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In Cina e Asia – Vertice NATO, l’Asia-Pacifico resta ai margini

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi:

  • Vertice NATO, al centro dei colloqui, Ucraina, Asia Occidentale e aumento spesa difesa
  • La Cina testa missile da sottomarino nucleare nel Pacifico
  • Cina, alto funzionario condannato a morte per reati economici
  • Pechino ospita colloqui commerciali con i Paesi Bassi
  • Cina, Doubao e Qwen disattiveranno agenti IA personalizzati per adeguarsi alle nuove regole
  • Filippine, arrestato senatore alla vigilia del processo di impeachment contro Duterte 
  • Vietnam, mega porto a Hon Khoai sfida l’influenza di Pechino
  • Pechino potrebbe limitare le pubblicazioni accademiche scientifiche all’estero

“Ciò che accade nell’Indo-Pacifico è rilevante per ciò che accade nell’area transatlantica.” Lo ha dichiarato ieri il segretario della NATO Mark Rutte alla vigilia dell’incontro che riunisce i 32 paesi membri dal 7 e 8 luglio ad Ankara per il vertice annuale, il primo ospitato dalla Turchia dal 2004. “Lo vediamo anche nella guerra con l’Ucraina, dove Cina, Corea del Nord e Iran sono i principali facilitatori della guerra di aggressione non provocata della Russia contro l’Ucraina. Quindi, ancora una volta, questo dimostra che non possiamo essere ingenui, e vi posso assicurare che ne siamo consapevoli”, ha chiarito Rutte.

Al netto delle dichiarazioni, tuttavia, si prevede che l’incontro sarà dominato dai tentativi per consolidare una tregua in Asia occidentale e sul sostegno in Ucraina, con i dossier sull’Asia-Pacifico destinati a passare in secondo piano. Ad Ankara, i leader della NATO saranno sotto pressione per dimostrare progressi sul raggiungimento dell’obiettivo di spesa militare richiesto da Trump, in base all’accordo con cui i membri si sono impegnati ad aumentare il budget per la difesa al 5% del prodotto interno lordo entro il 2035. Negli ultimi mesi il presidente Usa ha spesso criticato la NATO definendola una “tigre di carta”, in particolare dopo che i paesi membri si sono rifiutati di sostenere gli sforzi bellici di Washington in Asia occidentale. A maggio, l’amministrazione Trump ha annunciato il ritiro di circa 5.000 soldati statunitensi dalla Germania.

Durante la sua visita a Washington alla fine del mese scorso, Rutte ha dichiarato che gli alleati sono sulla strada per rispettare il target e ha anticipato l’annuncio di nuovi contratti nel settore della difesa. È attesa la partecipazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e dei quattro partner indo-pacifici della NATO (i cosiddetti IP4, Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda): come già accaduto l’anno scorso, Tokyo e Canberra invieranno rappresentanti a livello ministeriale, mentre il presidente sudcoreano Lee Jae Myung dovrebbe essere l’unico leader dell’IP4 presente.

La Cina testa missile da sottomarino nucleare

La Cina ha annunciato ieri 6 luglio di aver condotto un test missilistico nel Pacifico lanciato da un sottomarino nucleare, il primo noto dal 1982 e il primo attribuito a un sottomarino a propulsione nucleare. Pechino lo definisce un’esercitazione di routine, ma Australia e Giappone parlano di mossa destabilizzante. Il collaudo si inserisce nel processo di rafforzamento della deterrenza nucleare cinese e giunge mentre crescono le tensioni nell’Asia-Pacifico. Sebbene non siano ancora noti i dettagli del test, i sottomarini cinesi sono dotati di vettori in grado di colpire le coste americane. I dati di Starboard Maritime Intelligence, società neozelandese di tracciamento navale, hanno mostrato tre navi cinesi per il tracciamento satellitare posizionate in tutto il Pacifico. Pechino aveva effettuato l’ultimo test di un missile balistico intercontinentale nel 2024. Qui l’analisi dell’esperto Tong Zhao. Martedì 7 il premier australiano Anthony Albanese ha criticato il test missilistico cinese definendolo “una provocazione che destabilizza la regione”.

Tutto è avvenuto mentre Australia e le Fiji, uno dei paesi del Pacifico più dipendenti dagli investimenti cinesi, firmavano lunedì un accordo di difesa impegnandosi a intervenire reciprocamente in caso di attacco. Denominata Alleanza dell’Oceano della Pace, si tratta della prima alleanza in assoluto per Fiji, mentre la nazione del Pacifico diventerà il quarto alleato formale dell’Australia, dopo Stati Uniti, Nuova Zelanda e Papua Nuova Guinea. Il trattato prevede che altri paesi dell’area siano incitati ad aderire se in grado di promuoverne “gli scopi e i principi” e di contribuire alla sicurezza del Pacifico. La Nuova Zelanda ha già manifestato interesse, mentre la scorsa settimana l’Australia ha firmato un accordo di sicurezza con Vanuatu. Intanto, i due paesi hanno ampliato la cooperazione economica e di sicurezza con l’Unione di Vuvale, accordo sostenuto da un investimento australiano di 1 miliardo di dollari australiani in dieci anni.

Cina, alto funzionario condannato a morte per reati economici

Yang Youlin, l’ex vicedirettore di una zona economica nella città orientale di Nanchino, è stato condannato a morte lunedì per aver ricevuto tangenti per oltre 2,21 miliardi di yuan (325 milioni di dollari) tra il 2013 e il 2023. Lo ha annunciato ieri l’emittente statale China Central Television, secondo la quale il funzionario è risultato colpevole anche di appropriazione indebita, abuso di potere e riciclaggio di denaro. Come recita il comunicato del Tribunale intermedio del popolo di Changzhou, nella provincia di Jiangsu, i suoi crimini sono stati “eccezionalmente gravi” e hanno causato ingenti perdite, giustificando la condanna a morte. In Cina la pena capitale raramente viene comminata per reati economici, sebbene nell’ambito della campagna anti corruzione di Xi Jinping dal 2021 siano stati annunciati due casi: entrambi hanno coinvolto ex funzionari della China Huarong International Holdings Ltd, una delle maggiori società di gestione di crediti inesigibili.

Pechino ospita colloqui commerciali con i Paesi Bassi

La Cina auspica un rafforzamento del dialogo e della cooperazione economica con i Paesi Bassi sulla base del rispetto reciproco. Lo ha dichiarato ieri la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, commentando la visita in Cina del ministro olandese per il Commercio estero e la Cooperazione allo sviluppo, Sjoerd Sjoerdsma, che oggi incontrerà il ministro del Commercio Wang Wentao. “Posso dire che Cina e Paesi Bassi sono importanti partner reciproci. Promuovere il dialogo e la cooperazione in uno spirito di apertura e pragmatismo è nell’interesse comune di entrambi i Paesi”, ha affermato Mao nel corso della consueta conferenza stampa a Pechino. Il governo cinese ha sanzionato Sjoerdsma nel 2021, per via delle accuse di violazione dei diritti umani mosse al Partito comunista nella regione autonoma nord-occidentale dello Xinjiang.

Secondo quanto riportato dal quotidiano South China Morning Post, le restrizioni a carico del ministro olandese sono state revocate negli ultimi mesi, in assenza di un annuncio ufficiale. Le due parti stanno anche cercando di risolvere le tensioni provocate dalle restrizioni incrociate sui semiconduttori e la tecnologia per la produzione dei modelli più avanzati nel quadro dei casi Nexperia e ASML.

Cina, Doubao e Qwen disattiveranno agenti IA personalizzati per adeguarsi alle nuove regole

Secondo quanto riportato da Global Times, dal 15 luglio le piattaforme di apprendimento automatico (LLM) Doubao di ByteDance e Qwen di Alibaba disattiveranno la funzione che consente agli utenti di creare agenti IA personalizzati, in concomitanza con l’entrata in vigore di nuove misure sui servizi interattivi basati sull’intelligenza artificiale. Dopo la disattivazione, verrà previsto un periodo di conservazione dei dati durante il quale gli utenti potranno visualizzare ed esportare informazioni e cronologia delle conversazioni. Tutti i dati correlati verranno eliminati definitivamente il 15 ottobre. La decisione è stata ufficialmente motivata da Doubao dalla necessità di aggiornamento del prodotto, ma secondo gli analisti si tratta di una mossa per rafforzare sicurezza e conformità normative, limitando possibili abusi da parte di terzi.

Le nuove norme adottate da Pechino dal 15 luglio impongono alle piattaforme sistemi anti-dipendenza, verifica dell’identità dei minori e controlli più rigorosi sui contenuti. Il nuovo provvedimento si inserisce nella strategia del governo per regolamentare lo sviluppo di agenti IA: nelle linee guida pubblicate a maggio dall’Amministrazione cinese per il cyberspazio, congiuntamente ad altre agenzie governative, gli agenti IA sono stati definiti sistemi intelligenti capaci di percezione, memoria, decisione ed esecuzione autonome, stabilendo per la prima volta a livello nazionale che devono conservare il diritto di conoscere e di annullare le decisioni prese dall’intelligenza artificiale. 

Filippine, arrestato senatore alla vigilia del processo di impeachment contro Duterte 

Il senatore filippino Rodante Marcoleta, alleato della vicepresidente Sara Duterte, è stato arrestato ieri, 6 luglio, con l’accusa di appropriazione indebita, poche ore prima dell’inizio al Senato del processo di impeachment a carico della stessa Duterte, nel quale Marcoleta avrebbe dovuto presiedere nel ruolo di giudice. Secondo l’accusa, il senatore avrebbe ricevuto illegalmente 75 milioni di pesos da donatori privati durante la campagna elettorale per il Senato del 2025. Il tribunale anticorruzione ha disposto anche il divieto di espatrio. Nelle Filippine, le persone accusate di appropriazione indebita non hanno diritto alla libertà su cauzione. L’arresto segue quello del senatore Jose “Jinggoy” Estrada, anch’egli vicino a Duterte e sospeso dall’incarico.

Il processo contro la vicepresidente è iniziato con uno scontro tra alleati e oppositori di Duterte sulle regole procedurali, inclusa l’elezione del presidente dell’assemblea, causando un ritardo nell’inizio dei lavori. Qualora il Senato (composto da 24 membri) approvasse la destituzione con una maggioranza dei due terzi, Duterte non potrebbe candidarsi alle elezioni del 2028.

Vietnam, mega porto a Hon Khoai sfida l’influenza di Pechino

Il piccolo arcipelago vietnamita di Hon Khoai, considerato il punto più a sud del paese, sta diventando il centro propulsore di un progetto che dovrebbe dare ad Hanoi una leva strategica nei rapporti con la Cina e la Cambogia. Come spiega Bloomberg, al centro del piano c’è un ponte di 18 chilometri che collegherà la provincia di Ca Mau all’isola, inserito in un corridoio marittimo e infrastrutturale da quasi 4 miliardi di dollari che collega la regione del Delta del Mekong alle rotte marittime globali nel Golfo di Thailandia. Il progetto, che circola da anni, ha acquisito urgenza dopo che la Cambogia ha avviato i lavori per il Canale Funan Techo finanziato dalla Cina. Il presidente del Vietnam To Lam, segretario generale del Partito Comunista dal 2024, ha elevato Hon Khoai a priorità strategica a novembre, una mossa che segnala come Hanoi stia tentando di riequilibrare l’influenza crescente di Pechino nel Golfo della Thailandia e nel Mare cinese meridionale.

Secondo quanto riferito a Bloomberg da un funzionario della Difesa che ha chiesto di rimanere anonimo, il progetto sull’isola di Hon Khoai consentirà al Vietnam di rafforzare la propria presenza nelle acque sud-occidentali, creando un nuovo punto di accesso per il commercio e la logistica nel Delta del Mekong. Lo scalo in acque profonde potrà accogliere navi fino a 250.000 tonnellate di portata lorda e movimentare circa 20 milioni di tonnellate di merci all’anno. Il piano comprende anche un’autostrada di 80 chilometri e nuove infrastrutture logistiche.

Pechino potrebbe limitare le pubblicazioni accademiche scientifiche all’estero

Pechino sta valutando di ridurre gli incentivi per i ricercatori scientifici a pubblicare su riviste straniere, nel timore che le pubblicazioni accademiche possano essere un canale per la fuga di innovazioni industriali e tecnologiche. Secondo quanto riferito da fonti del Financial Times, il governo potrebbe spingere le università e gli istituti di ricerca cinesi a ridurre il peso delle pubblicazioni su riviste internazionali di alto livello nei criteri per promozioni accademiche e finanziamenti. Mossa da preoccupazioni per la sicurezza nazionale, Pechino punta a svincolare l’avanzamento di carriera dei propri ricercatori dalle pubblicazioni indicizzate nello Science Citation Index (SCI). Il mese scorso il ministero della Sicurezza di Stato cinese ha accusato un ricercatore di aver divulgato “importanti dettagli tecnici” nel tentativo di ottenere l’accettazione di articoli da parte di riviste internazionali e conferenze accademiche.

Intanto il governo ha pubblicato nuove linee guida per la registrazione di organizzazioni scientifiche internazionali con sede in Cina. I nuovi enti, senza scopo di lucro, dovranno avere almeno un terzo dei membri stranieri, entrambi il rappresentante legale e il segretario generale cittadini cinesi e disporre di un  capitale iniziale di almeno 2 milioni di yuan (279.000 dollari). L’iniziativa rientra nella strategia di Xi Jinping di trasformare la Cina in potenza scientifica globale, al tempo stesso riducendo la dipendenza dalle istituzioni accademiche occidentali.