia, giocato alle due di notte, ora di Pechino, ha registrato una media di 13.7 milioni di visualizzazioni, superiore agli 11 milioni registrati nella stessa Inghilterra. L’influenza a livello di sponsor è in continua crescita: Wanda, Main Sponsor della Fifa, Hisense, ha garantito agli utenti cinesi l’opportunità di seguire i Mondiali di Calcio dalle Smart TV, e Megniu il secondo produttore di latte della nazione e della provincia della Mongolia Interna, ha l’onore e l’onere di avere Lionel Messi come “Brand Ambassador”. Tutti nomi e numeri fanno capire quale possa essere l’effetto-cinese sull’operazione CR7. In più c’è da osservare che la nostra Seria A sul mercato cinese ha grandissimi margini di crescita, visto l’attuale stato delle cose: la FIGC è infatti l’unica Federazione, fra le big d’Europa a non aver siglato accordi con la Chinese Football Association. Da parte sua la Serie A è l’unica lega a non avere profili sulle piattaforme social cinesi (Sina Weibo e WeChat) e nessun accordo con PPTV per la trasmissione delle partite del campionato. L’eterno problema italico consistente nell’incapacità di fare sistema, rappresenta il freno principale all’ accaparrarsi di appetitose fette del mercato asiatico.

Le mosse della Juve

In netta controtendenza, negli ultimi anni, la Vecchia Signora si è mossa sempre in maniera intelligente, bypassando anche gli evidenti ostacoli amministrativi relativi allo sviluppo puramente economico della Serie A. La Cina è da anni un partner privilegiato del team torinese: sono stati firmati importanti contratti di sponsorizzazione con la Shandong Linglong Tare, produttrice di pneumatici; nel 2017, la Juventus ha accolto come sponsor la Ganten Water, azienda di Shenzhen fornitrice ufficiale di acqua minerale del club bianconero, ma soprattutto la partnership con Alibaba con cui è stato siglato un accordo nell’ottobre 2016, con l’apertura di uno Store Online nella principale piattaforma di e-commerce del paese asiatico, al fine di aumentare le vendite del merchandising ufficiale. Nel dicembre 2017 la Juventus, in un evento ufficiale a Shanghai nella sede della Mailman Group, con Trezeguet nel ruolo di Brand Ambassador, ha presentato due App rivolte principalmente al mercato cinese: Juventus.cn (un portale con news e aggiornamenti), ma sopratutto la Juventus VR, che permette agli utenti di vedere le sintesi delle partite casalinghe e il dietro le quinte in Realtà Virtuale. Il club bianconero vanta anche tre Academy sul suolo cinese, la prima a Shanghai, le altre aperte a Zhuhai e Meshan. In Italia solo l’Inter, per ovvie ragioni societarie dato il suo accordo con Suning, può vantare più Academy in Cina, tra Chengdu, Shenyang, Pechino e Shanghai.

Seppur la Juventus abbia aperto i propri canali ufficiali solo nel 2016, in netto ritardo rispetto alle altre compagini europee, le prospettive sembrano ottime per scavalcare le gerarchie e bruciare i tempi. Oggi la Juve è il decimo club più influente sui social cinesi, e l’arrivo dell’uragano-Ronaldo solo in Europa ha fatto guadagnare in poche ore un milione di follower al profilo ufficiale della società. Ovvio che tutto ciò, se ben gestito e con una strategia di marketing strutturata come quella delle squadre inglesi che vantano diversi milioni di follower sui social media cinesi, non può che portare un ulteriore riscontro economico per la squadra torinese sul mercato cinese . Quantificare la portata di questo ritorno, ad oggi é difficile troppe variabili non possono essere ancora decifrate: vittoria del campionato, vittoria della Champions, ottenimento del tanto agognato “Triplete” che sfugge da anni alla compagine bianconera. Una costante c’è però, ed è ben presente in tutta questa mastodontica operazione di marketing e crescita che la società torinese dovrà imbastire per avere un ritorno positivo anche e soprattutto nel mercato asiatico. Le basi, più che buone, esistono per poter ottenere risultati prestigiosi: starà alla famiglia Agnelli muoversi nella maniera più adatta per raccoglierne i frutti.

di Eduardo Accorroni

 

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