Danmei 耽美 in cinese significa letteralmente “abbandonarsi alla bellezza” e dagli anni ‘90 è proprio questo il termine con cui vengono definiti in Cina tutti quei racconti che parlano di storie romantiche e/o erotiche tra uomini di bell’aspetto. Questa estetica maschile femminilizzata è uno dei motivi per cui il genere continua ad essere guardato con occhio critico dalla società e dallo Stato che, sin dai suoi esordi, giudica il danmei come immorale per la presenza di scene erotiche, considerate pornografia (in Cina illegale), e di rappresentazioni di mascolinità anticonformistiche. Tutto ciò costringe autrici, autori e appassionati a muoversi in continuo equilibrio tra creatività e censura.
Autrici di fanfiction prede della “pesca d’altura” cinese
Già dal 2024, questa “pesca d’altura” ha preso una piega ancor più controversa: nella contea di Jixi, nella provincia di Anhui, le autorità hanno avviato una campagna repressiva contro autori, o meglio, autrici, quasi tutte giovani donne sotto i 30 anni, di fanfiction danmei — romanzi romantici di erotismo soft, spesso queer.
