L’economia cinese è cresciuta del 12.7% nella prima metà del 2021, raggiungendo i 53.216 miliardi di yuan (circa 8.220 miliardi di dollari) e confermando i dati positivi evidenziati durante il primo trimestre dell’anno; le importazioni cinesi dall’Italia sono aumentate del 72.2%. Su base trimestrale, la crescita nel secondo trimestre 2021 è stata del 7.9% rispetto al periodo aprile – giugno 2020. Rispetto al +18.3% registrato nel primo trimestre dell’anno in corso, la crescita è variata in particolare in relazione al rialzo dei prezzi delle materie prime e della riduzione della produzione in settori strategici (semiconduttori, chips).

Il settore secondario, che rappresenta quasi il 40% del totale PIL, ha registrato un rialzo del 14.8% nei primi sei mesi dell’anno. Il settore terziario e dei servizi, che ha generato il 56% del PIL nel primo semestre 2021, è cresciuto del 11.8%.

I dati dell’ufficio statistico di Pechino evidenziano inoltre una crescita della produzione industriale, aumentata del 15.9%, e delle vendite al dettaglio (+23%).

L’andamento positivo si riflette anche nei dati dell’interscambio commerciale di Pechino con i propri partner internazionali: in base ai dati rilasciati dalle dogane cinesi, il flusso commerciale internazionale è aumentato del 37.4% nel primo semestre 2021, raggiungendo un valore totale di 2.785 miliardi di dollari. In particolare, le esportazioni cinesi nei primi sei mesi dell’anno sono cresciute fino a 1.518 miliardi di dollari, un aumento del 38.6% rispetto ai risultati dello stesso periodo nel 2020. Contemporaneamente, le importazioni hanno raggiunto i 1.267 miliardi di dollari, un rialzo di circa il 36% rispetto al periodo gennaio – giugno 2020.

L’ASEAN (Associazione dei Paesi del Sud Est Asiatico), l’Unione Europea e gli Stati Uniti si confermano come i principali partners commerciali, rappresentando rispettivamente il 14.7%, il 13.9% e il 12.2% del totale interscambio cinese.

Lo scambio con i membri del RCEP, il più grande accordo di libero scambio di merci e servizi siglato da Cina, i dieci Paesi dell’ASEAN, insieme a Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda ha rappresentato circa il 31.6% del totale dei flussi di interscambio cinese.

I dati forniti dalle dogane cinesi evidenziano inoltre l’andamento positivo dei flussi commerciali tra Cina e Italia nel primo semestre dell’anno: il totale degli scambi tra i due Paesi è stato pari a quasi 35 miliardi di dollari, di cui 19.5 dalla Cina verso l’Italia e 15.5 il flusso inverso. La crescita in termini percentuali rispetto ai primi sei mesi del 2020 è significativa: il totale dell’interscambio è cresciuto del 46.5%, superiore rispetto al dato totale dell’Unione Europea (+37%), Germania (+34.2%), Francia (+39%) e Paesi Bassi (+32.5%). In particolare, le importazioni cinesi dall’Italia sono aumentate del 72.2%.

In base alla maggior parte degli analisti, l’economia cinese potrà crescere ad un tasso di oltre l’8% nel 2021 – World Bank e Bank of China si attendono rialzi pari rispettivamente a 8,5% e ’8,8% su base annua, mentre stime più prudenti arrivano da Credit Suisse (8,2%) e Standard Chartered (8%) – trainata in particolare dai numeri record del commercio internazionale.

Di Lorenzo Riccardi

**Lorenzo Riccardi insegna presso la Shanghai Jiaotong University ed è managing partner di RsA Asia (rsa-tax.com). Vive in Cina da 15 anni dove segue gli investimenti esteri nel Far East e ha ricoperto ruoli nella governance dei piu grandi gruppi industriali italiani. A gennaio 2020 ha completato un progetto di viaggio in ogni paese del mondo raccogliendo trend e dati economici da Shanghai, in ogni regione, lungo le nuove vie della seta (200-economies.com).