La complessa situazione Geo-Politica nella regione autonoma dello Xinjiang è, da anni ormai, tema di interessante ed animata discussione. Per i principali Media Occidentali semplicemente associare alla Cina la “Nuova Provincia” / 新疆 è un gravissimo errore dal peso diplomatico non indifferente, dall’altra parte la RPC (Repubblica Popolare Cinese) ha sempre risposto con prontezza e particolare veemenza alle critiche ricevute. Lo scorso 11 Dicembre la TV di stato della Terra di Mezzo ha pubblicato un lungo documentario sulla situazione nella celebre zona di confine, evidenziando come le autorità stanno cercando di arginare l’estremismo islamico, in un video di propaganda che collide con quelli che sono i vari report dei media internazionali sulla reale situazione nello Xinjiang.

Anche il calcio è stato colpito dalla dura repressione cinese nella terra degli uiguri: nel 2018 Erpan Ezimjan, un giovane calciatore originario dello Xinjiang di proprietà dello Jiangsu Suning, è stato deportato senza aver messo alcun crimine, se non il fatto di aver viaggiato all’estero per il ritiro pre stagionale. Erpan Ezimjan riapparirà solamente un anno dopo essere stato rinchiuso in campi di rieducazione dalle autorità cinesi.

In una mossa dal sapore diplomatico, le autorità calcistiche hanno deciso di nominare Sun Jihai, ex difensore del Manchester City,  come Vice Presidente della Xinjiang Football Association, con delega allo sviluppo dei giovani talenti. Una manovra che pare essere un contentino rispetto alla reale situazione, evidenziata in un’intervista a Amanalla Kashgari (direttore operativo dell’Associazione ETFA, East Turkistan Football Association, Nazionale CONIFA) da parte dei colleghi di calciosocietico.altervista.org.

“Ufficialmente il governo cinese sta spendendo molti soldi per creare accademie di calcio in tutto il paese. In realtà per la nostra gente competere a qualsiasi livello nel nostro paese e in Cina è quasi impossibile. Il calcio per i bambini cinesi nelle scuole e nelle accademie di club è finanziato dallo stato e da fondi privati; per noi non è consentito prendere parte a tornei a livello di club. Ci discriminano e non assegnano risorse per sviluppare lo sport nella nostra comunità. È un peccato, perché in media siamo molto talentuosi e quando i nostri giocatori incontrano squadre o accademie cinesi li battono sempre. La squadra della scuola principale di Urumqi, la nostra capitale, ha battuto le accademie dei più grandi club cinesi e ricorda che essa non rappresenta un club né ha grandi strutture per la formazione. Sono solo studenti! Gli Uiguri adorano il calcio e hanno un grande talento, ma mancano delle occasioni per esprimersi o giocare per grandi squadre.”

Per quanto possa sembrare assurdo, nonostante un peso specifico non indifferente, il trasferimento di Mirahmetjan Muzepper dal Tianjin Teda allo Shanghai SIPG non ha nulla a che vedere con strategie politico-sociali. Il ragazzo classe ’91 ha dimostrato, in campo, di valere il trasferimento in una delle Big Three della Chinese Super League. Per chi ancora non lo conoscesse Mirahmetjan detto anche Maitijiang (买提江), traslitterazione del nome uyghur affibiatogli dai media cinesi, è stato il primo calciatore di origine uigura ad indossare la maglia della Nazionale del Dragone. Cresciuto calcisticamente nella Wuxiao (Urumqi’s No.5 Primary School) non soltanto la scuola giovanile migliore di tutta la Cina, ma anche probabilmente dell’Asia intera, riesce fin dalla giovanissima età a mettersi in luce grazie ad una naturale predisposizione per il gioco del pallone.

Nel 2004 (a soli 14 anni) viene acquistato dal prestigioso Shandong Luneng, una delle società calcistiche più celebri nella Terra di Mezzo, sebbene l’ultimo titolo di Chinese Super League vinto dal club risalga al lontano 2010. Esordisce nella massima serie cinese, con la maglia dell’Henan Jianye, il 18 aprile del 2010, fino a diventare capitano e titolare inamovibile dell’11 di partenza del Tianjin Teda tra il 2017 ed il 2019. Quest’anno si è trasferito, gratuitamente visto la scadenza del contratto, a titolo definitivo allo Shanghai SIPG di Oscar e Hulk, società che da anni riesce con discreto successo a dire la sua nel panorama Asiatico.

Il centrocampista uiguro sembra sia stato, tra l’altro, preferito all’australiano Aaron Mooy, centrocampista di proprietà del Brighton Hove Albion, rendendo ancora più significativo il suo approdo nella capitale economica della “Terra di Mezzo”. Nato come centrale di centrocampo Mirahmetjan è dotato di una duttilità tattica, decisamente, fuori dal comune: in grado di giocare indifferentemente come mezzala, terzino ed addirittura centrale di difesa, sempre con discreti risultati.

Nello scacchiere del portoghese Vítor Pereira sembra possa ricoprire il suo ruolo prediletto (CDC con licenza di offendere), con l’arduo compito di rifornire per quanto possibile Oscar/Hulk/Arnautovic di palle giocabili andando a formare con l’uzbeko Akhmedov un’interessantissima diga in mezzo al campo. Il salto di qualità, anche a livello internazionale, tanto atteso delle Metal Eagles passerà anche dalle sue, notevoli, doti da interdittore. Un discreto ambientamento in una rosa già così ricca di talento può essere una delle chiavi di lettura decisive per le ambizioni di titolo, già ampiamente giustificate, dello Shanghai SIPG.

Mirahmetjan Muzepper rappresenta probabilmente il miglior talento uiguro militante in Cina, mentre  all’estero sicuramente è degno di nota Ilzat Akhmetov, centrocampista classe 1997 cresciuto nel vicino Kirghizistan (dove molti uiguri si sono rifugiati), per poi trasferirsi in Russia, dove  dove prima è emerso al CSKA Mosca, per poi guadagnarsi la chiamata in Nazionale russa. Chissà come sarebbe una Nazionale Cinese se allo Xinjiang fosse stata data una normale libertà: probabilmente la maggior parte dei giocatori sarebbe di origine uigura.

Di Calcio8Cina*

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