L’Environmental Impact Assessment (EIA) è una procedura che serve a valutare le ripercussioni ambientali di un progetto di edilizia. Introdotto nella prima ‘Legge sulla protezione dell’ambiente’ del 1979 in Cina, rappresenta una direttiva chiave nel sistema di controllo ambientale cinese.

L’EIA fu introdotta con un approccio ‘top-down’ dall’amministrazione tecnocratica cinese per reagire ai gravi danni inflitti alla natura da parte dei progetti passati. All’interno di questa legge, la partecipazione del pubblico, non prevista fino al 1998, divenne obbligatoria a partire da questa data, costringendo le imprese di costruzioni ad informare le unità di lavoro e i residenti durante la preparazione dell’EIA, evitando così che i progetti di costruzione deturpassero ulteriormente l’ambiente.

Il pubblico venne sì informato, ma il solo atto informativo, privo di un suo coinvolgimento nella fase decisionale, venne fortemente ostacolato. Il coinvolgimento implicito del pubblico iniziò a diventare parte della legge cinese nel 2003 quando il Congresso Nazionale del Popolo varò la ‘Environmental Impact Assessment Law’.  Negli Artt. 5 e 11, la partecipazione pubblica rappresenta un requisito obbligatorio, incoraggiato dallo Stato; tuttavia questa partecipazione del popolo viene solo in rarissimi casi messa in atto e rispettata.

Dopo il succedersi di vari emendamenti alle leggi negli ultimi 35 anni, si può giungere alla conclusione che, sebbene la Cina stia prendendo in considerazione molto di più l’opinione pubblica, tuttavia questa ancora non si concentra nella fase cruciale, quella decisionale, ma resta solo un commento sugli avvenimenti, una pura e semplice formalità, a fronte di decisioni ormai prese.

Questa ricerca ne spiega minuziosamente la natura tramite esempi storici e giuridici, focalizzandosi sulle varie fasi di progettazione e costruzione, su coloro che prendono decisioni e su quei pochi che hanno provato storicamente a ribellarsi.

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Di Matteo Purer*

**Nato a Roma nel ‘93 e cresciuto in un ambiente bilingue alla Scuola Germanica dall’asilo fino alla maturità. Si affaccia alla Cina iscrivendosi alla facoltà di Lingue e Civiltà Orientali de ‘La Sapienza’ e, dopo aver conseguito la laurea triennale con una tesi sul simbolismo degli animali nel Zhuangzi, si trasferisce a Londra per un master in Advanced Chinese Studies presso SOAS. Presenta una tesi sulla popolazione contadina migrante e l’impatto socio-economico scaturito da i processi di urbanizzazione passati e attuali. Ha concluso due periodi di studio in Cina per un totale di nove mesi tra Hangzhou (ZJU) e Pechino (BFSU). Parallelamente e post-laurea, ha messo a punto la sua passione per le lingue nelle esperienze di lavoro al festival romano di cinema orientale ‘Asiatica’, come guida turistica e viaggiando in moto per il Sud-America. Ha inoltre coltivato la sua altra passione, ovvero le letterature, lavorando in una libreria antiquaria a Londra, dove attualmente vive.