I titoli di oggi:
- Vertice ASEAN, Rubio e Wang preparano l’incontro Xi-Trump
- Cina, numero quattro del Pcc visita il Tibet
- Taiwan “riconsidera” importazioni di gas dalla Papua Nuova Guinea dopo la chiusura del suo ufficio di rappresentanza
- Gli Usa accusano Moonshot di aver utilizzato tecnologia vietata
- Cina-UE, firmato nuovo accordo per collaborazione nella ricerca
- Ue, multa record da 550 milioni ad AliExpress per prodotti illegali
- Pronto nuovo accordo di sicurezza tra Stati Uniti e Isole Salomone
Vertice ASEAN, Rubio e Wang preparano l’incontro Xi-Trump
Il segretario di Stato americano Marco Rubio e il ministro degli Esteri cinese Wang Yi si sono incontrati per un meeting di circa 90 minuti a margine del vertice dei ministri degli Esteri ASEAN a Manila, concentrandosi sulla preparazione della visita di Xi Jinping a Washington prevista il prossimo 24 settembre e sulla gestione delle differenze bilaterali. Rubio ha descritto la riunione come orientata a “costruire le basi per una visita molto positiva”, mentre Wang ha chiesto agli Usa di “rispettare gli interessi fondamentali della Cina” e di gestire le divergenze senza farle degenerare. I due non hanno discusso delle accuse di interferenza elettorale cinese avanzate da Trump.
Rubio ha tuttavia riconosciuto che la Cina “ha cooperato” sul conflitto iraniano, essendosi opposta a qualsiasi chiusura o pedaggio sulle rotte marittime internazionali. Per quanto riguarda il nodo del mar Cinese meridionale, Rubio ha definito lo scontro del 20 luglio tra guardia costiera cinese e marina filippina vicino al Second Thomas Shoal “molto negativo e vantaggioso per nessuno”, aumentando i finanziamenti militari alle Filippine a 100 milioni di dollari per il 2026 e stanziando altri 9 milioni per ampliare un molo della guardia costiera a Palawan. In un editoriale pubblicato sulla stampa filippina martedì, Rubio aveva già avvertito dei rischi se il mar Cinese meridionale cadesse sotto il controllo di una potenza disposta a usare “il commercio come arma geopolitica”.
Nel frattempo, la ministra australiana Penny Wong ha definito le azioni cinesi nel mar Cinese meridionale “destabilizzanti e rischiose”, invitando i paesi della regione a scegliere come rispondere: Pechino ha replicato che Canberra “non ha diritto di intervenire”. Sul fronte commerciale, Rubio e il ministro degli Esteri indiano Jaishankar hanno ribadito l’urgenza di concludere un accordo provvisorio tra i due paesi, nonostante la minaccia di Trump di imporre dazi sui farmaci, settore cruciale per l’export indiano. Rubio ha infine incontrato i colleghi del Quad (Usa, India, Australia, Giappone) e si prepara a incontrare Lavrov giovedì per discutere della guerra in Ucraina.
Pechino dal canto suo ha utilizzato il vertice ministeriale per contenere le crescenti schermaglie con le Filippine intorno alle isole contese. Nella giornata di ieri, incontrando la titolare degli Esteri di Manila, Maria Teresa Lazaro, Wang ha auspicato “pace stabilità e sicurezza” nel mar Cinese meridionale per evitare il rischio di “errori di valutazione”. Il ministro degli Esteri cinese ha inoltre avvertito Lazaro che le Filippine “subiranno conseguenze amare” se cercheranno di provocare Pechino con l’aiuto di altri paesi.
Cina, numero quattro del Pcc visita il Tibet
Wang Huning, ideologo e numero quattro del partito comunista cinese, ha esortato il Tibet a salvaguardare la stabilità sociale, ad applicare la nuova legge sull’unità etnica e ad allineare maggiormente il buddismo tibetano alle priorità del governo. L’appello è arrivato durante una visita di quattro giorni, terminata mercoledì, che oltre a Lhasa, la capitale della regione autonoma, ha incluso la prefettura di Ngari, al confine con India e Nepal. “Governare il Tibet significa innanzitutto stabilizzarlo”, ha affermato Wang che ha chiesto maggiori sforzi per “consolidare un ambiente politico e sociale di unità e stabilità”.
La visita segue l’entrata in vigore, il 1° luglio, della controversa legge cinese sull’unità etnica che riduce alcune forme di autonomia concesse ai gruppi minoritari negli ultimi decenni. A questo proposito il funzionario ha chiesto di forgiare un’identità nazionale unificata “in modo tangibile, percepibile ed efficace” e di portare avanti il processo di sinizzazione della religione buddhista.
Gli Usa accusano Moonshot di aver utilizzato tecnologia vietata
Un funzionario della Casa Bianca ha accusato l’azienda cinese Moonshot di aver utilizzato impropriamente modelli di intelligenza artificiale statunitensi e chip Nvidia per creare il sistema Kimi K3, annunciato la scorsa settimana. Secondo quanto affermato mercoledì da Michael Kratsios, direttore dell’Ufficio per la politica scientifica e tecnologica della Casa Bianca, l’azienda “ha acquisito server dotati di GB300 e ha avuto accesso a dispositivi GB300 in Thailandia, probabilmente per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale”. Kratsios ha inoltre sostenuto che Moonshot ha violato le norme statunitensi sul controllo delle esportazioni e i termini di servizio delle aziende per realizzare il suo prodotto. I server a semiconduttore a cui fa riferimento Kratsios appartengono alla generazione Blackwell di prodotti Nvidia, la cui vendita alle aziende cinesi è vietata negli Stati Uniti.
Taiwan “riconsidera” importazioni di gas dalla Papua Nuova Guinea dopo la chiusura del suo ufficio di rappresentanza nello stato insulare
Il ministro degli Esteri taiwanese Lin Chia-lung ha dichiarato che il governo ha avviato una revisione dei legami economici bilaterali tra Taiwan e la Papua Nuova Guinea, comprese le importazioni di gas naturale liquefatto (GNL). Si tratta di una reazione alla decisione con cui settimana scorsa la Papua Nuova Guinea ha improvvisamente chiuso l’Ufficio di Rappresentanza di Taipei presso la sua capitale, Port Moresby, ribadendo il suo appoggio alla politica della “una sola Cina” di Pechino.
Il riesame degli acquisti di GNL da parte di Taipei, per ora solo ventilato, è una misura significativa, visto che il gas papuano sopperisce circa all’11% di tutte le importazioni di gas di Taiwan, e la rotta su cui viaggia era considerata strategicamente sicura per Taipei. La mossa è rilevante anche per la Papua Nuova Guinea, per cui i traffici con Taiwan rappresentano circa un terzo dell’export totale di GNL. Nonostante ciò, il primo ministro papuano, James Marabe, non sembra intenzionato a indietreggiare. “Rispettiamo il popolo di Taiwan e riconosciamo le interazioni interpersonali e commerciali di lunga data che esistono da anni. Tuttavia, le decisioni sovrane in materia di politica estera devono sempre basarsi sull’interesse nazionale, non sulla prospettiva di un guadagno economico o sul timore delle conseguenze economiche”, ha dichiarato.
Cina-UE, media cinesi riportano nuovo accordo per cooperazione scientifica
Secondo il People’s Financial News, una testata filo-governativa cinese, la Cina e l’Unione Europea avrebbero rinnovato il loro accordo di ricerca congiunta, ribadendo l’impegno a collaborare in settori come l’alimentazione, l’agricoltura, le biosoluzioni, il cambiamento climatico e la biodiversità, scrive il SCMP. Il Ministero cinese della Scienza e della Tecnologia e la Commissione europea avrebbero firmato accordi di finanziamento congiunto della ricerca per sostenere la cooperazione scientifica fino al 2027, riporta l’articolo cinese. Il nuovo accordo rientrerebbe all’interno del programma “Horizon Europe” 2026-2027, ma dovrà comunque rispettare il divieto dell’Unione, in vigore da gennaio 2026, che esclude le organizzazioni con sede in Cina dai finanziamenti in “settori critici” come l’intelligenza artificiale, la tecnologia quantistica, i semiconduttori e le biotecnologie.
Ue, multa record da 550 milioni ad AliExpress per prodotti illegali
La Commissione europea ha multato AliExpress con una sanzione da 550 milioni di euro, la più alta mai comminata nell’ambito del Digital Services Act, per non aver impedito la vendita di prodotti contraffatti, giocattoli non sicuri e cosmetici pericolosi. Bruxelles sostiene che la piattaforma abbia continuato a raccomandare e pubblicizzare articoli già segnalati come non conformi, con controlli insufficienti e moderatori sovraccarichi. L’indagine, aperta nel 2024, rileva anche carenze nella valutazione dei rischi legati ai sistemi di raccomandazione e nella capacità di individuare categorie manipolate per eludere i controlli. AliExpress dovrà presentare un piano di adeguamento entro il 20 ottobre e ha annunciato ricorso, definendo la multa “sproporzionata”.
Nel frattempo, il ministro dell’Economia italiano Giancarlo Giorgetti ha confermato che il nuovo prelievo italiano da 2 euro sui pacchi commerciali fino a 150 euro, in vigore da ottobre, sarà applicato oltre al dazio europeo da 3 euro introdotto dall’Ue sui prodotti a basso valore provenienti da paesi extra‑Unione. La misura punta a rafforzare i controlli sulle importazioni e ad allinearsi alle iniziative europee contro la concorrenza sleale nel commercio online.
Pronto nuovo accordo di sicurezza tra Stati Uniti e Isole Salomone
Le Isole Salomone permetteranno alle navi della guardia costiera statunitense di pattugliare le acque territoriali del paese con a bordo agenti locali di polizia. Lo ha annunciato il primo ministro delle Salomone, Matthew Wale, che negli ultimi giorni è stato a Washington per rafforzare i legami bilaterali. La firma sull’accordo verrà posta la prossima settimana a Honiara. Stando a quanto si legge nel comunicato delle Salomone, l’obiettivo del trattato sarà “rafforzare la sicurezza in tutta la regione del Pacifico, rilevando le crescenti minacce del traffico di droga, della tratta di esseri umani e della pesca illegale”. Negli ultimi anni la guardia costiera statunitense ha ampliato i suoi pattugliamenti nel Pacifico meridionale, ma Honiara era considerata da anni il più stretto partner della Cina nella regione, tanto che nel 2022 le Salomone avevano siglato un patto di sicurezza con Pechino per dispiegare agenti di polizia cinesi nel paese per ragioni di ordine pubblico. Con questo nuovo accordo con Washington il premier Wale, considerato meno filo-cinese dei suoi due predecessori, sembra voler riequilibrare i rapporti diplomatici con le due potenze.
