Dalla loro creazione nel 1987, le GIF (Graphic Interchange Format) hanno fatto molta strada, diventando, insieme alle emoji, parte integrante della comunicazione in rete e sui social grazie alla loro immediatezza, ilarità e semplice integrazione con le principali piattaforme di messaggistica. Con il loro incedere deciso hanno stimolato diversi tentativi da parte degli utenti per codificarle o raggrupparle in categorie, come nel caso dei più riusciti data base e motori di ricerca specifici per GIF, tra cui contano Giphy e Tenor (acquisita da Google nel 2018).

Come spesso accade nel web, il fenomeno delle GIF si è diffuso in tutti i paesi, Cina compresa, adattandosi molto rapidamente all’ambiente digital cinese. Qui infatti le GIF sono fruibili da una fetta molto più ampia della popolazione rispetto al mondo occidentale, in parte a causa della rapida digitalizzazione della società cinese, che ha permesso una diffusione orizzontale di questo medium comunicativo attraverso più fasce d’età. Senza contare la molteplicità di temi e soggetti. Dagli sceneggiati anni 80 ad esaltazioni nazionaliste, da GIF a sfondo LGBT a Mao che “spara” raggi laser arcobaleno dagli occhi fino ai leader internazionali (italiani compresi). Le GIF in Cina sono praticamente ovunque, ma interessante è l’eterogeneità del pubblico di riferimento.

Secondo Grant Long infatti, fondatore di Dongtu, la più grande piattaforma cinese e motore di ricerca dedicata alle GIF, questa particolare tipologia di “micro” contenuti ha raggiunto, in Cina, una dimensione universale, se comparata ad altre parti del mondo, dove tende ad essere utilizzata solo dagli utenti più giovani.
Come le sue controparti occidentali, Dongtu, il cui nome significa letteralmente “immagine in movimento”, si concentra principalmente sulla fruibilità del proprio database di GIF ai singoli utenti, grazie ad un’interfaccia che consente una semplicissima integrazione con altre app.

Grazie a questa caratteristica, e a partnership con i principali media cinesi, prima fra tutti la piattaforma di messaggistica per eccellenza, WeChat, Dongtu genera oggi oltre 3 miliardi di visualizzazioni ogni giorno, nonché di milioni di ricerche all’interno del suo motore di ricerca. Qualsiasi utente ha infatti accesso a questi strumenti direttamente dalle app partner, attingendo dal catalogo GIF di Dongtu direttamente e senza bisogno di spostarsi su browser.

Vi è però una sottile differenza che discosta chiaramente il business model di Dongtu da quello dei suoi “competitor” internazionali, ovvero il suo approccio più “marketing driven”. La piattaforma infatti collabora a stretto giro con brand ed agenzie per creare contenuti (sempre GIF) brandizzati, la cui diffusione, condivisione e conversioni da parte degli utenti in post, messaggi e commenti, possono essere facilmente monitorate, proprio come accade per il traffico all’interno di un sito internet. Queste funzioni di analitica costituiscono il vero punto di forza della piattaforma, che, numeri alla mano, può consentire anche una finalità meramente commerciale delle GIF in Cina. Anche questo è il potere di internet nel paese più digitalizzato al mondo.

Di Cifnews*

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