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In Cina e Asia – Ue-Cina, settimane decisive per dialogo commerciale

In Notizie Brevi by Redazione

Le notizie di oggi:

  • Ue-Cina, settimane decisive per dialogo commerciale
  • Cina, export in crescita ma il mercato auto interno resta debole
  • Gli Usa esortano gli alleati NATO a sostituire le apparecchiature Huawei
  • L’Indonesia permette agli agenti di polizia di assumere cariche pubbliche
Ue-Cina, settimane decisive per dialogo commerciale

Saranno settimane cruciali per le relazioni tra Unione europea e Cina, con una serie di appuntamenti politici che influenzeranno il futuro orientamento di Bruxelles verso Pechino. La prossima settimana i leader dei 27 stati membri discuteranno la strategia europea nei confronti della Cina. Nel frattempo, la viceministra del commercio cinese, Ling Ji, è impegnata in una missione europea con incontri con alti funzionari e aziende cinesi a Bruxelles. Pechino si è impegnata a contrastare le iniziative europee volte a limitare l’accesso delle aziende cinesi al mercato Ue, mentre a Bruxelles cresce il timore di una possibile escalation commerciale. Malgrado la Commissione europea punti a mantenere aperti i canali di dialogo, resta scetticismo sulla disponibilità cinese a modificare le proprie politiche industriali e commerciali.

In questo scenario il presidente francese Emmanuel Macron ospiterà una videoconferenza tra i paesi del G7 e la Cina sugli squilibri commerciali globali in vista del vertice del G7 previsto della prossima settimana nella località francese di Evian-les-Bains, secondo quanto riferito da Politico. La telefonata, che secondo quanto riferito da alti funzionari a Politico si terrà giovedì, rappresenta un passo significativo in quanto la Francia, che quest’anno è presidente del G7, ha adottato un approccio più conciliante nei confronti della Cina, diversamente da altri paesi Ue. I funzionari francesi sostengono che l’attuale situazione in cui versa Bruxelles dipende dalla scarsità degli investimenti, dagli eccessi di consumo negli Stati Uniti e dalla sovrapproduzione cinese. La Francia, secondo le dichiarazioni del ministro delle finanze francese Roland Lescure, intende abbandonare le accuse reciproche e impegnarsi con tutti i partner, Cina compresa.

Cina, export in crescita ma il mercato auto interno resta debole

Le esportazioni cinesi hanno registrato a maggio un aumento del 19,4% su base annua in termini di dollari, accelerando rispetto al +14,1% di aprile e superando le attese degli economisti. I dati, pubblicati martedì dall’Amministrazione generale delle dogane di Pechino, confermano il ruolo centrale delle vendite all’estero nel sostenere la crescita cinese. A trainare l’export sono i settori legati alle tecnologie avanzate, soprattutto il boom globale negli investimenti nell’Intelligenza Artificiale, che hanno favorito la domanda di prodotti cinesi. Tuttavia, gran parte della crescita del valore dell’export è riconducibile all’aumento dei prezzi dei semiconduttori a causa della persistente carenza di chip di memoria. In termini di volume, le esportazioni di semiconduttori sono cresciute solo del 6% a maggio su base annua.

Tra i comparti più dinamici figura il settore automobilistico, salito del 39%, con le vendite di veicoli elettrici e ibridi plug-in all’estero aumentate del 112,6%. Sul fronte interno, invece, il mercato dell’auto mostra segni di debolezza: secondo i dati pubblicati lunedì dalla China Passenger Car Association (CPCA), maggio segna l’ottavo mese di calo consecutivo, con una diminuzione del 22,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il trend a ribasso riflette l’impatto sulle vendite di auto a benzina dovuto all’aumento dei prezzi del petrolio per la crisi in Asia Occidentale. Ma anche le vendite di veicoli elettrici e ibridi plug-in, che rappresentano il 62,2% del totale, il mese scorso sono diminuite del 7,5% rispetto all’anno precedente.

Il rallentamento del mercato cinese sta colpendo anche case automobilistiche straniere. Reuters analizza il caso Volkswagen, che sta tentando di colmare il divario tecnologico con marchi nazionali attraverso collaborazioni di alto profilo, ad esempio con Xpeng, uno dei principali costruttori cinesi di EV.

Gli Usa esortano gli alleati NATO a sostituire le apparecchiature Huawei

Secondo fonti di Bloomberg, in un colloquio a porte chiuse risalente al mese scorso, il coordinatore del Dipartimento di Stato americano per la Cina, Joshua Young, ha esortato i funzionari a Bruxelles a utilizzare i fondi destinati alla difesa, nell’ambito del parametro di spesa della NATO, per rimuovere e sostituire le apparecchiature Huawei nelle loro reti e nelle infrastrutture critiche. Il governo statunitense considera da tempo Huawei e altri fornitori cinesi una minaccia per la sicurezza nazionale, escludendoli dalle reti Usa. Young non ha fatto riferimento ad alleati specifici, ma secondo quanto riportato da una delle fonti le osservazioni erano riferite alla Germania. Lo scorso anno quasi tutti gli alleati della NATO hanno concordato di aumentare la spesa per le esigenze di difesa essenziali fino al 3,5% del PIL, per soddisfare le richieste avanzate da Trump.

Tra i paesi che si stanno opponendo ai piani della Commissioni europea di vietare i fornitori cinesi per le reti di telecomunicazioni figurano Germania e Spagna, che chiedono di mantenere il controllo a livello statale e temono possibili ritorsioni da parte di Pechino. In realtà Berlino affronta questa discussione già da tempo sul piano interno e il governo ha preso in considerazione l’utilizzo di fondi pubblici per pagare Deutsche Telekom AG e altri operatori di telecomunicazioni per la sostituzione delle apparecchiature cinesi. Sembrerebbe che le dichiarazioni di Young non abbiano suscitato una risposta immediata tra i paesi NATO viste le posizioni spesso contraddittorie adottate da funzionari diversi dell’amministrazione Trump.

L’Indonesia permette agli agenti di polizia di assumere cariche pubbliche

Il 9 giugno il Parlamento indonesiano ha approvato un emendamento alla legge nazionale sulla polizia che consente agli agenti in servizio di accettare incarichi nel governo civile, senza quindi essere obbligati a dimettersi. Le posizioni in altre istituzioni o ministeri statali devono però essere correlate ai compiti e alle funzioni della polizia: sicurezza, ordine pubblico, applicazione della legge e protezione, assistenza e servizi alla cittadinanza presso ministeri o agenzie statali. Le modifiche arrivano un anno dopo che il Parlamento ha rivisto la legge militare assegnando un maggior numero di incarichi civili ai militari. Dal suo insediamento nel 2024, il Presidente Prabowo Subianto ha ampliato il ruolo delle forze armate, nominando alti ufficiali di polizia e militari nella sua amministrazione.

Secondo gli analisti, la mossa rappresenta un ulteriore passaggio verso un sistema più autoritario, in cui le forze di difesa e di sicurezza vengono utilizzate per sostenere chi è al potere. Gli osservatori avvertono che le modifiche, oltre che essere incostituzionali secondo una sentenza della Corte Costituzionale del 2025, danneggeranno la professionalità della polizia, compromettendo i percorsi di carriera e il sistema meritocratico dei dipendenti pubblici.