I titoli di oggi:
- Wang Yi in tour nei paesi nordici alla ricerca di aperture tra i governi critici verso Pechino
- Cina, identificato il pilota morto nello schianto aereo a Pechino
- Tibetano si dà fuoco davanti alla sede dell’Onu
- Banca Mondiale eliminerà gradualmente i prestiti alla Cina entro il 2031
- WSJ: boom di vendite di condizionatori cinesi in Europa
- Boom di vendite di condizionatori cinesi in Europa
- Un terzo dei ricchi di Hong Kong intende trasferirsi nella mainland
- Pechino manda vicepresidente parlamento al funerale di Khamenei
- Cina, nuova norma restringe possibilità di presentare petizioni alle istituzioni
Wang Yi in tour nei paesi nordici alla ricerca di aperture tra i governi critici verso Pechino
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha iniziato giovedì 2 luglio una rara visita nei quattro paesi nordici (Danimarca, Svezia, Finlandia e Norvegia) nel tentativo di sondare quanto siano realmente impegnati nell’approccio sempre più duro che Bruxelles sta adottando verso Pechino. Alla sua prima tappa a Copenaghen, l’alto funzionario cinese ha detto all’omologo danese Lars Lokke Rasmussen di auspicare che la Danimarca possa svolgere un “ruolo costruttivo nel promuovere lo sviluppo sano e stabile delle relazioni tra UE e Cina”, aggiungendo che la seconda economia mondiale accoglie con favore gli investimenti di un maggior numero di aziende danesi e che la Cina è disposta ad approfondire la cooperazione in ambito scientifico, nei trasporti marittimi ecocompatibili, nella sanità e nel turismo.
Il tour arriva in un momento delicato: l’Ue ha fissato un ultimatum a ottobre per risultati tangibili nel riequilibrio commerciale con la Cina, mentre i leader europei hanno appena optato per una linea più assertiva verso Pechino in risposta al rischio di un “China shock 2.0” – stimato in grado di minacciare il 55% dell’output manifatturiero europeo. Il viaggio sarà in parte offuscato dai rapporti tra Pechino e Mosca, anche per via della sovrapposizione temporale al vertice Nato in Turchia.
In Finlandia, il governo guarda alla Cina quasi esclusivamente attraverso il prisma dei suoi legami con la Russia: la ministra degli Esteri Valtonen ha definito quei legami un “fattore escludente” per qualsiasi accordo commerciale Ue-Cina. C’è poi la questione dei diritti umani, particolarmente sentita in Svezia, tra i membri Ue più critici verso la Cina, fin dai tempi del caso del libraio Gui Minhai ancora irrisolto, anche se negli ultimi mesi i contatti sono ripresi. Quella di Wang sarà la prima visita di un ministro degli Esteri cinese a Stoccolma in 22 anni.
Cina, identificato il pilota morto nello schianto aereo a Pechino
La Cina ha identificato il pilota morto nello schianto aereo di venerdì 26 giugno, quando un piccolo velivolo ha colpito la CITIC Tower, il grattacielo più alto di Pechino, ferendo altre 13 persone. Le autorità del distretto di Chaoyang hanno identificato il pilota come un uomo di 66 anni di cognome Liu, originario di Pechino, in possesso della licenza di pilota sportivo dal 2021 e di quella di pilota privato dal 2024. La dichiarazione attribuisce l’accaduto a “motivi personali“, menzionando che Liu soffriva di insonnia e ansia e che aveva espresso nel suo diario l’intenzione di togliersi la vita. La spiegazione non risolve gli interrogativi riguardo alle falle di sicurezza che hanno permesso all’uomo di deviare dalla rotta autorizzata, addentrandosi nel quartiere finanziario di Pechino.
Tibetano si dà fuoco davanti alla sede dell’Onu
La polizia di New York ha dichiarato giovedì che un uomo è morto a casa di gravi ustioni vicino alla sede delle Nazioni Unite. Secondo attivisti tibetani in esilio, si tratta di Logba Rangzen, un autista Uber, il quale poco prima di darsi fuoco ha lanciato “un appello in diretta per l’indipendenza e l’unità del Tibet”. Rangzen “era furioso per le restrizioni imposte dal governo cinese ai suoi connazionali”, hanno riportato i media tibetani in esilio.
Banca Mondiale eliminerà gradualmente i prestiti alla Cina entro il 2031
La Banca Mondiale ha presentato al proprio board un piano che prevede la fine dei prestiti alla Cina entro il 2031, ponendo termine allo status di Pechino come paese beneficiario. La proposta, che sarà discussa nella settimana del 20 luglio, limita i finanziamenti a non più di 2 miliardi di dollari fino al 2031, dopo anni di pressioni da parte dell’amministrazione Trump e di altri governi. I prestiti alla Cina erano già scesi da 2,4 miliardi l’anno nel 2017 a 750 milioni nel 2025. Washington ha chiesto anche ad altre istituzioni multilaterali, come la Asian Development Bank, di seguire la stessa linea. Negli Stati Uniti c’è consenso bipartisan sul fatto che la Cina, seconda economia mondiale, non debba più ricevere finanziamenti destinati ai paesi in maggiore difficoltà. L’ambasciata cinese a Washington non ha commentato.
WSJ: boom di vendite di condizionatori cinesi in Europa
Mentre l’Europa accusa Pechino di esportare troppi prodotti a basso costo, i media statali cinesi sottolineano che i condizionatori prodotti in Cina sono invece ricercatissimi nel continente durante la forte ondata di caldo. Secondo dati doganali, le esportazioni cinesi verso la Francia sono aumentate del 57% a maggio, e quelle verso la Spagna del 41%. Solo un quinto delle famiglie europee possiede un condizionatore, e marchi come Midea, Haier e Gree stanno ampliando la loro presenza. Il modello PortaSplit di Midea è particolarmente richiesto: un sito che monitora la disponibilità in Germania mostrava solo quattro unità disponibili su 1200 punti vendita.
Un terzo dei ricchi di Hong Kong intende trasferirsi nella mainland
Secondo un sondaggio di OCBC Bank , un terzo dei residenti benestanti di Hong Kong intende trasferirsi nelle città della Cina continentale, nella Greater Bay Area. L’indagine, pubblicata martedì e ripresa da Caixin, ha coinvolto 1.375 residenti di Hong Kong di età compresa tra i 35 e i 65 anni, ciascuno con almeno 1 milione di dollari di Hong Kong (128.000 dollari USA) in attività liquide. Tra i circa 500 rispondenti che si sono trasferiti o intendono trasferirsi nelle città della Grande Baia della Cina continentale, l’età media era di 46 anni e le attività liquide medie ammontavano a 5,3 milioni di dollari di Hong Kong. Shenzhen è risultata la destinazione per il pensionamento più gettonata, con il 32% delle preferenze, seguita da Zhongshan, Guangzhou e Zhuhai.
Pechino manda vicepresidente parlamento al funerale di Khamenei
Cina, nuova norma restringe possibilità di presentare petizioni alle istituzioni
La Cina ha introdotto nuove normative in materia di petizioni: dal 1° luglio i cittadini non possono più presentare arbitrariamente ricorsi oltre i confini provinciali o a livelli superiori, ma sono obbligati a rivolgersi prima alle autorità locali. Secondo il direttore dell’Ufficio pubblico nazionale per i reclami e le proposte (国家信访局), che ha pubblicato la norma, le nuove disposizioni servono a “gestire correttamente il rapporto tra la salvaguardia dei diritti e il mantenimento della stabilità, e guidare il pubblico a formulare richieste razionali”. Gli enti locali sono chiamati ad accogliere i reclami dei cittadini, notificarne la ricezione e fornire una risposta scritta in modo tempestivo e standardizzato. La norma sottolinea che i cittadini che si rivolgono alle autorità centrali senza documenti rilasciati dalle autorità locali verranno respinti, con l’eventuale coinvolgimento delle forze di pubblica sicurezza in caso di “turbamento dell’ordine pubblico, petizioni insistenti o comportamenti dirompenti”.
