I titoli di oggi:
- Samsung, accordo sui bonus evita lo sciopero: ai lavoratori dei chip il 10,5% degli utili operativi
- Cina: “Fregata olandese entrata illegalmente nelle acque del Mar Cinese Meridionale”
- I membri dei Five Eyes aumentano i transiti nello Stretto di Taiwan
- Filippine, istituita una commissione indipendente per indagare sugli omicidi durante la “guerra alla droga”
- Hong Kong affianca la Svizzera nel primato della gestione dei capitali offshore
- La Cina rivede le modalità di calcolo delle emissioni di CO2
- Le aziende europee mostrano segnali di fiducia nel mercato cinese
I dipendenti sudcoreani di Samsung Electronics hanno approvato un accordo sui bonus, evitando un maxi sciopero di 18 giorni e mettendo fine a mesi di trattative sulla redistribuzione dei profitti generati dal boom dell’intelligenza artificiale all’interno del più grande produttore mondiale di chip di memoria. A favore dell’intesa ha votato il 74% dei 62.616 lavoratori che hanno partecipato al voto. L’intesa, mediata dal governo, prevede che i 78 mila dipendenti della divisione chip di memoria progettati specificamente per l’AI ricevano il 10,5% degli utili operativi dell’azienda sotto forma di bonus annuali, pari a circa 400mila dollari ciascuno. Il nuovo bonus si aggiunge inoltre all’1,5% già previsto dagli attuali piani di incentivazione aziendale. L’accordo ha però sollevato preoccupazioni per il rischio di accentuare le disparità salariali all’interno del colosso tecnologico sudcoreano, creando un divario crescente tra i lavoratori della divisione chip e il resto dei dipendenti del gruppo.
Cina: “Fregata olandese entrata illegalmente nelle acque del Mar Cinese Meridionale”
La Cina ha accusato una fregata olandese di essere entrata “illegalmente” nelle acque delle isole Paracelso, arcipelago conteso nel Mar Cinese Meridionale. Il comando meridionale dell’Esercito popolare di liberazione ha dichiarato di aver mobilitato forze navali e aeree per allontanare la fregata HNLMS De Ruyter. L’Aia ha respinto le accuse, sostenendo che la fregata stesse operando “in conformità con il diritto internazionale” e navigando nel Mar Cinese Meridionale per ragioni “diplomatiche, di sicurezza ed economiche”.
Le accuse arrivano in un momento delicato nei rapporti tra i due Paesi. Secondo quanto riportato dal South China Morning Post, il ministro olandese Sjoerd Sjoerdsma guiderà il 6 luglio una delegazione commerciale in Cina, nonostante in passato fosse stato inserito nella lista delle sanzioni di Pechino. Durante la visita, Sjoerdsma dovrebbe incontrare il ministro del Commercio cinese Wang Wentao e il segretario del Partito comunista di Shanghai Chen Jining.
I membri dei Five Eyes aumentano i transiti nello Stretto di Taiwan
Lo scorso anno le forze armate statunitensi hanno ridotto la frequenza dei transiti nello Stretto di Taiwan. È quanto riporta uno studio del think tank cinese South China Sea Strategic Situation Probing Initiative (SCSPI), che evidenzia come i membri dell’alleanza “Five Eyes” – Australia, Canada, Regno Unito e Nuova Zelanda – abbiano invece effettuato complessivamente cinque transiti nello Stretto di Taiwan, utilizzando sei navi da guerra. Tutte le operazioni, secondo il rapporto, sono state accompagnate da comunicazioni pubbliche ufficiali. Lo studio segnala inoltre che l’aumento dei passaggi da parte di Paesi extraregionali non statunitensi è iniziato nel 2024, con un coinvolgimento crescente di attori europei e dell’area oceanica, a fronte di una precedente predominanza di Stati Uniti e Canada nelle operazioni nella zona.
Filippine, istituita una commissione indipendente per indagare sugli omicidi durante la “guerra alla droga”
Il 27 maggio è stata istituita nelle Filippine la Commissione filippina per la verità e la riconciliazione, un organismo indipendente guidato da un ex giudice della Corte Penale internazionale, con il mandato di indagare sulla sanguinosa “guerra alla droga”. La nuova struttura opererà in modo autonomo rispetto al governo di Manila e ha l’obiettivo di raccogliere prove e costruire una “documentazione pubblica credibile” sugli omicidi extragiudiziali e sugli abusi correlati, con possibili sviluppi in chiave giudiziaria.
L’istituzione della commissione è coincisa con la prima udienza formale del procedimento davanti alla Corte penale internazionale contro l’ex presidente Rodrigo Duterte, accusato di crimini contro l’umanità ai sensi dello Statuto di Roma per gli omicidi avvenuti durante le campagne antidroga condotte tra il 2011 e il 2019.
Hong Kong affianca la Svizzera nel primato della gestione dei capitali offshore
La Svizzera e Hong Kong risultano oggi alla pari come principali centri mondiali per la gestione patrimoniale transfrontaliera, con circa 2.900 miliardi di dollari ciascuno in capitali offshore, secondo uno studio di Boston Consulting Group. Il leggero sorpasso dell’ex colonia britannica è stato determinato dalla crescita più rapida (+10,7% nel 2025 contro il +7,6% svizzero), trainata soprattutto dai capitali provenienti dalla Cina continentale. Nonostante la perdita del primato in solitaria, la Svizzera resta un attore centrale, specialmente in un contesto geopolitico instabile.
La Cina rivede le modalità di calcolo delle emissioni di CO2
La Cina ha rivisto retroattivamente le modalità di calcolo dell’intensità di carbonio, cioè la quantità di CO2 per unità di prodotto economico, rivedendo i dati a ribasso. Così le emissioni registrate tra il 2020 e il 2025 sono aumentate solo del 7%, rispetto al 14% indicato dalle precedenti statistiche ufficiali. La revisione esclude circa 700 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, una quantità paragonabile alle emissioni totali della Germania o della Corea del Sud. La modifica ha permesso a Pechino di avvicinarsi al raggiungimento dell’obiettivo di riduzione dell’intensità di carbonio per il periodo 2020-2025, rendendo più plausibile anche il target di lungo termine fissato dal presidente Xi Jinping, che prevede un taglio del 65% rispetto ai livelli del 2005 entro il 2030. Nel nuovo modello di calcolo, secondo gli analisti del CREA, la Cina includerebbe le emissioni dei processi industriali, ma escluderebbe quelle legate agli usi non energetici dei combustibili fossili. La nuova definizione di intensità di carbonio non è stata resa pubblica nei dettagli. I dati rivisti, pubblicati a marzo nell’ambito del 15esimo piano quinquennale, indicano comunque una riduzione del 17,7% dell’intensità di carbonio, appena sotto l’obiettivo del 18%. La revisione solleva però interrogativi sulla trasparenza e sulla possibilità di monitorare con precisione i progressi climatici del principale emettitore mondiale.
Le aziende europee mostrano segnali di fiducia nel mercato cinese
Per la prima volta dal 2022, la fiducia delle imprese europee in Cina mostra leggeri segnali di stabilizzazione dopo anni di peggioramento. È quanto emerge dal sondaggio annuale 2026 della Camera di Commercio dell’Unione Europea in Cina, che ha preso in esame più di 500 aziende europee. Per la prima volta in cinque anni, la quota di imprese che giudica più difficile fare affari nel Paese è scesa al 68%, in calo di 5 punti percentuali su base annua. In diminuzione anche la percezione di un contesto economico più politicizzato, segnalata da meno della metà degli intervistati rispetto al 52% dell’anno precedente.
Il clima resta tuttavia teso. In visita a Pechino ieri la ministra dell’Economia tedesca Katherina Reiche ha dichiarato che “la competizione ci rende più forti, la cooperazione crea stabilità e l’innovazione crea progresso condiviso”. Secondo Bloomberg, la Germania è tra i paesi ad aver sollevato preoccupazione per le misure di salvaguardia che la Commissione europea ha in mente di introdurre per contenere le ripercussioni della sovraccapacità industriale cinese.

