L’Associazione Italia-Asean nasce nel 2015. La sua missione è quella di rafforzare il legame e rendere più evidenti le reciproche opportunità, sia per le imprese che per le istituzioni. Qui pubblichiamo la newsletter Italia-Asean del 6 novembre.

Nasce nel 2012 l’idea di dare vita ad un mega accordo commerciale regionale, capace di riunire quasi tutti gli attori dell’Asia orientale. I Paesi membri dell’ASEAN, radunati in occasione del 21° ASEAN Summit in Cambogia, delinearono all’epoca una strategia di convergenza commerciale da adottare negli anni a venire e che terminerà con la definizione della cosiddetta Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP), un accordo di libero scambio di dimensioni mastodontiche e di importanza globale, la cui conclusione è prevista entro la fine del 2020.

Inizialmente al tavolo delle trattative si sono presentate ben 16 nazioni, ma successivamente l’India ha deciso di abbandonare il progetto a causa delle condizioni relative all’abbattimento progressivo delle tariffe doganali. Cosa che, secondo Nuova Delhi, avrebbe reso più agevole l’accesso al mercato interno indiano ad articoli di provenienza cinese e australiana, andando a danneggiare i produttori locali e conducendo a squilibri economici non indifferenti. Dunque, le nazioni aderenti si sono ridotte ai 10 membri dell’ASEAN (Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malesia, Birmania, Filippine, Singapore, Thailandia e Vietnam) più Cina, Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda.

Nonostante la defezione dell’India, il RCEP è destinato a diventare il più grande accordo di libero scambio al mondo. I 15 partecipanti della partnership sono, infatti, tra i maggiori Paesi in via di sviluppo e comprendono collettivamente circa il 30% del PIL e della popolazione mondiali. Allo stesso tempo, il RCEP si configura come un accordo ampio e esaustivo, in grado di osservare le diverse sfaccettature dell’agire economico, includendo oltre a disposizioni di tipo commerciale anche forme di cooperazione tra i membri e meccanismi di risoluzione delle controversie. Si propone, da un lato, di incorporare gli impegni stabiliti dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) per un’ulteriore riduzione delle barriere tariffarie e, dall’altro, di integrare disposizioni che esulano dall’OMC, volte ad affrontare altre questioni normative. Tra queste assumono rilievo i capitoli dedicati alle piccole e medie imprese, l’e-commerce, la risoluzione delle controversie, la proprietà intellettuale e la definizione di procedure per la cooperazione economica e tecnica interstatale.

Sotto il profilo politico-economico, il RCEP ha tutto il potenziale per diventare un punto di riferimento per gli standard commerciali relativi ai nuovi accordi di libero scambio in Asia e oltre, andando a costituire un precedente legale per i futuri rapporti regionali e internazionali. Al di là di numeri e statistiche la conclusione di un accordo di tale portata avviene in un momento cruciale per la governance economica globale, in cui il multilateralismo cede sempre più spesso il passo a politiche nazionaliste e, occasionalmente, unilaterali. La recessione economica dovuta alla pandemia di Covid-19 è, di fatto, andata a consolidare un trend che si è mostrato in crescita negli ultimi anni, soprattutto per quanto riguarda gli Stati Uniti, un attore tutt’ora dominante sulla scena mondiale. Proprio quando la presidenza Trump erige barriere tariffarie e riduce la presenza commerciale estera in nome del motto “America First”, parte del continente asiatico si muove verso una direzione differente, a sostegno del multilateralismo con un approccio cooperativo, nel rispetto dell’ordine economico internazionale basato su regole condivise.

Con la ratifica del RCEP, in aggiunta al Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership, l’Asia orientale potrà fare affidamento su due giganteschi accordi commerciali che hanno il pregio di promuovere l’integrazione e la stabilità regionale e di rafforzare la centralità dell’ASEAN, tanto nell’Indopacifico, quanto nel panorama internazionale. Tali accordi combinati plasmeranno il più grande blocco commerciale del mondo, coprendo più di un terzo del PIL globale, e contribuendo a questo per circa 137 miliardi di dollari USA nel lungo periodo.

Nel contesto delle controversie commerciali tra Stati Uniti e Cina, il RCEP invia un forte segnale al mondo, manifestando a gran voce la volontà di apertura del continente asiatico. Non a caso, dopo la crisi finanziaria del 1997, la risposta dell’ASEAN alle turbolenze politiche e monetarie è stata quella di raddoppiare i suoi sforzi per un’integrazione economica sempre più inclusiva. La conseguenza finale potrebbe essere uno slittamento degli equilibri mondiali a favore dell’emisfero asiatico, rendendo il RCEP un’importante opportunità di cooperazione con Paesi finora ritenuti quasi secondari e un’occasione di ristabilire la fiducia collettiva nonostante la crescente instabilità del sistema globale.

A cura di Emilia Leban

 

Blockchain, Criptovalute e pagamenti digitali nel Sud-Est asiatico

bitcoinCon un mercato in continua espansione e una popolazione giovane, iperconnessa e in costante crescita, il Sud-Est asiatico rappresenta un’importante fonte di opportunità per il mercato della tecnologia blockchain e delle criptovalute. In molti Stati ASEAN sono in corso ormai da tempo progetti per lo sviluppo del settore e la pandemia di coronavirus non ha fatto che accelerare il trend, soprattutto quello della crescita dei pagamenti online, considerati più comodi e sicuri dei contanti e delle carte di credito in questo periodo. Diversi Paesi emergenti a livello internazionale hanno addirittura anticipato le economie più solide e sviluppate nell’emissione delle proprie valute digitali. E’ notizia di qualche giorno fa quella del lancio da parte della Banca Nazionale della Cambogia del sistema di pagamenti digitali “Bakong”, grazie al quale chiunque abbia un numero di telefono nel Paese potrà utilizzare il sistema per effettuare pagamenti e trasferimenti in riel o in dollari. Alla luce del crescente interesse per le valute digitali, i Paesi sviluppati tanto quanto quelli emergenti dovranno però creare regole standardizzate e ben definite per le transazioni transfrontaliere. Ad oggi i regolatori di tutto il mondo faticano a fornire un quadro giuridico appropriato ed anche nel Sud-Est asiatico la situazione varia da Paese a Paese, con un approccio troppo indipendente che andrebbe necessariamente rimpiazzato da un‘ottica regionale e comune. Anche in Thailandia l’uso della criptovaluta, in particolare del Bitcoin, è aumentato rapidamente e, secondo molti, inaspettatamente negli ultimi anni. Le prime transazioni sono state effettuate intorno al 2014 e da allora il numero è aumentato costantemente. Secondo il Global Digital Report 2019, la Thailandia si è classificata al secondo posto nel mondo con il 9,9% degli utenti internet che possiedono una valuta criptata. Il Sud-Est asiatico rimane comunque una delle zone più interessanti del mondo per il settore dell’innovazione e della tecnologia.

 

Conseguenze delle elezioni americane in ASEAN

Con l’acuminarsi delle tensioni tra Cina e Stati Uniti il Sud-Est asiatico è diventato uno dei terreni di scontro privilegiati per i due colossi mondiali, sia sul piano economico-commerciale sia su quello geopolitico e della sicurezza ma, qualora cambiasse l’inquilino della Casa Bianca cosa potrebbe mutare per la regione? L’effetto più probabile potrebbe essere un relativo cambiamento nello stile e nell’attuazione delle politiche con continuità però sulla sostanza. È sembrato negli ultimi mesi, infatti, che la competizione con la Cina fosse più che altro ideologica, con scontri aperti a livello politico-culturale tra tendenze alla liberta da una parte e all’autoritarismo e al decisionismo cinese dall’altra. Una Presidenza Biden riporterebbe certamente tutto questo ad un piano più diplomatico e di dialogo con i vari livelli di governo sia cinesi che del Sud-Est asiatico. In questi anni Trump ha avuto atteggiamenti a fasi alterne con gli Stati membri dell’ASEAN, rinsaldando i rapporti con Thailandia e Vietnam e evitando un loro avvicinamento alla Cina, ma allo stesso tempo ritirando il proprio Paese dal Partenariato Trans-Pacifico (TPP), patto commerciale che avrebbe garantito nuove opportunità a tutti i contraenti. Gli scambi commerciali complessivi dell’America con il Sud-Est asiatico sono infatti, ad oggi, più elevati rispetto a quando Trump è entrato in carica nel gennaio 2017. Questa crescita ha messo a repentaglio gli slogan di possibili guerre commerciali per favorire i prodotti USA e le minacce di imporre nuovi dazi verso i prodotti di alcuni Stati ASEAN limitandone le esportazioni. La mattina successiva alle elezioni, l’incaricato d’affari dell’Ambasciata americana a Singapore Rafik Mansour ha voluto sottolineare comunque che, a prescindere dall’esito, l’America rimarrà un “attore chiave nell’Indo-Pacifico e nella città-Stato”, soprattutto perché non vuole abbandonare il suo costante impegno nel migliorare “l’indispensabile cooperazione economica, politica e di sicurezza nella regione”.

 

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La strategia della Cina per dividere l’ASEAN

Secondo alcuni osservatori Pechino ha sempre cercato di fare in modo che l’ASEAN, in quanto unità coesa, non sfidasse la sovranità cinese creando talvolta conflitti interni tra i Paesi membri.

Modern Diplomacy

 

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Ledearship delle Filippine

Il Presidente Rodrigo Duterte è sembrato piuttosto assente e poco incisivo nel gestire la grave emergenza causata dal tifone che ha colpito nei giorni scorsi le Filippine.

Asia Times

 

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Investimenti infrastrutturali in Myanmar

La Banca Asiatica per lo Sviluppo ha approvato un prestito di circa 484 milioni di dollari per la costruzione di una nuova autostrada che colleghi la regione di Bago e lo Stato di Mon.

Myanmar Times

 

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È stato un anno tumultuoso per la Malesia, che oltre ad affrontare una difficile crisi economica si trova a vivere una situazione politica incerta e un governo la cui solidità è costantemente messa in discussione dalle opposizioni.

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L’Importanza del Sud-Est asiatico per l’Asia

L’area è diventata terreno di scontro per Cina e Stati Uniti e molti Paesi membri dell’ASEAN si trovano nelle condizioni di dover scegliere tra le due potenze mondiali nel definire le proprie priorità politico-economiche.

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Business Schools nell’Asia-Pacifico

Le business school della regione sono spesso presenti nelle classifiche internazionali avendo ottime capacità di adattamento e andando incontro alle esigenze degli studenti e del mercato.

Financial Times

 

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Giappone, Cina e USA in ASEAN

Grazie all’impegno dell’ex Primo Ministro Abe, Suga ha una rotta già tracciata nel Sud-Est asiatico, che contempla strategie diplomatiche intelligenti e non necessariamente uno scontro aperto con Pechino sulla scia di quanto fatto dagli Stati Uniti.

Nikkei Asian Review

 

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Cresce il commercio Cina-ASEAN

Nonostante la crisi da Covid-19, gli scambi commerciali bilaterali sono cresciuti del 7.7% nell’ultimo trimestre, più velocemente rispetto al commercio della Cina con altri partener internazionali.

The Star Online

 

Economia

Esportazioni agroalimentari in ASEAN

I mercati del Sud-Est asiatico sono destinati a crescere nei prossimi anni, sostenuti da crescita demografica e affermazione della classe media, generando nuove opportunità per molte aziende del settore.

Rural News

 

Business

KKR investe nelle Filippine

Il celebre fondo d’investimenti statunitense ha deciso di finanziare Pinnacle Towers, società che costruisce infrastrutture per le telecomunicazioni nelle Filippine. Il Presidente Duterte spinge da mesi per sviluppare maggiormente il settore delle comunicazioni filippino.

Deal Street Asia

 

Business

Tourplus raccoglie fondi

Il touroperator online con sede in Malesia, nonostante le restrizioni agli spostamenti imposte dai governi per combattere la pandemia, si assicura un milione di dollari di finanziamenti puntando sui viaggi nazionali.

Nikkei Asian Review

 

Geopolitica

Accrescere le relazioni Cina-ASEAN

Il portavoce del Ministero degli Affari Esteri cinese Wang Wenbin ha annunciato che è ferma intenzione del governo di Pechino portare le relazioni con l’ASEAN ad un livello superiore e sostenere i Paesi membri nella ripresa del post pandemia.

Radio Cina Internazionale

 

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