La società dei millennials è satura di immagini perfette, sfornate dall’industria social: i giovani cinesi si sentono rappresentati da icone K-Pop e dai canoni estetici irraggiungibili degli influencer in un universo digitale asettico, illuminato dalla luce artificiale di qualche studio fotografico. Ma la vita di un comune ventenne cinese è distante da quell’universo popolato di modelle di Tao Bao ed idoli digitali. Diversa dalla decantata gioventù cinese del lusso sfrenato.

Le fotografie di Ren Hang hanno suscitato scalpore perché mettevano a nudo una faccia della gioventù cinese d’oggi che molti vedono, ma in pochi osservano. È il più famoso, ma molti altri artisti hanno seguito le sue orme ed il suo stile, documentando la gioventù delle grandi metropoli cinesi.

Lao Xie Xie si nasconde dietro una macchina fotografica analogica Olympus ed un nome fittizio. È un fotografo che preferisce non essere definito come tale. Non è cinese, ma finge di esserlo. Dietro la misteriosa identità di Lao Xie Xie si nasconde un italiano. Lao Xie Xie è un inganno per fuggire la censura e per mettere a nudo la generazione Y di Shanghai con immagini che giustappongono cliché del simbolismo cinese con nudità ed erotismo espliciti.

La protagonista degli scatti di Lao Xie Xie è una gioventù provocatoria e vulnerabile: nel suo intento, l’artista fa un ritratto dei giovani consumatori, appartenenti ad una generazione sempre più annoiata. L’utilizzo di oggetti di scena esplicitamente appartenenti alla tradizione cinese (lampade di carta rosse, zampe di gallina ed instant noodles) sottolinea il contrasto generazionale che vivono i giovani cinesi d’oggi, a metà tra eredità culturale e  globalizzazione.

Una delle sue fotografie più famose è “Tantan”, un ritratto dall’alto di una ragazza nuda dentro un carrello di un supermercato. Tantan è il nome di una famosa app per incontri cinese in cui le persone cercano un partner o semplicemente qualcuno con cui passare la notte con la stessa velocità con la quale si compra qualcosa al supermercato, buttandolo nel carrello.

Lao Xie Xie non è l’unico ha sfidare la stretta censura cinese, Lin Zhipeng utilizza la macchina fotografica analogica come lente d’ingrandimento sull’intima  quotidianità sua e dei suoi amici. L’obiettivo di Zhipeng è puntato verso i particolari, accentuati da forti contrasti di colore ed inquadrature ardite. L’artista crea una serie di scatti spontanei che  colleziona in un diario che lui stesso descrive “non così privato”. La generazione immortalata in questi scatti non è solo nuda, ma è spoglia dai pregiudizi sociali.

Temi legati alla sessualità ed al genere giocano un ruolo centrale nelle fotografie di Zhipeng. I soggetti si avvicinano con un giocoso edonismo: i corpi nudi si scontrano, si accarezzano ed interagiscono con fiori e frutti, simboli della caducità della giovinezza. Il tempo di fioritura può essere molto breve. Si può dire che i fiori e i frutti con quella bellezza momentanea hanno la stessa consistenza della gioventù ritratta da Zhipeng.

Il ruvido e granelloso impatto visivo della fotografia analogica è una costante in questi artisti, che sembrano evitare la perfezione digitale cercando la bellezza nei difetti. Luo Yang fa parte di questa cerchia di artisti che cerca di ristabilire i canoni estetici, con un occhio per la bellezza delle imperfezioni.

Nella serie fotografica GIRLS, iniziata nel 2008 e completata nel 2017, Luo Yang esplora l’universo femminile della sua generazione, cioè di ragazze nate negli anni ’80. Tra le immagini più potenti di questa serie vediamo ritratti di donne diverse, con la testa rasata, con il volto sfregiato dall’acne, con cicatrici ed altre imperfezioni che le rendono uniche.L’idea di bellezza è diventata sempre più un punto di discussione prevalente in Cina. L’ estetica catturata da Luo Yang va al di là dei canoni imposti dalle grandi firme della moda e dagli influencer: l’artista sottolinea i difetti, li ingrandisce rendendoli un punto di forza.

Nei suoi lavori più recenti, Luo ha continuato ad esplorare la fluidità dei ruoli di genere e la complessa particolarità delle voci femminili in una società cinese in rapida evoluzione Nella serie fotografica YOUTH, Luo esplora la generazione degli anni ’90,  parlando di un mondo distante dal suo e che l’artista ammette avere ancora difficoltà a comprendere. Quella immortalata è una gioventù più Sex and Rock ‘n Roll che K-pop, ed in netto contrasto con l’immagine sofisticata ed asettica trasmessa dalle pop star adorate dai giovani in Cina oggi. Con tatuaggi e sguardi penetranti, i soggetti davanti l’obiettivo sono consapevoli del loro aspetto, sono provocatori ed al tempo stesso fragili

La gioventù cinese underground è ermetica ed un esplosione al tempo stesso, è vistosa, ma difficile da vedere. È influenzata dalle tendenze proposte dai social, ma è anche indipendente.  È distintamente cinese e cosmopolita: incarna tutte le contraddizioni di un’intera generazione cresciuta all’indomani di internet. Determinati e controcorrente, il ritratto della generazione Y è consapevole delle proprie fragilità davanti all’incertezze del futuro.

 

Di Camilla Fatticcioni*

**Laureata in lingua Cinese all’università Ca’ Foscari di Venezia, Camilla vive in Cina dal 2016. Nel 2017 inizia un master in Storia dell’Arte alla China Academy of Art di Hanghzou interessandosi di archeologia ed iconografia buddhista cinese medievale. Sinologa ed autrice del blog perquelchenesoio.com, scrive di Asia e Cina specialmente trattando temi legati all’arte e alla cultura. Collabora con diverse riviste tra cui REDSTAR magazine della città di Hangzhou e scrive per il blog di Bridging China Group. Appassionata di fotografia, trasmette la sua innata voglia di raccontare storie ed esperienze attraverso diversi punti di vista.