Il 26 aprile 2019, Du Zhaocai, presidente ad interim della federcalcio cinese (e vice ministro dello sport) ha firmato un memorandum con Gianni Infantino, presidente della FIFA. Le due parti lavoreranno insieme sulle strutture, la gestione e gli aspetti tecnici relativi allo sviluppo del calcio cinese. Come riportato dai documenti ufficiali, la partnership si concentrerà su 5 punti chiave: struttura e governance della CFA, sviluppo tecnico, arbitraggio, campionato professionale e gestione degli eventi. Non è un fatto nuovo inoltre, che la Cina voglia ospitare una edizione della Coppa del Mondo FIFA e, probabilmente, presenterà la sua candidatura per l’edizione 2030, considerando anche la possibilità della nuova Coppa del Mondo per Club a 24 squadre che partirà nel 2024 con ogni probabilità

Il presidente della Fifa, Gianni Infantio, ha dichiarato: “Deve essere una priorità della Fifa garantire che il gioco più popolare del mondo continui a crescere e svilupparsi nel paese più popoloso del mondo”. Il presidente della federcalcio cinese, Du Zhaocai, ha ribadito: “Essendo una grande nazione impegnata nello sviluppo del calcio mondiale, la Cina è disposta a dare il suo contributo pur integrandosi nella famiglia internazionale del calcio. Non vediamo l’ora di ricevere il supporto continuo della Fifa per il nostro sviluppo del calcio, che promuoverà ulteriormente lo sviluppo del gioco in tutto il mondo. “

La federcalcio cinese negli ultimi quattro anni ha firmato molti accordi con enti stranieri sportivi per la cooperazione bilaterale (tranne che per l’Italia, purtroppo) coinvolgendo sopratutto la politica: nel 2016, in occasione del G20 di Hangzhou, il presidente argentino Mauricio Macri e Xi Jinping hanno parlato di cooperazione calcistica, ed oggi, la Federcalcio Argentina, è attiva sul suolo cinese, con programmi di formazione ed un sito e-commerce. Sempre al G20, quello del 2017 di Berlino, il presidente Xi Jinping e la cancelliera Angela Merkel hanno assistito assieme ad una partita di calcio giovanile ed in seguito firmato un patto di cooperazione bilaterale che includeva anche il calcio (rafforzando gli intenti che la stessa Merkel aveva firmato nel 2016 assieme al Ministro dell’Educazione Cinese).

Mentre, l’accordo con la FIFA è più controverso, perché l’organizzazione mondiale del calcio ha permesso alla Cina, l’interferenza del governo all’interno della sua federazione calcistica. Secondo le regole stabilite dalla stessa FIFA, l’interferenza del governo negli affari della Federcalcio può essere punita con il divieto dalle competizioni internazionali, sia per i club che per le squadre nazionali. Negli ultimi tre anni, la FIFA ha squalificato le federazioni di Pakistan, Indonesia e Sierra Leone, paesi che hanno un peso irrilevante nell’economia calcistica mondiale, ma avrebbe dovuto fare lo stesso anche per la Cina,  fatto che ovviamente non è avvenuto, perché Infantino e la FIFA non vogliono perdere uno dei mercati più redditizi nel mondo e gli sponsor che ne derivano.

Sul documento di riforma del calcio cinese pubblicato nel 2015, le autorità hanno sottolineato come la Federcalcio dovesse diventare indipendente e divisa dal Ministero dello Sport, ma, anche se questa separazione è avvenuta sulla carta, la CFA continua ad essere gestita dalle autorità governative. Nel 2017, la decisione di ridurre il numero dei giocatori stranieri nella Super League cinese, durante la finestra di trasferimento, non è arrivata dalla Football Association, ma dal Ministero dello Sport, mentre l’anno scorso, il controverso e assurdo campo di addestramento militare (dove 55 giocatori U25 sono stati presi dai club al di fuori della pausa internazionale e non hanno permesso loro di giocare gli ultimi 6 round del campionato) è stato anche questi promulgato dal Ministero dello Sport.

Inoltre, all’inizio del 2018, Cai Zenhua, il presidente della federcalcio cinese, che portò Lippi in Nazionale, è stato rimosso dal suo inarico e il suo posto è stato preso da Du Zhaocai, che recentemente è diventato vice presidente della FIFA e ha firmato l’accordo che abbiamo riportato sopra. Du Zhaocai non era un uomo della Federazione, anzi è vice ministro dello sport, quindi questo significa definitivamente che è il governo a guidare la CFA e che la Cina sta giocando contro le regole internazionali con il consenso della FIFA.

La FIFA non è nella posizione di squalificarla Cina dalla scena internazionale per motivi di sponsor: come abbiamo notato nell’ultima Coppa del Mondo in Russia, 4 principali sponsor erano cinesi: il conglomerato Dalian Wanda di Wang Jianling, uno degli uomini più ricchi in Cina, anche proprietario del club di Dalian nella Super League cinese; il gigantesco produttore di latte Mengniu Diary (che ha firmato Messi come ambasciatore del marchio); il marchio di apparecchi elettronici Hisense e il produttore di smartphone Vivo. In effetti, la Cina ha una grande influenza sull’economia della FIFA, che ha anche avviato una campagna di social media marketing nel paese asiatico, con l’inaugurazione di un account ufficiale di Sina Weibo.

In conclusione, questo accordo tra la federcalcio cinese e la FIFA, ha poco o nulla a che fare con il calcio, ma più con fattori economici e geopolitici, con Infantino che si conferma essere più un uomo politico che di sport. Per la Cina questo Memorandum, rappresenta inoltre un grosso passo in avanti per le ambizioni di ospitare la Coppa del Mondo. Dopotutto questa è la natura a del calcio cinese a tutti i livelli: è un fattore prima di tutto politico.

di Calcio8Cina

*Calcio8Cina nasce dalla fusione di due progetti distinti che hanno dato vita al primo portale italiano (in termini di qualità, portata e rilevanza) dedicato interamente al calcio cinese: principali competizioni nazionali cinesi, Champions League d’Asia, interviste, approfondimenti e report sullo sviluppo calcistico della Cina. In poche parole tutto ciò che c’è da sapere sul calcio made in China e sui suoi rapporti con il resto del mondo. Lo scopo è quello di prendere lo sport più seguito al mondo come chiave per addentrarci nello specifico della realtà cinese.