Compagni, il gioco si fa peso e tetro

In by Simone

Bo Xilai sospeso dal Comitato centrale e dal Politburo del Partito. La moglie, Gu Kailai, in arresto per l’omicidio del britannico Neil Heywood: la tempesta politica cinese prosegue.

Update 11 Aprile: qualche riflessione

Naturalmente ci saranno da aggiungere particolari, usciranno novità, la vicenda che ha scosso il mondo politico sembra solo aperta. Bo Xilai e la moglie saranno probabilmente processati, Wang Lijun dichiarato traditore e pezzo per pezzo il puzzle assumerà i contorni della vicenda politico giudiziaria più clamorosa in Cina.

Ci sono però anche delle riflessioni da fare, anche se parziali, su quanto successo, che non per forza intaccano la necessità di capire il grande gioco dietro a tutti questi eventi. Si può parlare di conservatori, maoisti, liberali, partito comunista a guida collegiale, personalismi stroncati, rivoluzione culturali paventate, ma rimangono alcuni punti fermi, anche se ancora nel bel mezzo della tempesta.
Eccone alcuni.

Impunità

Come ha sottolineato nel lancio dell’Ansa di ieri sera Beniamino Natale, questa vicenda più che dimostrare un’ansia di pulizia da parte del partito, è una pessima figura per l’estabilishment cinese: dimostra l’impunità, il meccanismo da banda criminale dei politici cinesi, veri e propri imperatori di brandelli di paese, di settori economici, che si muovono come gangster d’altri tempi, nel totale disprezzo di ogni regola. Bo Xilai ora è la mela marcia, ma non è difficile immaginare quanti strati di altre nefandezze si possano nascondere in altri luoghi del potere cinese.

E’ un quadretto pessimo, che indica il lato più oscuro e ottuso della società cinese, che a piramide, spesso, dall’alto si riverbera verso il basso. Ogni sacca di potere in Cina è una sorta di giungla con un potente e tanti sottomessi.

Affari pubblici

Si è spesso agganciato gli eventi di questi giorni alla misteriosa morte di Lin Biao, nel 1971. Vero, ma soprattutto in funzione di esaltarne le differenze a livello di informazioni: oggi nonostante la censura della Cina, grazie ai social network e forse ad un nuovo interesse dei cinesi per le vicende personali dei politici le informazioni sono corse molte più velocemente e in superficie. Il risultato è stato dover fare la tara di quanto usciva, districarsi tra rumors, fatti e vicende che sono girate spesso con il meccanismo del telefono senza fili. Ma sono girate.

Modello collegiale

Gli Usa interrogano Wang Lijun e probabilmente informano gli inglesi circa la morte di Heywood. Gli inglesi partono con le richieste e viene fuori il pieno. A ruota cadono Bo Xilai e la moglie. All’origine c’è però un movente politico: Bo Xilai sarebbe forse caduto ugualmente. Troppo compromesso, e troppo individualista in un paese che dopo Deng ha scelto la strada del potere collegiale. In Cina non può esserci nessuno, al momento, che fa saltare il banco.

10 aprile

Sono bastate tre stringate righe per far franare le residue ambizioni politiche di Bo Xilai. Sospeso dal Comitato centrale e dal Politburo del Partito comunista, recita il lancio dell’agenzia ufficiale Xinhua, che concede ancora all’ex segretario del Pcc nella megalopoli di Chongqing l’appellativo di “compagno”, sebbene messo ai margini per gravi motivi disciplinari.

Fino a due mesi fa Bo era sulla rampa di lancio per scalare posizioni tra i ranghi della nomenklatura cinese su fino al Comitato permanente, ristretta cerchia a nove al vertice della Repubblica popolare. La sospensione è l’ultimo atto del dramma che ha travolto l’ex astro nascente del Pcc dopo il tentativo del suo braccio destro Wang Lijun di ricevere asilo dal consolato statunitense di Chengdu, dove trascorse 24 ore prima di consegnarsi alla polizia.

I “gravi motivi disciplinari” continuano a non spiegare il perché della fuga di Wang, fedele alleato di Bo nella campagna antitriadi a Chongqiong che fruttò al capo prestigio e fama. L’inizio del tracollo si consumò poche settimane dopo. Bo paladino della sinistra del Pcc, per comodità definita neomaoista, e fautore di un maggior controllo pubblico nei gangli dell’economia e di una maggiore equità nella distribuzione della ricchezza, dovette pararsi dagli strali del premier Wen Jiabao che paventò il rischio per la Cina di andare incontro a una nuova Rivoluzione culturale se le riforme avessero subito rallentamenti.

Il giorno dopo le parole del primo ministro, e una volta chiusa l’annuale sessione plenaria del Parlamento, Bo fu spogliato della carica di capo del Partito a Chongqing. Da allora è stato un susseguirsi di voci, indiscrezioni e nuove rivelazioni. Dai rumors che volevano Bo alla testa di un colpo di Stato assieme al potente capo degli apparati di sicurezza, Zhou Yongkang, fino alla registrazione audio pubblicata su Youtube che legava la fuga di Wang al tentativo di Bo di fermare indagini sui suoi familiari.

“La carriera di Bo è finita”, ha detto alla Reuters il politologo indipendente Chen Ziming. La sospensione non equivale però a un’esplulsione. Per espellerlo dal Pcc serve il voto del Comitato centrale al gran completo, che prima deve ricevere un rapporto dalla Commissione centrale per la disciplina. Il rischio però rimane, nonostante Bo sia un principino rosso, figlio di Bo Yibo, uno degli otto immortali, eroi della rivoluzione comunista.

E mentre crollava la carriera politica di Bo, finiva anche quella della moglie, che ora rischia la pena capitale. Gu Kailai, infatti, secondo comunicazioni ufficiali è in detenzione “fortemente sospettata” di essere la responsabile dell’omicidio di Neil Heywood, il britannico trovato morto a novembre in un albergo di Chongqing.

Dalle prime investigazioni la polizia locale aveva concluso come causa della morte un uso eccessivo di alcool. La Gran Bretagna però ha chiesto alla Cina di fare nuove indagini, che oggi hanno dato il loro clamoroso primo responso.

Qui il live update della successione politica in Cina