Zhang Yueran è un’autrice contemporanea che, a dispetto della sua età, può già vantare due decenni di carriera letteraria. La scrittrice è dotata di uno stile letterario morbido e duttile che le ha permesso, di volta in volta, di adattarsi alle nuove circostanze del panorama letterario cinese e far sì che le sue opere riscuotessero sempre un grande successo tra il pubblico e la critica. Una lunga strada in cui il cambiamento e la crescita sono stati fondamentali per approdare al suo ultimo romanzo Jian 茧 (Il bozzolo, 2016), frutto di dieci anni di riflessioni e maturazione psicologica. Il suo percorso ha inizio nel 1996 a Jinan, la sua città natale nello Shandong, quando a quattordici anni comincia a pubblicare sulle riviste letterarie i suoi primi racconti. Tuttavia, è solo cinque anni più tardi che riesce ad imporsi nel mercato editoriale e sulla scena letteraria con la vittoria del prestigioso concorso Xin Gainian 新概念 (New Concept Writing) indetto dalla rivista di letteratura giovanile Mengya 萌芽 (Germogli). L’evento segnerà la sua vita per sempre, sia nel bene che nel male. Se ciò da un lato porterà la scrittrice alla consapevolezza di voler passare la propria vita a scrivere libri e guadagnarsi da vivere vendendo sogni, dall’altro, l’etichetta di stella balinghou 八零后 le rimarrà impressa anche a distanza di anni, sebbene la sua produzione letteraria sia andata ben al di là della scrittura giovanilistica.

La scrittrice, infatti, ha mosso i suoi primi passi nell’arena letteraria come giovane talento della sua generazione, quella degli scrittori post anni Ottanta: i balinghou. La sua carriera, tuttavia, non rimane limitata alla scrittura giovanile e, se la si volesse analizzare nel dettaglio, potrebbe essere suddivisa in tre differenti fasi. La prima è quella della scrittura della “tristezza della donna di giada” del periodo degli esordi e del fenomeno “balinghou”, in cui le case editrici facevano a gara per pubblicare le opere di questi giovani scrittori in erba. In questo periodo, la sua scrittura presenta toni malinconici e risulta caratterizzata dal creativo utilizzo dell’immaginazione in grado di dar vita a mondi e personaggi eterei. La seconda ha inizio all’incirca nel 2004 ed è la fase di transizione all’età adulta, in cui l’autrice sviluppa uno stile freddo e crudele, dai toni noir, ad imitazione della realtà e del mondo degli adulti, violento e senza pietà. La terza e ultima fase ha inizio nel 2016 con il suo ultimo romanzo Il bozzolo. Zhang Yueran si cimenta in un “romanzo storico”, mostrando uno stile maturo dai toni più controllati e meno estremi, ma non dimentico dei contenuti della narrativa passata. Alla luce di quanto appena affermato, la trattazione analizzerà approfonditamente la figura della scrittrice e il romanzo Il bozzolo.

Il presente elaborato nasce dalla volontà di rimediare alla mancanza di studi in lingua italiana su Zhang Yueran e di traduzioni delle sue opere. Ad eccezione dello studio, più sociologico che letterario, sui balinghou effettuato dal professor Marco Fumian e intitolato Figli unici, in cui viene illustrato il fenomeno culturale della prima generazione di figli unici nati dopo l’entrata in vigore della politica cinese del controllo delle nascite e che si incentra principalmente su Han Han 韩寒 e Guo Jingming 郭敬明, infatti, in Italia manca completamente un’indagine che illustri la narrativa di Zhang Yueran. L’autrice di Jinan ha dimostrato di essere una scrittrice capace di persistere sulla strada della letteratura e, per questo, è stata sempre oggetto di interesse da parte dei critici letterari cinesi. Oggigiorno, Zhang Yueran è vista come la punta di diamante di quella generazione di scrittori che rappresenta il futuro della letteratura contemporanea cinese e sempre più attenzione le viene rivolta anche fuori dai confini nazionali.

La ricerca prende in considerazione i venti anni di carriera di Zhang Yueran al fine di enfatizzare le caratteristiche attuali della sua narrativa prendendo come esempio il suo ultimo romanzo. La scelta dell’opera Il bozzolo deriva dal fatto che un romanzo, a differenza dei racconti brevi, si offre ad un’analisi più dettagliata a livello stilistico e contenutistico. Inoltre, l’opera è inedita al di fuori dei confini cinesi e offre uno spunto di riflessione sulla scrittrice che è giunta, proprio con questo romanzo, ad una svolta della sua carriera. La tesi si struttura in cinque capitoli di cui i primi tre sono dedicati a Zhang Yueran e al romanzo e gli ultimi due alla traduzione e al commento traduttologico per ottenere una panoramica a trecentosessanta gradi sull’autrice. Di conseguenza, i primi tre capitoli presentano una struttura parallela in cui ogni capitolo è propedeutico al successivo.

Il primo capitolo consiste in una trattazione introduttiva della situazione letteraria degli anni Novanta in Cina volta a comprendere appieno il contesto in cui si sviluppa la scrittura di Zhang Yueran e ad illustrare le ragioni dell’ascesa e del successo dei giovani scrittori balinghou attraverso la descrizione della nascita del fenomeno ad opera del mercato editoriale e del wentan 文坛. È altresì presente un’analisi dei limiti e delle caratteristiche fondamentali della loro scrittura giovanilistica definita dai critici come “sfogo umorale”: la carica ribelle, individualista, narcisistica e anticonformista, i toni malinconici, la forte immaginazione e i temi della solitudine e dell’amore. Infine, verrà affrontata la questione del futuro della scrittura balinghou tra lo scetticismo del wentan e il riscatto sociale.

Il secondo capitolo è dedicato esclusivamente a Zhang Yueran. Procedendo parallelamente alla ricerca condotta nel primo capitolo, si illustra l’esordio e la maturazione artistica della scrittrice tra mercato e wentan, da balinghou atipica e “donna di giada” a nuovo talento letterario con una scrittura “algida e perversa”. Dopo aver trattato in generale l’autrice, il capitolo si focalizza sugli elementi fondamentali della sua scrittura e la trattazione originale da parte della giovane autrice dei temi della solitudine, dell’amore e della morte. Un riassunto di dieci anni di carriera, dalla prima raccolta di racconti brevi Girasole perso nel 1890 a L’uccello della promessa nel 2006, in cui Zhang Yueran cerca di distaccarsi dall’immagine di stella balinghou per emergere, infine, come nuova promessa letteraria.

Infine, il terzo capitolo si occupa di analizzare l’opera Il bozzolo. Questo capitolo rappresenta il nucleo della tesi ed è volto a mostrare, attraverso l’analisi contenutistica e stilistica del romanzo, quanto e in che modo sia cambiato lo stile e il pensiero di Zhang Yueran dopo venti anni di carriera. Anche questo capitolo è strutturato in modo tale da presentare in generale l’opera per poi passare all’analisi del cambiamento stilistico e narrativo dell’autrice attraverso l’approfondimento sulle tematiche fondamentali della scrittura dell’autrice. Di conseguenza, sono analizzate genesi e struttura del romanzo per poi passare ad affrontare l’analisi della maturazione dello stile di Zhang Yueran, ben visibile nell’opera attraverso l’uso estensivo dei riferimenti autobiografici e l’uso della trattazione storica come punto di partenza per una riflessione sull’eredità storica e sul rapporto padre-figlio dei balinghou. Verrà, inoltre, considerata la differente percezione della scrittrice in relazione alle sue tematiche giovanili più importanti quali amore e morte.

Il quarto capitolo è dedicato alla presentazione della mia proposta di traduzione dell’incipit del romanzo. La scelta di presentare una proposta di traduzione nasce non solo dalla passione che nutro per la traduzione letteraria dal cinese all’italiano ma anche per l’interesse verso una scrittrice inedita in Italia e a me contemporanea come Zhang Yueran. Per la traduzione ho selezionato le prime tre parti del primo capitolo dell’opera per due ragioni principali. La prima è perché l’incipit rappresenta, allo stesso tempo, l’inizio del romanzo ma anche la fine della storia e del processo di crescita dei protagonisti. In queste tre parti iniziali, Zhang Yueran introduce i temi fondamentali del romanzo e gli eventi a cui si accennerà continuamente lungo il corso di tutta la narrazione. La seconda motivazione giace nella mia volontà di presentare ad un ipotetico lettore una narrazione il più possibile lineare, un punto di partenza per un primo approccio alla scrittura di Zhang Yueran.

Il quinto capitolo, infine, è dedicato al commento traduttologico della proposta di traduzione in cui affronto e spiego le principali problematiche riscontrate nel processo traduttivo. Di conseguenza, tratterò brevemente tipologia testuale, dominante e lettore modello del testo tradotto nel quarto capitolo per poi soffermarmi maggiormente sugli aspetti linguistici quali la resa in italiano delle onomatopee, dei toponimi, dei termini culturospecifici e della rilevanza nel brano dei colori e della punteggiatura. Relativamente alla fase di ricerca, le fonti reperite sono per la maggior parte in lingua cinese e, data la mancanza di uno studio esaustivo sull’argomento, si tratta per lo più di articoli accademici di critici del wentan e studiosi del fenomeno balinghou. Si è cercato quanto più possibile di raccogliere assieme le diverse opinioni per avere un quadro complessivo della critica letteraria cinese su Zhang Yueran privilegiando il punto di vista di critici riconosciuti quali la professoressa Shao Yanjun 邵燕君 e Bai Ye 白烨. Per la trattazione originale del romanzo nel terzo capitolo, invece, in mancanza di studi accademici mirati sull’argomento oggetto di questa tesi, ho principalmente fondato la mia critica principalmente su interviste del 2016 rilasciate da Zhang Yueran immediatamente dopo la pubblicazione de Il bozzolo e pubblicate su riviste letterarie quali Shanghai wenxue 上海文学 (Letteratura di Shanghai) e Shanghai Observer 上海观察 (L’osservatore di Shanghai).

*Olimpia Ciccotelli (ociccotelli@gmail.com), abruzzese, si è laureata in Lingue e Civiltà dell’Asia e dell’Africa mediterranea (curriculum Cina) presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. È traduttrice freelance dal cinese e appassionata di letteratura, in particolare modo di quella contemporanea cinese e giapponese.

** Questa tesi è stata discussa presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia nell’anno accedemico 2018 con il titolo originale “Zhang Yueran vent’anni dopo: proposta di traduzione di un passo scelto del romanzo Jian 茧”. Relatrice: prof.ssa Nicoletta Pesaro