I titoli di oggi:
- Trade war, Xi: “Rafforzare l’autosufficienza tecnologica e rapporti con il Sud Globale”
- Cina, approvata prima legge a sostegno del settore privato
- Cina, in lavorazione nuova legge sui piani quinquennali
- Kashmir: Pakistan pronto ad azioni legali contro il governo indiano. Modi dà piena libertà all’esercito
- Vietnam, condannato per corruzione ex viceministro
- Cina, le leggi sulla protezione dei dati stanno rallentando la ricerca scientifica congiunta con l’UE
Martedì 29 aprile il presidente cinese Xi Jinping ha visitato Shanghai per un tour di ispezione delle aziende, il primo di questo tipo dall’escalation della guerra commerciale con gli Stati Uniti. Pur non menzionando direttamente lo scontro con Washington, Xi ha esortato le imprese cinesi a continuare a lavorare per il raggiungimento dell‘autosufficienza tecnologica e per il rafforzamento dei rapporti con i paesi del Sud Globale, verso cui Pechino si sta presentando come garante di sviluppo e libero mercato. Xi ha visitato una zona industriale dedicata alle start-up dell’intelligenza artificiale e fatto tappa anche alla sede della New Development Bank, la banca dei BRICS, dove ha chiesto di “riformare il sistema finanziario internazionale”.
Intanto lunedì è stato pubblicato sul Beijing Daily un commento in cui si invitano i cinesi a rileggere il saggio di Mao Zedong “Sulla guerra prolungata”, pubblicato nel 1938. Nel testo, redatto nel primo anno della seconda guerra sino-giapponese, Mao chiedeva ai cinesi di abbandonare sia i disfattismi riguardo una possibile sconfitta, sia le illusioni di una rapida vittoria. Secondo il commento, la Cina dovrebbe guardare con la stessa pazienza (e ottimismo) alla guerra commerciale con gli Stati Uniti, uno scontro prolungato che Pechino sa di poter vincere. In questo senso, il commento definisce un “punto di vista errato” l’idea che la Cina voglia trovare un rapido accordo con Washington.
Cina, approvata prima legge a sostegno del settore privato
Cina, in lavorazione nuova legge sui piani quinquennali
Pechino sta per introdurre una nuova legge volta a standardizzare la stesura dei piani quinquennali, i documenti programmatici con i quali la leadership cinese fissa i principali obiettivi economici e politici per i cinque anni a venire. Come riportato dal South China Morning Post, la prima lettura del disegno di legge, che dovrebbe formalizzare e velocizzare alcuni procedimenti burocratici, è stata presentata domenica durante la sessione di quattro giorni del Comitato permanente dell’Assemblea Nazionale del Popolo. Ci si aspetta che la legge venga approvata dopo la terza lettura, prevista entro marzo, cioè in tempo per la presentazione del nuovo piano quinquennale 2026-2030.
Cina, le leggi sulla protezione dei dati stanno rallentando la ricerca scientifica congiunta con l’UE
Alcune delle maggiori fondazioni europee che si occupano di finanziare i progetti di cooperazione scientifica con la Cina, come la German Research Foundation e lo Swedish Research Council, hanno sospeso i programmi di ricerca congiunta con Pechino a causa delle preoccupazioni legate alle leggi cinesi sulla protezione dei dati. Lo riporta l’agenzia Reuters. In particolare, scrive la Reuters, a frenare i finanziatori europei è la recente Legge sulla sicurezza dei dati, che rende illegale la condivisione di “dati importanti” con partner stranieri senza una previa autorizzazione da parte delle autorità. La vaghezza della definizione di “dati importanti” fornita da Pechino sta impedendo l’avvio di nuovi progetti, proprio mentre gli Stati Uniti stanno tagliando pesantemente la ricerca medica e scientifica, che era alla base della collaborazione tra queste fondazioni europee e la Fondazione nazionale per le Scienze naturali cinese. C’è comunque chi si dice ottimista: con l’arrivo di Trump e i tentativi di riavvicinamento tra Cina e UE, Pechino potrebbe rilassare alcune delle sue norme sulla questione, sostiene il ricercatore Kurt Deketelaere.
Tensioni India-Pakistan: Islamabad pronta ad azioni legali contro il governo indiano. Modi dà piena libertà all’esercito
Il Pakistan è pronto ad avviare una serie di procedimenti legali internazionali a carico dell’India in risposta alla decisione di Nuova Delhi di sospendere il Trattato sulle Acque dell’Indo, l’accordo del 1960 che regola il flusso delle acque del fiume tra i due paesi. Lo ha dichiarato alla Reuters il ministro della Legge e Giustizia pakistano, Aqeel Malik. Secondo Malik, Islamabad potrebbe sollevare la causa sia davanti alla Banca Mondiale (che aveva mediato tra le parti nella stesura del trattato), sia davanti alla Corte permanente di arbitrato o alla Corte internazionale di giustizia, che potrebbe essere chiamata in causa per la potenziale violazione della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati. Il governo pakistano starebbe pensando di coinvolgere anche Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ha detto Malik.
L’India ha sospeso unilateralmente il trattato a seguito dell’attentato che lo scorso 22 aprile ha ucciso 26 persone nel Kashmir indiano, per cui sono sospettati almeno due cittadini pakistani. In risposta, Islamabad ha sospeso tutti i commerci con Nuova Delhi e chiuso il suo spazio aereo alle compagnie indiane.
Intanto martedì il primo ministro indiano, Narendra Modi, ha incontrato gli alti funzionari della difesa e ha dato ai militari piena libertà operativa per decidere la risposta dell’India all’attentato. Al confine tra i due paesi si spara da cinque notti consecutive.
Vietnam, condannato per corruzione ex viceministro
Il 29 aprile un tribunale vietnamita ha condannato a sei anni di carcere Hoang Quoc Vuong, ex viceministro dell’Industria e del Commercio giudicato colpevole di corruzione e abuso di potere. Vuong ha ammesso di aver accettato una tangente da 57 mila dollari durante il suo mandato da direttore della società elettrica nazionale del Vietnam (EVN), tra il 2012 e il 2015, per permettere ad alcune centrali elettriche a pannelli solari della provincia di Ninh Thuan di vendere energia elettrica alla EVN a un prezzo maggiorato. Insieme a Vuong sono stati condannati fino a sei anni di carcere altri 11 funzionari e dirigenti, mentre le centrali che hanno usufruito dei prezzi maggiorati dovranno ripagare l’equivalente di 40 milioni di dollari alla EVN, come rimborso per le perdite subite.
