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In Cina e Asia – Reuters: “L’Iran ha comprato 400 lanciamissili antiaerei portatili dalla Cina”

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi:

  • Reuters: “L’Iran ha comprato 400 lanciamissili antiaerei portatili dalla Cina”
  • USA mostrano collaborazione con la guardia costiera taiwanese sui social
  • Usa-Cina, funzionario Usa: comunicazione militare ai massimi livelli degli ultimi anni
  • Giappone, la popolazione locale scende sotto i 120 milioni di abitanti
  • Vietnam, arrestato per corruzione il viceministro dell’Agricoltura e dell’Ambiente
  • Vaticano-Cina, nominato nuovo vescovo
Reuters: “L’Iran ha comprato 400 lanciamissili antiaerei portatili dalla Cina”

Secondo fonti Reuters, nelle prossime settimane l’Iran dovrebbe ricevere una
fornitura di circa 400 lanciamissili antiaerei portatili (MANPADS) di fabbricazione cinese, dal valore di 60-70 milioni di dollari. Ad aver facilitato l’accordo tra il fornitore cinese e Teheran sarebbe stata una società con sede a Hong Kong, la Zhongqing Baoshang International Investment. Il ministero degli Esteri cinese ha definito la notizia “completamente infondata“. Le fonti dell’agenzia di stampa britannica riportano di un accordo già firmato, ma con tempi di consegna ancora in divenire: i MANPADS – ha riportato la Reuters – verrebbero trasportati via terra attraverso il Pakistan, una circostanza che ha già spinto l’ufficio stampa dell’esercito pakistano a smentire la ricostruzione.

Intanto Pechino avrebbe parlato con gli Houthi (il gruppo armato sciita che controlla gran parte dello Yemen) per consentire alle sue petroliere di navigare nel mar Rosso meridionale senza essere attaccate, dopo che il 20 luglio la milizia si è impegnata a impedire l’accesso ai porti sauditi. Il ministero degli Esteri cinese non ha confermato i colloqui ma, secondo i dati di tracciamento navale di LSEG e MartineTraffic, dal 20 luglio almeno quattro petroliere cinesi hanno imbarcato petrolio greggio dai porti sauditi transitando per lo stretto di Bab el-Mandeb, nel tratto di mare posto sotto restrizioni dagli Houthi. Proprio ieri gli Stati Uniti hanno annunciato sanzioni contro otto compagnie per aver gestito navi che trasportavano petrolio greggio e prodotti petrolchimici iraniani in Cina e negli Emirati Arabi Uniti, nell’ambito della “flotta ombra” iraniana.

USA mostrano collaborazione con la guardia costiera taiwanese sui social 

Martedì 28 luglio l’American Institute in Taiwan (AIT), che di fatto svolge il ruolo di un’ambasciata statunitense a Taiwan, ha pubblicato sui social un’immagine, senza data, che ritrae la guardia costiera americana e quella taiwanese mentre operano congiuntamente in mare. “Gli Stati Uniti apprezzano la collaborazione di Taiwan in materia di sicurezza marittima e sostengono i contributi significativi di Taiwan su questioni globali, tra cui lo scambio in materia di applicazione della legge marittima e la cooperazione internazionale”, ha dichiarato l’AIT. Secondo gli analisti interpellati dal SCMP, il post è un segnale di sostegno a Taipei, inviato da Washington in risposta alla recente intensificazione delle operazioni della guardia costiera cinese nelle acque a est di Taiwan. 

Usa-Cina, funzionario Usa: comunicazione militare ai massimi livelli degli ultimi anni

Martedì un alto funzionario statunitense ha dichiarato che la comunicazione militare tra Stati Uniti e Cina è “più forte di quanto non lo sia stata negli ultimi anni”. Si tratta di Alvaro Smith, vice assistente del Segretario alla Difesa per Cina, Taiwan e Mongolia, che ha dichiarato tale posizione durante un ricevimento presso l’ambasciata cinese a Washington per celebrare il 99° anniversario della fondazione dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese. Washington, secondo il funzionario, non cerca un conflitto con Pechino e spera anzi di mantenere una relazione bilaterale “pacifica” e “rispettosa”. Malgrado le tensioni commerciali, negli ultimi mesi sono aumentati gli incontri tra funzionari dei due paesi. La scorsa settimana il sottosegretario alla Difesa statunitense per le politiche, Elbridge Colby, ha ospitato al Pentagono il viceministro degli Esteri cinese Ma Zhaoxu. Durante l’incontro Colby ha ricordato la cooperazione con Pechino nel recente recupero dei resti dei soldati americani dispersi in Cina durante la Seconda Guerra Mondiale.

Vaticano-Cina, nominato nuovo vescovo

Ieri il Vaticano ha annunciato la nomina di un secondo vescovo cinese nel giro di una settimana. Si tratta del 45enne Francis Xavier Duan Yongkun, che è stato ordinato vescovo coadiutore di Bameng, nella regione autonoma cinese della Mongolia Interna, dopo l’approvazione di Papa Leone. La notizia segue di pochi giorni la nomina di Joseph Chang Yanfeng a vescovo di Chifeng, dopo che la diocesi era rimasta vacante per vent’anni. La nomina conferma la collaborazione tra Vaticano e Pechino prevista dall’accordo firmato nel 2018 e rinnovato nel 2024 che disciplina le nomine cattoliche in Cina: in particolare stabilisce che il Papa abbia l’ultima parola sulle nomine vescovili, pur consentendo alle autorità cinesi di partecipare alla proposta di candidati. Malgrado il Vaticano abbia difeso l’accordo come il miglior meccanismo disponibile per mantenere il dialogo con Pechino, molti cattolici conservatori ritengono eccessiva l’influenza del governo cinese sulla Chiesa.

Giappone, la popolazione locale scende sotto i 120 milioni di abitanti

Per la prima volta in 42 anni, il numero di cittadini giapponesi residenti in Giappone è sceso sotto i 120 milioni. Lo hanno rivelato i dati pubblicati il 29 luglio dal ministero degli Interni e delle Comunicazioni. Al 1° gennaio 2026 la popolazione giapponese locale ammontava a 119,74 milioni, in calo dello 0,76% rispetto al 2025: si tratta del 17° calo consecutivo del numero di abitanti, dopo il picco di popolazione raggiunto nel 2009. Il numero di residenti stranieri è invece il più alto da quando sono iniziate le rilevazioni, nel 2013, e con loro la popolazione totale ammonta a 123,8 milioni. L’età media giapponese resta inoltre la seconda più alta al mondo, dopo Monaco, con 49,9 anni, mentre il trasso di fecondità (ovvero il numero medio di figli che una donna ha nel corso della sua vita) si attesta a 1,14, con una diminuzione dello 0,01 rispetto al 2024.

Vietnam, arrestato per corruzione il viceministro dell’Agricoltura e dell’Ambiente

La polizia vietnamita ha arrestato il viceministro dell’Agricoltura e dell’Ambiente, Hoang Trung, con l’accusa di aver accettato tangenti e “favorito interessi particolari” in merito ai contratti di esportazione di durian in Cina. Insieme a Trung (espulso dal Partito Comunista del Vietnam il 28 luglio) sono stati fermati altri due funzionari del ministero e il vicedirettore del Dipartimento per la produzione agricola e la protezione delle piante. Le presunte violazioni, si legge nel comunicato del ministero della Pubblica Sicurezza, avrebbero causato gravi danni ai coltivatori di durian e alle aziende esportatrici, con ingenti perdite anche per il bilancio statale.