Introduzione

Quando per la prima volta ho lasciato la Cina per andare in un altro Paese, percepivo me stesso come un viaggiatore e le persone che mi circondavano come estranei. Sebbene abbia stretto delle amicizie, col passare del tempo tutti sono diventati una folla di “noi”, “voi” e “loro”. L’io si è distanziato dalla moltitudine, ed è proprio in quel momento che da “viaggiatore” sono diventato “straniero”.

La presa di coscienza di questa trasformazione mi ha spinto a osservare le persone intorno a me. Cosa ne pensano gli altri di questo mondo? Cosa c’è nelle loro teste? Cosa pensano di me? Nonostante viviamo nello stesso posto,
respiriamo la stessa aria, percorriamo le stesse strade, non ci parliamo, diffidiamo dell’altro, a volte ci guardiamo. Col tempo anche gli altri sono diventati “stranieri” ai miei occhi. L’idea di Testa di Pietra nasce dallo scontrarsi e dal fondersi delle sensazioni provate durante questo periodo. Nel 2017, sei anni dopo essermi trasferito in Francia, precisamente alle otto e undici del mattino del 20 novembre, per la prima volta ebbi chiara nella mia mente l’immagine di Testa di Pietra e subito cominciai a disegnare il primo schizzo. Quaranta minuti dopo realizzai anche la seconda vignetta. I giorni seguenti disegnai la terza, la quarta… Da allora quel quaderno degli schizzi ha viaggiato sempre con me: Angers, Parigi, Arles, Tolone, Marsiglia, Roma…

Oggi è nato il primo volume di Testa di Pietra che parla della sua vita e anche della mia. La filosofia di Testa di Pietra non è del tutto delineata perché lui stesso sta cercando le risposte al significato della sua esistenza. Quello che possiamo conoscere sono frammenti della sua vita, ogni pagina del libro ci mostra azioni che nascono da sentimenti, dubbi, pensieri, emozioni, dal suo mondo interiore, che probabilmente somiglia al nostro. Forse siamo tutti un po’ Testa di Pietra?

Testo

Improvvisamente scopro me stesso tra la folla, mi guardo intorno e sembra che gli altri mi somiglino. Abbiamo tutti lo stesso aspetto. Non so a cosa stiano pensando in questo momento. Loro nemmeno mi guardano. Provano le mie stesse sensazioni? Siamo tutti qui, nessuno si muove, nessuno parla, nessuno si conosce. Provo a ricordare da dove vengo, chi sono, la mia età, cosa faccio, dove è la mia famiglia (se ne ho una), ma non mi torna in mente nulla. Il mio nome? Non so neanche questo; mi gratto la testa, è di pietra…

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