Dai balli hip-hop al rap, dal voguing alla danza tradizionale in abiti hanfu, ed ancora quartetti di archi e melodie con flauti cinesi il tutto farcito con una buona dose di tematiche rainbow che ben stridono con il machismo portato avanti dalla propaganda di stato cinese. Stiamo parlando del ritorno di Produce 101, 创造2021 in cinese, lo “show-calderone” di Tencent che, dopo sole due puntate, ha registrato picchi di ascolto di circa 900 milioni di persone sparse in tutto il mondo.

Produce 101 – di cui esiste una versione maschile ed una femminile – non va in onda su emittenti nazionali, bensì sull’app mobile di Tencent Video. Il colosso cui Pony Ma è a capo, ha infatti comprato i diritti d’autore dello spettacolo da Mnet, canale televisivo musicale sudcoreano che per primo ha ideato il format. Dopo la prima stagione nel 2018, la trasmissione è divenuta un successo di pubblico enorme che ora ha versioni regionali in tutta l’Asia. Ma quella cinese rimane sempre la più interessante.

Oggettivamente è impossibile associare questo reality a qualcosa di già visto in occidente ed il segreto del successo del format sta tutto nella sua semplicità. Vi sono circa cento ragazzi che a suon di danza, lezioni di canto e altre sfide devono aggiudicarsi i primi undici posti per formare la nuova “boy band” che conquisterà il mercato cinese e non solo. Chi rimane ai gradini più bassi, viene eliminato. A giudicare non solo il pubblico da casa, ma anche i coach, scelti appositamente nell’universo dello star system cinese.

SCAMBIO CULTURALE ED INTERNAZIONALIZZAZIONE – Tencent per la sua edizione 2021 sembra aver decisamente puntato in alto. Girato interamente ad Hainan, come scritto dalla compagnia all’avvio della massiccia campagna promozionale del programma sin da inizio ottobre dell’anno scorso, Produce 101 sarà all’insegna “della fratellanza, amicizia e scambio culturale tra partecipanti di diverse nazioni”. Elementi che in un clima internazionale ancora teso a causa della pandemia diventano ancora più essenziali anche in chiave diplomatica.

Certo, il pubblico sapeva che sarebbe stata una edizione internazionale, ma la realtà ha superato le aspettative. Metà degli aspiranti idolo sono sì cinesi, ma ma l’altra metà provengo dal Giappone (quasi maggior parte della compagine straniera a dire il vero), Thailandia, Russia, Ucraina e persino dagli Stati Uniti. La strategia  del colosso di Shenzhen è chiara: Tencent per quest’anno vuole avere una forte visibilità anche fuori dai confini naizonali. E lo si percepisce anche dai coach scelti per portare alla ribalta questi giovani concorrenti. Tencent ha infatti puntato su un manipolo di star note prettamente all’estero. Si va dal cantante Zhou Shen (che oltre al mandarino parla fluentemente italiano, inglese, russo e giapponese) alla cantante thailandese Nene, per passare alla sino-canadese Amber o al giovane rapper Zhou Zhennan. Il tutto supportato da due colonne dello star system cinese: Ning Jing e Deng Chao. Ed il pubblico sembra aver apprezzato. Su Weibo non vi è giorno che un hashtag legato a Produce 101 non sia un hot topic del momento.

Grazie alla scelta dei giudici e ad un ventaglio poliglotta di partecipanti, Tencent è riuscita ad aggiudicarsi un pubblico fisso che va dal Giappone fino a Singapore, passando per tutto il continente cinese e spaziando anche in Europa e America Latina. Grazie soprattutto alla decisione di mettere in onda il tutto, anche via streaming su Youtube, in diverse lingue.

I BENIAMINI DEL PUBBLICO, DALLA VITTIMA DI BULLISMO AL MODELLO – La scelta dei partecipanti, non è stata tuttavia del tutto casuale. Per prima cosa tutti questi ragazzi non sono dei perfetti sconosciuti, gravitano da anni intorno al mondo dello spettacolo e la maggior parte di loro sono già al soldo di agenzie, alcune anche molto importanti, senza contare che tutti sono personalità conosciute sui social network, sia occidentali che cinesi. Ed il pubblico ha già i suoi beniamini, grazie anche ad una buona dose di storie strappalacrime.

Un esempio è l’avvenente Gang Wangxing. Venuto alla ribalta grazie a Douyin, il ragazzo è diventato un vero oggetto del desiderio per il pubblico femminile. Nonostante la sua oggettiva bellezza, ad aver conquistato i netizen sono state la sua umiltà e semplicità, il tutto condito da uno sguardo perennemente malinconico frutto anche del background di vita non proprio agiato. Proveniente da una zona rurale dello Hunan, ha passato l’infanzia tra il lavoro nei campi ed i banchi di scuola e, grazie a meriti sportivi, è riuscito ad accedere alla prima università di Changsha. Senza contare che per guadagnare ha fatto ogni tipo di lavoro, dalla guardia giurata al cameriere.

Sorpresa invece per Han Peiquan. Il personaggio non è affatto sconosciuto ai cinesi, anzi, molti ironicamente sul web ammettono “che forse ha più soldi dei giudici”. Ed è vero. I suoi video satirici su Douyin dove, vestito da donna con il suo alterego Han Meijuan, scherma la società cinese, sono visti quotidianamente da centinaia di milioni di persone. Un personaggio che ha sempre fatto discutere per le tematiche portate sui social, per il suo approccio politicamente scorretto e soprattutto per non aver mai nascosto la sua omosessualità. Eppure questo personaggio ha lasciato tutti di stucco, insieme anche alla sua storia personale. Abbandonato dai genitori per un suo difetto fisico e cresciuto solamente dalla nonna, negli anni è stato sempre vittima di bullismo fino ad arrivare in età adulta, e dopo numerosi interventi chirurgici, ad essere una vera celebrità del web pagato migliaia di yuan ad invito. Di base a Shanghai, è diventato anche famoso per lavorare come drag queen e make-up artist. Tante le altre storie che hanno incantato i telespettatori, così come non sono mancate le controversie come le accuse di abuso sessuale a carico del concorrente Ding Feijun, ma nel complesso il programma è un vero successo di ascolti.

I SENSEI GIAPPONESI RIKIMARU E SANTA – La vera arma di Tencent di quest’anno sono i partecipanti stranieri. Anch’essi non dei veri e propri sconosciuti. Si va dai thailandesi Patrick e Little Nine, assai noti in madrepatria, o al manipolo di diversi cantanti giapponesi che da anni gravitano nello show business del Sol Levante, alcuni dei quali anche figli d’arte come il modello e cantate Amu Hanyuda. Stesso dicasi per il nippo-americano Mika, la cui voce sensuale si è guadagnata il plauso di molte star cinesi.

Tuttavia lo scettro spetta ai giapponesi Rikimaru e Santa, del gruppo J-pop WRAP’s, chiamati “sensei” dal giudice Amber. E non è un caso. Entrambi sono ballerini di fama mondiale, specialmente Rikimaru che è uno dei più famosi coreografi al mondo e vanta collaborazioni con alcune delle più grandi celebrities. Santa, nonostante la sua giovane età, ha già vinto numerosi titoli mondiali di freestyle ed è un insegnate dello En-Studio di Shibuya, una delle più note accademie di danza moderna non solo in Giappone. La loro prima esibizione ha avuto su Weibo oltre 120 milioni di visualizzazioni, per non parlare dello streaming su Youtube ed Instagram. Un successo tale che neanche Tencent si aspettava.

Insomma,  per la sua edizione 2021 il colosso di Shenzhen ha veramente messo sul piatto di tutto. Spaziando dalla danza classica a quella etnico-tradizionale, dal rap alle classiche canzoni d’amore della discografia cinese, dall’hip-hop alla breaking dance financo al voguing che ha fatto emergere ancora una volta le “due Cine” dell’intrattenimento.

BROMANCE E DRAG QUEEN, UN FORMAT PER LA GEN Z –  Un programma come Produce 101 sarebbe del tutto impensabile in onda su una qualsiasi emittente televisiva nazionale cinese. Come ammettono gli stessi netizen del Dragone, le ambiguità sono molte e gli autori ci giocano su anche con estrema abilità. Senza ombra di dubbio il programma ha rafforzato la netta distinzione tra i giovani cinesi di oggi della GenZ con il resto della popolazione. Questi ragazzi sono sì nazionalisti, che si emozionano quando vedono esibirsi coetanei in abiti hanfu, ma sono soprattutto progressisti. Questi non si sorprendono affatto se nel programma ci sono giapponesi, degli influencer gay dichiarati o partecipanti che si scambiano consigli su quale make-up utilizzare per far risaltare la bocca o gli occhi. Una contraddizione al machismo della propaganda di stato, ma la Cina è famosa anche per questo. Ecco quindi che nessuno si scandalizza davanti alle tante “bromance” all’interno del programma o al ballo sensuale a due tra Santa e il ballerino classico Liu Yu.

Non sono ovviamente mancate le critiche, ma il programma nel generale piace ai giovani cinesi che non si scandalizzano più di tanto. E all’estero? Ancora meglio. Soprattutto in Thailandia il nuovo format ha fatto veramente breccia tanto che Tencent gli ha dedicato una pagina Youtube interamente in lingua thai.

Il colosso di Shenzhen sembra giocare col fuoco e tra i gangli più conservatori del Partito c’è chi chiede di intervenire. Poco importa se il Governo Centrale ha deciso che alcuni “comportamenti e balli” non siano rappresentati dei “valori socialisti”. Tutto si sistema se il format deve conquistare anche mercati fuori dalla Cina.

Perché Produce 101 è quindi un interessante case study? Per prima cosa è una finestra sulla giovane società cinese di oggi. Per Pechino un programma che mette in scena una Cina multiculturale ed aperta, dove persino giovani idol provenienti da altri paesi accorrono per realizzare il proprio “sogno cinese”, è una manna dal cielo in chiave di soft power. Infine evidenzia ancora una volta il potere di fuoco della corazzata Tencent delineando i trend del momento sul web cinese. Tramite le votazioni del pubblico da casa, Tencent raccoglie quotidianamente una grande quantità di big data che si traducono in importanti informazioni in chiave di sponsorizzazione e marketing. Non solo, Produce 101 già delinea le prossime stelle dello show business cinese. Capire dove va il trend del momento, significherebbe anche per i brand stranieri, comprendere meglio le logiche di mercato all’interno del gigante asiatico, conoscere in anticipo i futuri KOL di domani. Non è quindi un caso che già nelle prime puntate del format gli spazi pubblicitari sono già occupati da quei ragazzi più votati o che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti e commenti sul web. Pura coincidenza? Niente affatto, solo il potere dell’intrattenimento.

Di Stefano Venza*

**Giornalista freelance con background in lingua e cultura cinese. Nuotatore professionista, nel tempo libero segue da vicino le vicende hi-tech del Dragone, viaggiando sempre a cavallo tra Oriente ed Occidente.