BRI energia verde

In Cina e Asia – Record di accordi in energia verde lungo la BRI

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi:

  • La Belt and Road vola a quota record: 20 miliardi in energia verde nel primo semestre 2026
  • Giappone, primo calo significativo per Takaichi: l’approvazione scende al 58%
  • Cina, il tecnocrate Fang Xinghai colpito dalla campagna anticorruzione
  • Semiconduttori, i legami Nvidia-PLA e la svolta nelle macchine DUV
  • Filippine, Marcos Jr. alla prova del discorso alla nazione tra scandali e crisi economica
  • NATO, arrestata a Mons una stagista canadese per sospetto spionaggio
La Belt and Road vola a quota record: 20 miliardi in energia verde nel primo semestre 2026

I finanziamenti cinesi per l’energia verde nell’ambito della Belt and Road Initiative hanno raggiunto il record di 20,1 miliardi di dollari nel primo semestre del 2026 – superando già il totale dell’intero 2025 – trainati dalla guerra in Iran che ha fatto schizzare i prezzi del petrolio e aumentato la domanda di energia rinnovabile più economica. Il dato comprende 11,8 miliardi in progetti di costruzione e 8,3 miliardi in investimenti, secondo una ricerca dell’Università del Queensland e del Green Finance & Development Center di Shanghai. Il valore complessivo delle operazioni BRI nel semestre ha toccato il record di 126,3 miliardi di dollari con crescita anche in manifatturiero, tecnologia, metalli e siti minerari. L’Africa è stata la principale destinataria, con investimenti quasi triplicati a 33,5 miliardi. Significativa anche la trasformazione strutturale della BRI: la quota del settore privato ha raggiunto il 48% nel semestre, contro il 13% del 2022, segnalando che le decisioni di investimento sono sempre più guidate da logiche commerciali piuttosto che da direttive statali. Nessun progetto è stato per ora annunciato in Pakistan o Russia.

Giappone, primo calo significativo per Takaichi: l’approvazione scende al 58%

Il tasso di gradimento del governo della Prima ministra giapponese Sanae Takaichi ha registrato un calo di 10 punti, attestandosi al 58% nell’ultimo sondaggio condotto da Nikkei e TV Tokyo. Si tratta della prima volta che il sostegno scende sotto la soglia del 60% dall’insediamento avvenuto lo scorso ottobre. Sebbene il dato rimanga storicamente solido per un governo in carica da nove mesi, preoccupa il balzo della sfiducia tra gli elettori indipendenti, salita al 51% (+15 punti). Secondo fonti interne al Partito Liberal Democratico (LDP), il calo rifletterebbe una crescente percezione di distacco tra l’agenda politica e le priorità quotidiane dei cittadini. Nonostante l’erosione del consenso personale della premier, la base elettorale dell’LDP resta stabile al 41%, mentre le opposizioni rimangono frammentate.

Cina, il tecnocrate Fang Xinghai colpito dalla campagna anticorruzione

Fang Xinghai, ex vicepresidente della China Securities Regulatory Commission (CSRC) e figura di riferimento per gli investitori internazionali, è ufficialmente sotto indagine per “gravi violazioni della disciplina e della legge”. La notizia, confermata dalla Commissione centrale per l’ispezione disciplinare, segna un punto di svolta nella campagna di Pechino contro la corruzione finanziaria: Fang non era solo un alto funzionario, ma il principale “ponte” tra Wall Street e il governo cinese. Formatosi a Stanford, Fang ha giocato un ruolo cruciale nell’apertura dei mercati dei capitali cinesi agli investitori stranieri. Secondo indiscrezioni di Caixin e Wall Street Journal, l’indagine sarebbe di natura retrospettiva e coprirebbe i suoi oltre vent’anni di carriera regolatoria. Tra i dossier sotto esame figurerebbe la gestione della fallita IPO di Ant Group del 2020, approvata proprio mentre Fang supervisionava il dipartimento delle emissioni. Il caso Fang porta a oltre 400 il numero di dirigenti e funzionari finanziari finiti nel mirino delle autorità dal 2021, di cui circa 50 solo dall’inizio del 2026.


Semiconduttori, i legami Nvidia-PLA e la svolta nelle macchine DUV

Un’inchiesta di The Wire rivela che circa il 20% dei partner cinesi di Nvidia ha ottenuto contratti di fornitura per l’industria della difesa cinese. Sebbene Nvidia sostenga che l’adesione al proprio network di partner non garantisca l’accesso ai chip e che i controlli sulle esportazioni statunitensi siano rigorosi, i record di appalto sollevano dubbi sulla capacità dell’azienda di monitorare l’uso finale delle proprie tecnologie. Parallelamente, Pechino accelera sul fronte dell’autosufficienza tecnologica per aggirare i blocchi. La Cina ha avviato la produzione di massa di macchinari per la litografia a ultravioletti profondi (DUV). Questi strumenti, fondamentali per produrre chip per i settori automobilistico ed elettronico, sono già in fase di installazione presso grandi fonderie come SMIC. Sebbene non raggiungano ancora la precisione dei modelli leader di ASML, il passaggio alla produzione di volume segna un traguardo cruciale per la messa in sicurezza della filiera dei semiconduttori cinese.

Filippine, Marcos Jr. alla prova del discorso alla nazione tra scandali e crisi economica

Lunedì 27 luglio, il presidente filippino Ferdinand Marcos Jr. ha tenuto il discorso sullo Stato della Nazione in un momento critico per il suo mandato, segnato da un crollo di popolarità e da una congiuntura economica sfavorevole. A un anno dalla scoperta di un massiccio sistema di corruzione legato ai fondi per il controllo delle inondazioni, il paese fatica a riprendersi: lo scandalo ha paralizzato i progetti infrastrutturali e frenato i consumi, portando la crescita del PIL dal 5,5% al 2,8% nel primo trimestre del 2026. Sul piano politico, Marcos appare indebolito dalle lotte intestine alla coalizione di governo. La faida con la vicepresidente Sara Duterte e il crescente distanziamento della senatrice Imee Marcos, sorella del capo di Stato, evidenziano una frammentazione del potere che preoccupa i mercati. Nonostante gli sforzi del governo per mitigare l’inflazione, la fiducia dei cittadini è ai minimi storici.

NATO, arrestata a Mons una stagista canadese per sospetto spionaggio

Le autorità belghe hanno arrestato una cittadina canadese di origine cinese, impiegata come stagista presso lo SHAPE (Supreme Headquarters Allied Powers Europe), il vertice del comando militare della NATO a Mons. L’accusa, formulata dall’ufficio del procuratore federale belga, è di spionaggio per conto di un “paese terzo” e associazione a delinquere. Il comunicato ufficiale non indica esplicitamente per quale governo la donna lavorasse. Un portavoce della NATO ha rassicurato che “non vi è alcuna indicazione” che la prontezza operativa o le linee di comando e controllo siano state compromesse, sottolineando che le attività dello SHAPE proseguono regolarmente.