In occasione del venticinquesimo anniversario della fondazione delle Nazioni Unite, celebriamo oggi anche la venticinquesima ricorrenza della Conferenza mondiale di Pechino sulle donne, per promuovere la parità di genere e portare la questione femminile a livello mondiale. Sono molto contento di questa occasione e auguro a tutti buon lavoro.

Le donne sono le fondatrici della civiltà umana, la forza trainante dell’avanzamento della società, e hanno raggiunto risultati straordinari in ogni settore. Nella lotta contro la nuova epidemia di polmonite da nuovo coronavirus, il personale medico femminile, il personale addetto al controllo e alla prevenzione, gli scienziati, gli operatori della comunità e i volontari lavorano giorno e notte, sfidando le difficoltà e combattendo in prima linea nella prevenzione e nel controllo dell’epidemia, e con la loro competenza e saggezza hanno scritto un magnifico poema epico sulla tutela della vita per la salvezza di tutti. Noi le lodiamo qui per il loro duro lavoro.

Due terzi degli oltre 40.000 lavoratori che sono corsi in aiuto dello Hubei da tutta la Cina nei momenti più critici della lotta contro al COVID erano donne. Una di loro, una giovane del Guangdong, non ancora ventenne, a un giornalista che le ha chiesto: “Sei tu stessa così giovane e hai bisogno di aiuto!”, ha risposto: “Quando indosso una tuta protettiva non sono più una bambina.” Questa risposta ha lasciato una profonda impressione in tutta la Cina. Sono proprio le migliaia di donne di questo tipo, dentro alle loro tute bianche, controcorrente, eroine instancabili, che con coraggio e dedizione incorporano l’umanità delle persone di medicina che si sono assunte l’impegno di riportare la quiete tra acque burrascose.

Signor Presidente!

In questi 25 anni lo spirito della Conferenza mondiale di Pechino del 1995 ha portato a significative trasformazioni. Lo status sociale delle donne è migliorato moltissimo, l’”altra metà del cielo” ha assunto un ruolo sempre più influente, la parità di genere e l’empowerment delle donne sono punti fondamentali nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

L’epidemia del nuovo coronavirus che si sta diffondendo in tutto il mondo ha avuto un grave impatto sulla vita produttiva e sull’occupazione in ogni nazione, e le donne stanno affrontando la sfida maggiore. Come il Segretario generale Guterrez ha affermato, ciò che è stato conquistato nell’ambito della parità di genere negli ultimi decenni, sta oggi rischiando di perdere terreno e regredire. Nei nostri sforzi per combattere l’epidemia e promuovere la rinascita sociale ed economica dalla crisi messa in atto da essa, dobbiamo prestare particolare attenzione ai bisogni specifici delle donne e implementare la Dichiarazione e nella Piattaforma d’azione di Pechino. La Cina propone quanto segue:

In primo luogo è necessario aiutare le donne a sostenere l’impatto dell’epidemia. Dobbiamo prestare attenzione alla salute fisica, ai bisogni psico-sociali e agli ambienti di lavoro delle donne che lavorano in prima linea. Dobbiamo porre la tutela e i diritti delle donne e delle bambine in cima all’agenda di salute pubblica e nei programmi di ritorno al lavoro; in particolare, dobbiamo ampliare i canali di impiego delle donne e combattere tutto ciò che minaccia di violare i loro diritti e i loro interessi. Dobbiamo rinforzare i servizi sociali, assegnare alla protezione delle donne in gravidanza, delle giovani e delle altre categorie speciali un carattere di priorità, prenderci cura speciale di quelle donne che vivono in condizioni di povertà, delle donne anziane, disabili e dei gruppi in difficoltà, risolvere i loro problemi, facendo per loro un lavoro concreto.

In secondo luogo, dobbiamo assicurarci che la parità di genere sia una pratica reale. Questa epidemia ci ha messo davanti a una sifda senza precedenti, ma ci ha anche fornito una preziosa opportunità di attuare una profonda riflessione che ci consente di rimodellare il nostro futuro. Lo sviluppo del mondo deve andare nella direzione dell’equità, dell’inclusione, della sostenibilità, e la causa delle donne è un parametro importante. Il principio di tutela dei diritti e degli interessi delle donne deve essere elevato a volontà nazionale. La sfida della ripresa post-pandemica deve essere un’opportunità per una maggiore partecipazione delle donne alla vita politica, alla gestione della cosa pubblica, dell’economia, della società e della cultura. Dobbiamo eliminare la discriminazione, il preguidizio e la violenza nei confronti delle donne, in modo tale che la parità di genere possa diventare veramente un codice di condotta e uno standard di valori  comuni per tutta la società.

In terzo luogo, dobbiamo promuovere le donne affinchè siano all’avanguardia nei tempi. Per costruire una vita migliore in questo ventunesimo secolo, non possiamo ignorare il progresso generale della causa delle donne in tutti gli ambiti, a cui le donne devono contribuire con sempre maggiore saggezza e forza. Dobbiamo aderire al principio della salvaguardia dei diritti e degli interessi delle donne nel corso dello sviluppo, migliorare le loro condizioni di vita attraverso lo sviluppo, perché lo sviluppo della causa delle donne va di pari passo con quello dell’economia e della società. Dobbiamo rimuovere gli ostacoli e creare un ambiente nel quale esse possano mobilitarsi  con entusiasmo, mettere in moto la loro iniziativa e creatività, aumentare il loro senso di realizzazione, di felicità e di sicurezza. Dobbiamo dare piena attuazione al ruolo del governo, che, attraverso una mobilitazione diffusa delle forze sociali possa sostenere le donne e aiutarle a godere di una vita eccellente.

In quarto luogo, occorre rinforzare la cooperazione globale nella causa delle donne. La causa delle donne si ottiene solo in un ambiente internazionale di pace di tranquillità, all’interno di un processo di sviluppo sostenibile e con il coordinamento generale delle Nazioni Unite. Sosteniamo le Nazioni Unite nel dare priorità al lavoro delle donne, investendo di più nell’eliminazione di reiterati problemi come la violenza, la discriminazione e la povertà, facendo nostre le nuove sfide come il divario digitale di genere e inserendo gli obiettivi delle donne dell’Agenda 2030. Noi siamo anche per una maggiore rappresentanza delle donne nell’organico delle Nazioni Unite. UN Women potrà così arricchire il pacchetto di strumenti per l’uguaglianza di genere e migliorare la tabella di marcia globale per lo sviluppo delle donne.

Colleghi!

La parità tra uomo e donna è un fondamento della politica cinese. La Cina ha messo in piedi un sistema giuridico che include oltre 100 tra articoli e disposizioni di legge a tutela dei diritti e degli interessi delle donne, e la Cina è stata inserita dal OMS tra le prime dieci nazioni al mondo in fatto di tutela della madre e del bambino; il gender gap nella scuola dell’obbligo è stato praticamente eliminato, l’impiego femminile è circa al 40% dell’impiego complessivo e le imprenditrici nel settore di internet costituiscono più della metà delle imprese del settore.

Cinque anni fa all’apertura del Global Women’s Summit, ho proposto una serie di iniziative di cooperazione globale che sono state interamente attuate. Continueremo ad aumentare il nostro sostegno alle cause delle donne in tutto il mondo. Nei prossimi cinque anni, la Cina contribuirà con altri 10 milioni di dollari a sostegno di UN Women. La Cina continuerà a istituire il Premio Cina-UNESCO per l’educazione delle ragazze e delle donne per sostenere la causa globale dell’educazione femminile. La Cina sostiene la necessità di indire un altro vertice globale delle donne nel 2025.

Signor Presidente!

C’è ancora molta strada da fare per costruire un mondo libero da discriminazioni contro le donne e una società inclusiva per lo sviluppo e molti sforzi sono ancora necessari. Continuiamo a lavorare insieme per accelerare il raggiungimento della parità di genere e promuovere la causa delle donne in tutto il mondo.

 

1-10-2020 (Xinhua)

Traduzione a cura di Sabrina Ardizzoni*

**Docente di cinese in Unibo dal 2005, dopo dieci anni di lavoro come interprete e mediatrice linguistico-cultura, ha iniziato lo studio della lingua cinese presso l’Università di Bologna nel 1986, con un periodo di approfondimento a presso l’Istituto di Lingue e Culture di Pechino e presso l’Università Normale dell’Anhui (1992-1995). Il lavoro di mediazione linguistico-culturale, dal 1998, si è svolto nelle scuole, negli enti locali e ONG. Dal 1995 lavora come interprete e traduttrice in ambito sociale, medico e aziendale.