Lo scopo di questo elaborato è collegare il concetto di populismo sviluppatosi in Italia nel periodo 1994-2019 con la politica estera intrapresa dai governi di Roma nei confronti della Repubblica Popolare Cinese. Perché prendere in considerazione proprio questi due paesi? Il motivo principale sta nella firma, predisposta dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle – due partiti marcatamente popoulisti –  del Memorandum of Understanding (MoU) sulla Belt and Road Initiative (BRI) nel marzo 2019. L’Italia è stato il primo paese membro del G7 ad approvare e sostenere in modo proattivo l’ambizioso progetto infrastrutturale cinese, e, sebbene il contenuto di questo Memorandum d’intesa non fosse vincolante per entrambe le parti e non includesse accordi sostanziali di immediata rilevanza, ha mantenuto un suo significato simbolico e ha influenzato i partner e gli alleati di lunga data dell’Italia, dalla Germania alla Francia fino, soprattutto, agli Stati Uniti.

Questa circostanza, con tutte le sue possibili implicazioni sulle relazioni estere di Roma, ha fornito l’opportunità per approfondire quale sia stato l’impatto dei discorsi populisti nella politica italiana e, in particolare, le loro ripercussioni sulle recenti relazioni sino-italiane. Per cominciare è necessario proprio chiarire il significato del termine “populismo” e soprattutto il modo in cui è stato declinato nel frastagliato panorama politico italiano, prima nell’era Berlusconi e in seguito dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle, considerati ancora più populisti. Sebbene l’elaborato si focalizzi proprio su queste due ultime formazioni politiche, è proprio nel periodo berlusconiano che il populismo italiano ha le sue radici.

L’analisi del concetto di populismo nella sua specificità italiana è poi accompagnato da uno studio approfondito delle possibili ripercussioni sulla politica estera proposta dal Parlamento. Le diverse sezioni di questa dissertazione portano alla conclusione che, sebbene da un punto di vista superficiale i legami tra populismo e politica estera italiana possano sembrare deboli e non particolarmente significativi, il discorso populista ha influenzato in maniera significativa le istituzioni nazionali più di quanto non abbiano influenzato le politiche portate avanti dai governi italiani che si sono succeduti alla guida del Paese.

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Di Luca Spinosa*

*Luca Spinosa, Nato a Vigevano nel 1994, è Junior Researcher presso la Enel Foundation. In passato ha collaborato con l’Università Bocconi, la Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite, la United Nations University e Save the Children. A livello accademico, ha conseguito un doppio Master in “Europe and Asia in Global Affairs” presso Sciences Po Paris e la Fudan University, difendendo una tesi sull’influenza del populismo nella politica estera italiana verso la Cina; possiede inoltre una laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, conseguita presso l’Università di Pavia discutendo una tesi sulla Belt and Road Initiative.

Questa tesi è stata discussa nel giugno 2020 alla Fudan University di Shanghai con il titolo “Populism and Foreign Policy: Insights from the Italian Policy towards China”
Relatore: Prof. Andrea Ghiselli