Caratteri Cinesi – Appendici mortali

In by Simone

Un ricordo dell’infanzia di Yu Hua. Lessico famigliare che ci invita nella sua casa e che ci svela il suo complicato rapporto con l’autorità. E l’origine del suo umorismo caustico. Caratteri Cinesi ci regala la traduzione inedita di un racconto del 1999 (per gentile concessione dell’autore).
Mio padre è un chirurgo.
È un uomo robusto e quando parla la sua voce è forte e chiara. Spesso, rimane al tavolo operatorio per più di dieci ore e quando finisce sul viso non ha il minimo segno di stanchezza. Tornando a casa a piedi, i suoi passi risuonano forti e chiari. […]

Raccontava che ogni giorno tagliava almeno venti appendici. Una volta ci aveva messo solo un quarto d’ora. E zac… l’aveva tagliata di netto.

“E che ci si fa dopo averla tagliata?” chiedevamo.
"Dopo averla tagliata? – mio padre agitava la mano – dopo averla tagliata si butta."
"Perché?"
"Perché l’appendice non serve a un bel niente. Se si infiamma però, ti fa tanto male la pancia. E nel caso di perforazione si può verificare una peritonite che ti toglie la vita. Capite il significato di togliere la vita?"
Mio fratello annuì: "Vuol dire morire"

Alla parola morire inspirai forte. Vedendomi spaventato, mio padre allungò la mano e mi diede uno scappellotto in testa.
"Il taglio dell’appendice è una piccola operazione" mi diceva.
"Non c’è nessun rischio. Una volta un chirurgo inglese…"

Mentre parlava si allungò sul letto e capimmo subito che stava per raccontare una storia. Chiudeva gli occhi e sbadigliava rilassato, girandosi verso di noi. Raccontava che un giorno quel chirurgo inglese era arrivato su un’isoletta dove non c’erano né ospedali né medici; e neanche un armadietto di medicinali. Aveva l’appendicite. Era sdraiato sotto un albero di cocco e aveva sofferto per tutta la mattina. Sapeva che se non fosse stato operato l’appendicite poteva diventare perforante.

"Quel medico non poté far altro che operarsi da solo. Si fece portare un grande specchio da due abitanti del luogo. Così, di fronte allo specchio, fece un’apertura nella pelle qui – e mio padre indicava la parte destra della pancia – separò il tessuto adiposo e ci affondò la mano per cercare l’intestino cieco. Una volta trovato l’intestino, riuscì ad arrivare all’appendice…"

Questa storia straordinaria ci lasciò esterrefatti. Contemplammo emozionati nostro padre, chiedendogli se anche lui sarebbe riuscito a operarsi da solo come quel medico inglese.
"Dipende” rispose.
“Se stessi su quell’isoletta e mi venisse l’appendicite, anch’io per sopravvivere potrei operarmi da solo."

Avevamo sempre creduto che nostro padre fosse il più forte e il più straordinario. La sua risposta rafforzò questa nostra convinzione e ci diede piena fiducia nel vantarci con gli altri bambini.

"Nostro padre sa operarsi da solo!"
"Noi due gli portiamo uno specchio e…" aggiungeva mio fratello.

Un paio di mesi dopo, in autunno, a mio padre venne l’appendicite. Era una domenica mattina, e tornava a casa dopo il turno di notte. In quel momento mia madre stava uscendo per andare a lavorare.

"Stanotte non ho chiuso occhio” le disse sulla porta di casa. “Un trauma cranico, due fratture, un avvelenamento da penicillina. Sono stanco e mi fa un po’ male lo stomaco." Quindi coprendosi la pancia se ne andò a dormire.

Sentendo i lamenti provenire dalla stanza dove dormiva, ci avvicinammo e restammo sulla porta in ascolto. Mio padre ci chiamò. Spingemmo la porta ed entrammo. Nostro padre stava piegato come un gambero e ci guardava facendo smorfie di dolore.

"L’appendice…Ah..mi fa male…appendicite acuta. Correte in ospedale, chiedete del dottor Chen…Va bene anche il dottor Wang…"

[Continua a leggere su Caratteri Cinesi, traduzione di Lucia De Carlo]

* Yu Hua, classe 1960, è uno degli scrittori cinesi più noti all’estero. Oltre a La Cina in dieci parole (Feltrinelli 2012) in italiano potete leggere Torture (Einaudi 1997) L’eco della pioggia (Donzelli, 1998), Vivere (Donzelli, 1998; Feltrinelli 2009), Cronache di un venditore di sangue (Einaudi, 1999), Le cose del mondo sono fumo (Einaudi 2004), l’opera in due tomi Brothers e Arricchirsi è glorioso (Feltrinelli 2008 e 2009) e Racconti d’amore e di morte (Romagnoli, 2010).