Cina e Golfo, green economy, demenze senili in Giappone e informazione in India: i temi di oggi della nostra rassegna


Tensioni nel Golfo, gli effetti sulla nuova Via della Seta

La crisi del golfo di questi giorni, con la decisione di alcuni paesi dell’area e del Nord Africa di tagliare i rapporti con il Qatar, potrebbe compromettere il progetto della Cina di costituire una nuova Via della Seta. La penisola araba è infatti una della aree cardine del piano che riguarda 65 paesi tra Asia, Africa ed Europa, dato che da qui proviene gran parte del petrolio che la Cina importa. Ieri dopo l’annuncio di alcuni paesi — Arabia Saudita, Bahrain ed Emirati, più Yemen e Egitto — di isolare il Qatar accusato di finanziare il terrorismo internazionale, i prezzi globali sono aumentati. E questo potrebbe incidere sull’import cinese di petrolio, ma anche sugli investimenti cinesi nella penisola. A inizio di quest’anno Pechino ha siglato accordi per 65 miliardi di dollari con l’Arabia Saudita nei campi dell’energia e della finanza. Secondo alcuni analisti, probabilmente, la Cina dovrà rivedere la propria politica di non intervento negli affari interni dei paesi esteri.

Cina, in cerca di una leadership globale nella green economy

La Cina cerca di capitalizzare sull’abbandono degli Accordi di Parigi da parte degli Stati Uniti. Lo fa stringendo accordi di cooperazione sulle tecnologie verdi con singoli stati come la California e investendo sempre di più nelle rinnovabili. Cina e California hanno infatti raggiunto un accordo per stabilire il California-China Clean Technology Partnership che si concentrerà soprattutto sull’innovazione e la commercializzazione di tecnologie per la cattura e la conservazione dell’anidride carbonica e il contenimento di gas inquinanti. Non solo. Anche in patria, Pechino continua a investire nelle rinnovabili, a scapito delle fonti energetiche «tradizionali» come il carbone. A Liulong, nella provincia meridionale del Guangdong, in un bacino artificiale creato su miniere abbandonate, oggi si testano campi solari galleggianti. Una soluzione che interessa a paesi con sempre maggiori fabbisogni energetici ma scarsi spazi terrestri come Giappone, Taiwan, Singapore e Vietnam.

Alzheimer e demenze, la bomba a orologeria sociale del Giappone

Una «bomba a orologeria» sociale scoppierà nei prossimi anni in Giappone. Si tratta delle forme di demenza che colpiscono le persone più anziane — patologie sempre più comuni in un paese che invecchia a ritmi di record e dove, entro il 2025, una persona su 5 avrà oltre 65 anni. Già oggi, secondo il ministero della salute di Tokyo, sono 4,6 milioni le persone affette da una qualche forma di demenza senile. Nella maggioranza dei casi, si tratta di morbo di Alzheimer. A fronte di questa situazione il governo giapponese — che a differenza di altri paesi al mondo con un’alta percentuale di anziani investe appena il 23,1 per cento del proprio pil nell’assistenza sociale — cerca di aumentare il numero delle strutture di accoglienza e alzare gli stipendi del personale di queste. Il problema è però più radicato: ogni oltre 100mila persone lasciano il lavoro per badare a un parente affetto da demenza, anche queste, spesso già over-60.

Perquisita la sede di Ndtv, tv critica del governo Modi

La principale agenzia investigativa indiana la Cbi ha perquisito la sede di Ndtv, influente canale televisivo via cavo, spesso critico con l’attuale amministrazione di Nuova Delhi cui fa capo il primo ministro Narendra Modi. La decisione è stata giustificata dalle autorità sulla base di indagini finanziarie a carico dei fondatori del canale Prannoy e Radhika Roy che avrebbero ricevuto copertura per una perdita da 7,5 milioni di dollari da parte di una banca privata. Ma per Ndtv il raid sarebbe una caccia alle streghe. Non solo ci sarebbe la copertura critica di Ndtv della vita politica indiana, ma anche le tensioni emerse tra esponenti del partito di maggioranza in India, il Bjp, e i giornalisti dell’emittente nel corso di trasmissioni tv.