La nostra rassegna quotidiana


Shutdown simbolo crisi Occidente, scrive Xinhua

L’attuale shutdown del governo Usa è il sintomo di una profonda crisi nel modello democratico occidentale, si legge in un editoriale pubblicato dall’agenzia di stampa cinese Xinhua. Il fatto ironico, commenta ancora Xinhua, è che tutto ciò stia capitando nel primo anniversario dell’insediamento di Trump alla Casa Bianca, “Uno schiaffo all’attuale leadership di Washington”. L’agenzia di stampa ufficiale cinese sembra poi quasi rimpiangere Obama, quando denuncia i passi indietro sugli accordi commerciali internazionali e sugli accordi sul clima di Parigi. Intento del pezzo quello di far risaltare la stabilità del sistema cinese, che a ottobre dello scorso anno ha confermato Xi Jinping alla guida del paese, e rispondere alle accuse mosse nel weekend da parte di Washington, ancora una volta, circa le scorrettezze cinesi sui mercati internazionali favorite dalle regole lasse dell’organizzazione mondiale del commercio (Wto).

Ma Zhaoxu, ambasciatore Onu, il nuovo uomo di punta della diplomazia assertiva di Pechino

Ma Zhaoxu, ex ambasciatore in Australia sarà il nuovo ambasciatore cinese presso le Nazioni Unite, uno dei posti più prestigiosi nella diplomazia della Repubblica popolare. Ma, 54 anni, sarà la punta di diamante della nuova diplomazia assertiva di Xi Jinping. La scorsa settimana l’organo di stampa ufficiale del partito comunista cinese, il Quotidiano del Popolo, ha invitato la Cina a sfruttare il momento geopolitico per costruire una leadership internazionale in un periodo di “ritiro” degli Stati Uniti. Ma è però un personaggio controverso: sui diritti umani, pur avendo sottolineato l’importanza della loro protezione e promozione, ha rivendicato l’esistenza di un sistema di protezione dei diritti umani con caratteristiche cinesi, una teoria che però contrasta con il record negativo di Pechino in materia.

Filippine, caso Rappler: chiusura politica
Troppe coincidenze. Maria Ressa, presidente di Rappler, quotidiano filippino online a cui l’11 gennaio scorso è stata revocata la licenza di pubblicazione, le ha notate subito: per Ressa la decisione della commissione di sicurezza e scambio del governo di Manila è di natura politica e tesa a intimidire i giornalisti critici con il governo. Il fatto più curioso è infatti che le accuse al sito, una voce critica nei confronti della presidenza Duterte, si rifanno a un fatto di cinque anni fa, ovvero la cessione di alcune quote alla società americana Omidyar Network. Troppe coincidenze creano uno schema, ha spiegato Ressa. E lo schema, l’obiettivo è chiaro: zittire la stampa considerata scomoda.