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In Cina e Asia – Vicepremier al G7: “La Cina fattore di stabilità globale”

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi:

  • Vicepremier al G7: “La Cina fattore di stabilità globale”
  • Mar cinese meridionale, Pechino sanziona ministro della Difesa filippino 
  • Le aziende Usa restano in Cina ma crescono le criticità
  • Corea del Sud, 30 anni all’ex presidente Yoon per invio droni al Nord
  • OpenAI: operatori cinesi hanno usato ChatGPT per campagne contro dazi e sui data center Usa
  • Thailandia, due uiguri condannati a morte per attentato
  • India protesta dopo la morte dei marinai colpiti da forze Usa nel Golfo

Il vice primo ministro cinese Zhang Guoqing ha sollecitato la cooperazione economica e una crescita inclusiva durante una videoconferenza ospitata l’11 giugno dal presidente francese Emmanuel Macron sugli squilibri globali, pochi giorni prima del vertice del G7 per discutere di come affrontare l’ondata di esportazioni cinesi a basso costo che stanno entrando nei loro mercati. Secondo l’agenzia di stampa ufficiale cinese Xinhua, il funzionario cinese ha auspicato un ambiente commerciale libero e agevole e ha sottolineato l’importanza di valutare obiettivamente i vantaggi comparati di tutti i paesi. “La Cina sta espandendo con fermezza l’apertura ad alto livello e continuerà a condividere le opportunità di sviluppo con gli altri paesi per infondere maggiore certezza e stabilità nell’economia mondiale”, ha affermato Zhang. Macron, che ospiterà il vertice del G7 a Evian-les-Bains, in Francia, la prossima settimana, sta mantenendo un approccio dialogante con Pechino nell’attesa che l’Unione Europea decida se inasprire la sua politica commerciale nei confronti della Cina.

Mar Cinese meridionale, Pechino sanziona ministro della Difesa filippino

Nella giornata di giovedì 11 giugno la Cina ha annunciato sanzioni contro il segretario alla Difesa filippino Gilberto Teodoro Jr, vietando a lui e ai famigliari l’ingresso in Cina, e proibendo a organizzazioni e individui cinesi di intrattenere con loro transazioni o forme di cooperazione. Pechino cita le “erronee dichiarazioni” di Teodoro contro la Cina e i danni agli interessi bilaterali. Le relazioni sino-filippine si sono ulteriormente deteriorate nelle ultime settimane dopo l’annuncio di colloqui tra Tokyo e Manila per definire i confini delle zone economiche esclusive nelle acque a est di Taiwan. Nel frattempo, Pechino ha risposto alla protesta diplomatica di Manila sulla questione di  Scarborough Shoal, dove aveva denunciato la “presenza illegale” di una struttura galleggiante nell’atollo conteso – dichiarando che si trattava di una missione di ricerca scientifica avviata il 20 maggio dall’Istituto di Oceanologia dell’Accademia delle Scienze. Il ministero degli Esteri cinese ha invitato Manila a smettere di “amplificare sensazionalisticamente” la questione.

Corea del Sud, 30 anni all’ex presidente Yoon per invio droni al Nord

L’ex presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol è stato condannato ad altri 30 anni di carcere il 12 giugno per aver inviato droni militari in Corea del Nord, una mossa che, secondo l’accusa, è servita come pretesto per imporre la legge marziale nel 2024. La sentenza odierna giunge dopo che Yoon era stato condannato all’ergastolo a febbraio per aver guidato un’insurrezione volta a “paralizzare” l’Assemblea nazionale sudcoreana con la sua dichiarazione di legge marziale. Il team legale ha dichiarato che l’operazione era una risposta all’invio da parte della Corea del Nord di palloni aerostatici carichi di rifiuti oltre il confine quello stesso anno e che si trattava di “un legittimo atto di autodifesa” non correlato alla dichiarazione di legge marziale dell’ex presidente. Yoon, attualmente in carcere in attesa di diversi processi, è stato condannato all’ergastolo per il reato più grave di aver guidato un’insurrezione a seguito del suo fallito tentativo di imporre la legge marziale.

Le aziende Usa restano in Cina ma crescono le criticità

Il sondaggio annuale dell’US-China Business Council mostra che il 95% delle 175 aziende intervistate considera la presenza in Cina essenziale per restare competitivi a livello globale e il 92% dichiara che le proprie operazioni cinesi sono redditizie, il dato più alto dal 2021. Tuttavia i problemi restano numerosi: oltre il 70% degli intervistati segnala che le politiche industriali cinesi hanno rafforzato i competitor domestici a scapito delle aziende americane, i dazi restano tra le prime tre sfide  (con il 39% che ha perso vendite per i dazi Usa e quasi un terzo per quelli cinesi) e solo il 49% delle aziende prevede di investire in Cina quest’anno. Le aziende tech sono quelle più propense a spostare le operazioni fuori dalla Cina.

Sul fronte dei minerali critici, lo stesso rapporto segnala che alcuni elementi delle terre rare restano “quasi impossibili da ottenere” dalla Cina nonostante l’accordo Trump-Xi dell’ottobre scorso che prevedeva l’eliminazione dei controlli all’export. Dei 38 gruppi colpiti dalle restrizioni, il 29% sta attivamente cercando fornitori alternativi e il 47% li sta cercando senza ancora trovarli. Tra i minerali più difficili da reperire figurano i magneti al samario-cobalto per applicazioni aerospaziali e difensive, l’ittrio e il cadmio. Il presidente del Consiglio Sean Stein ha avvertito che eliminare la dipendenza dalla Cina richiederà più di tre anni e necessiterà del coinvolgimento del Congresso.

OpenAI: operatori cinesi hanno usato ChatGPT per influenzare l’opinione online

OpenAI ha pubblicato un report che documenta due operazioni legate a operatori cinesi che hanno utilizzato ChatGPT tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 per influenzare l’opinione online. Il primo gruppo ha generato slogan e vignette satiriche contro le politiche commerciali e tecnologiche di Trump, poi pubblicate su X, oltre a commenti in cinese, italiano e giapponese per sezioni di commento di articoli online. Il secondo gruppo, riconducibile a un’azienda tech cinese che svolge lavori per il governo, ha tentato di intervenire nel dibattito americano sui data center, producendo contenuti che ritraevano l’industria come avida e dannosa per i cittadini comuni. OpenAI ha valutato che le operazioni hanno avuto scarso o nessun impatto effettivo. L’ambasciata cinese a Washington ha respinto le accuse come “attacchi infondati”.

Thailandia, due uiguri condannati a morte per attentato

Un tribunale thailandese ha condannato a morte l’11 giugno i due cittadini cinesi di etnia uigura Yusufu Mieraili e Bilal Mohammed per l’attentato dell’agosto 2015 al santuario Erawan nel centro di Bangkok, che uccise 20 persone e ne ferì oltre 100. L’ordigno era stato lasciato in uno zaino nel sito frequentato da fedeli e turisti. I due sono stati invece assolti per un secondo attentato a un molo sul Chao Phraya. Mieraili ha respinto il verdetto: “Non ho fatto nulla di sbagliato”. L’attentato – il più sanguinoso della storia recente della Thailandia – era rimasto senza giudizio definitivo per oltre un decennio. L’incidente era seguito poco dopo la deportazione di un centinaio di uiguri in Cina e i gruppi per la difesa dei diritti umani hanno sempre sollevato perplessità sul movente terroristico. 

La leader del KMT Cheng Li-wun incontra parlamentari Usa a Washington

La presidente del Kuomintang Cheng Li-wun ha incontrato mercoledì a Washington il senatore repubblicano Steve Daines, alleato di Trump, e altri parlamentari americani nell’ambito di un tour negli Usa che ha già toccato San Francisco, Boston e New York. Cheng ha ribadito che il KMT non si oppone alle vendite di armi americane a Taiwan, sottolineando tuttavia che tutti gli acquisti difensivi devono essere “finanziariamente sostenibili e conformi alle procedure legislative”. Ha evidenziato il sostegno del suo partito a un budget difensivo speciale da 780 miliardi di dollari taiwanese (circa 26 miliardi di dollari) – inferiore agli 1,25 trilioni richiesti dal partito di governo DPP ma più del doppio delle precedenti proposte del KMT.

India protesta dopo la morte dei marinai colpiti da forze Usa nel Golfo

Nuova Delhi ha convocato il diplomatico americano Jason Meeks per protestare formalmente dopo che forze Usa hanno colpito la petroliera Settebello nel Golfo dell’Oman, uccidendo tre marinai indiani e ferendone altri. La nave, battente bandiera di Palau e con 24 marinai indiani a bordo, è stata “disabilitata” da un aereo americano che ha sparato munizioni di precisione “dopo che l’equipaggio ha ripetutamente ignorato le direttive delle forze americane”. Il ministero degli Esteri indiano ha definito “profondamente preoccupanti” gli attacchi alle navi commerciali e ha ribadito la richiesta di cessate il fuoco. È il secondo attacco a una nave con equipaggio indiano in pochi giorni: il 8 giugno le forze Usa avevano colpito la petroliera Marivex, con tutti e 24 i marinai indiani a bordo tratti in salvo.