In Cina e Asia – Takaichi chiarisce su Taiwan per allentare le tensioni con Pechino

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi

  • Tokyo chiarisce su Taiwan per allentare le tensioni con Pechino
  • Macron ricevuto da Xi: “Superare le divergenze per lavorare alla pace mondiale”
  • L’UE lancia due strategie per ridurre i rischi legati alla Cina
  • Stretta di Shanghai sul dibattito online sull’immobiliare
  • Cina, novità sui registri dei reati minori
  • Riprendono le ricerche del volo MH370 della Malaysia Airlines
  • Un anno dopo il tentativo di legge marziale in Corea del Sud, Lee: “I responsabili verranno assicurati alla giustizia”
Takaichi chiarisce su Taiwan per allentare le tensioni con Pechino

Dopo settimane di tensioni con la Cina, la premier giapponese Sanae Takaichi ha chiarito in parlamento la posizione di Tokyo su Taiwan, richiamando il comunicato congiunto Giappone-Cina del 1972, che segna la normalizzazione dei rapporti diplomatici tra i due Paesi e riconosce che “Taiwan è una parte inalienabile del territorio della Repubblica Popolare Cinese”. La precisazione arriva dopo le dichiarazioni del 7 novembre, quando Takaichi, sempre durante una sessione parlamentare, non aveva escluso un possibile intervento militare giapponese in caso di attacco cinese all’isola. Parole che avevano suscitato una dura reazione di Pechino, irritata per quella che aveva definito una minaccia diretta alla propria sovranità.

Intanto, il presidente statunitense Donald Trump ha firmato martedì il Taiwan Assurance Implementation Act, la legge che impone al Dipartimento di Stato di rivedere e aggiornare regolarmente le linee guida che regolano i contatti ufficiali con Taipei. Il provvedimento prevede una revisione almeno ogni cinque anni delle modalità di interazione tra Washington e l’isola. In risposta, Pechino ha ribadito la sua “totale contrarietà a qualsiasi forma di contatto ufficiale tra gli Stati Uniti e la regione di Taiwan in Cina”.

Sminuendo il significato della normativa, il segretario al Tesoro Scott Bessent ieri, intervenendo a un evento del New York Times, ha definito sia Taiwan che la Repubblica popolare “alleati”, aggiungendo che la posizione degli stati Uniti nelle relazioni intra-stretto non è cambiata. L’alto funzionario americano ha inoltre lodato la Cina affermando sia “sulla buona strada per rispettare ogni parte dell’accordo”, soprattutto in riferimento al recente acquisto di soia. 

Macron ricevuto da Xi: “Superare le divergenze per lavorare alla pace mondiale”

“A volte ci sono delle divergenze, ma è nostra responsabilità superarle per il bene comune”. Lo ha detto oggi il presidente francese Emmanuel Macron incontrando l’omologo cinese Xi Jinping nella Grande Sala del Popolo in piazza Tiananmen. Il leader cinese ha risposto, chiedendo legami “più stabili” con la Francia. Nell’ultimo anno i due Paesi hanno vissuto momenti di tensioni a causa delle misure commerciali (tariffe sui veicoli elettrici in primis) introdotte dall’Unione europea per riequilibrare i rapporti bilaterali e che Macron ha appoggiato con maggiore decisione di altri leader europei. Concetto ribadito con l’augurio che Pechino collabori con il G7 per una governance economica basata su regole. Il capo dell’Eliseo ha inoltre esortato Xi “a lavorare insieme per la pace e la stabilità nel mondo, in Ucraina e in altre regioni colpite dalla guerra”. Dopo Pechino, la visita di Macron proseguirà a Chengdu, dove ci si attende verrà concluso un nuovo accordo per mandare altri panda giganti negli zoo francesi dopo il recente rimpatrio di due esemplari.

L’UE lancia due strategie per ridurre i rischi legati alla Cina

L’Unione Europea accelera gli sforzi per ridurre la dipendenza dalla Cina con due nuove iniziative, tra cui il piano d’azione ResourceEU, basato sul Critical Raw Materials Act (Crma) del 2023. L’obiettivo è garantire l’approvvigionamento di materie prime critiche come terre rare, cobalto e litio, fondamentali per settori strategici come difesa, auto, digitale ed energie rinnovabili. Per finanziare progetti di estrazione, raffinazione e riciclaggio di minerali e metalli, vengono stanziati 3 miliardi di euro. La seconda iniziativa, riporta il South China Morning Post, prevede una comunicazione sulla sicurezza economica che fornirà all’UE un vero e proprio “sistema operativo” per gestire strumenti commerciali, competitivi ed economici, da usare per contrastare coercizione, pressioni o trasformazioni delle dipendenze in armi.

Stretta di Shanghai sul dibattito online sull’immobiliare

La filiale di Shanghai della Cyberspace Administration of China (CAC) ha imposto una nuova stretta sui contenuti online che denigrano il mercato immobiliare, ordinando a piattaforme come RedNote e Bilibili di rimuovere quelli considerati “diffidenti” per il settore, perché diffonderebbero informazioni fuorvianti o allarmistiche sullo stato del mercato. La “campagna speciale”, avviata a metà novembre, ha già portato alla rimozione di 40.000 post, alla chiusura di 70mila account e di 1.200 canali di live streaming. Intanto, due importanti fornitori di statistiche hanno smesso di pubblicare dati aggiornati sulle vendite dei principali costruttori cinesi.

Cina, novità sui registri dei reati minori

Dal 1° gennaio, in Cina i registri relativi a reati minori non saranno più collegati ai dati personali, secondo un nuovo emendamento alla Public Security Administration Punishments Law del 2006. Il provvedimento riguarda reati minori come uso di droghe, prostituzione e risse, e prevede sanzioni amministrative fino a 15 giorni di detenzione e multe, senza conseguenze penali.

La revisione, approvata a giugno dall’Assemblea nazionale del popolo, stabilisce che i registri delle infrazioni “non devono essere forniti a nessuna organizzazione o individuo, né resi pubblici”, salvo necessità investigative delle autorità o richieste specifiche secondo le normative nazionali. Finora, questi registri erano collegati all’identità delle persone tramite i documenti ufficiali. La misura ha suscitato critiche tra la popolazione, ma è considerata dagli esperti legali un passo avanti per la tutela dei diritti umani e della privacy in Cina.

Riprendono le ricerche del volo MH370 della Malaysia Airlines

A più di 11 anni dalla scomparsa del volo MH370 della Malaysia Airlines, le autorità malesi riprenderanno le ricerche del relitto dal 30 dicembre nell’Oceano Indiano meridionale, dopo una sospensione iniziata ad aprile a causa del maltempo. Le ricerche dureranno 55 giorni e saranno condotte in collaborazione con la società statunitense Ocean Infinity, che riceverà un compenso di 70 milioni di dollari se riuscirà a individuare parti del relitto.

Il Boeing 777, con 239 persone a bordo, era partito da Kuala Lumpur l’8 marzo 2014 con destinazione Pechino, ma scomparve dai radar sul Mar Cinese Meridionale pochi minuti dopo l’ultima comunicazione con l’equipaggio. A oggi, le cause della scomparsa e il punto preciso del disastro rimangono sconosciuti.

Un anno dopo il tentativo di legge marziale in Corea del Sud, Lee: “I responsabili verranno assicurati alla giustizia”

In occasione del primo anniversario del tentativo dell’ex presidente Yoon Suk Yeol di imporre la legge marziale in Corea del Sud, l’attuale leader sudcoreano Lee Jae Myung ha dichiarato che i responsabili verranno assicurati alla giustizia. Nel suo discorso del 3 dicembre, Lee ha sottolineato che la lotta per la sicurezza del Paese è ancora incompiuta e che resta del lavoro da fare per affrontare le conseguenze di quell’episodio. Il tentativo di legge marziale, ha ricordato il presidente, rischiava di infliggere un danno irreparabile al Paese, ma il popolo si è ribellato e ha fermato l’esercito a mani nude.